Il Biomuseo di Frank Gehry, finalmente pronto all’apertura

Il Biomuseo a Panama, disegnato da Frank Gehry (foto di Victoria Murillo)

Affacciato sull’Oceano Pacifico all’estremità dell’Amador Causeway nel canale di Panama, dove precedentemente era situata una caserma dell’esercito americano, il Biomuseo, progettato da Frank Gehry,è pronto per il completamento e l’apertura al pubblico.

Planimetria (foto di Gehry Partners LLP)

L’architettura del Biomuseo, che è rimasta in fase di costruzione per circa un decennio, ha lo scopo di raccontare la storia della formazione, tre milioni di anni fa, dell’Istmo di Panama e come questo abbia avuto un ruolo importante nella determinazone del moderno mondo fisico e biologico.

Il Biomuseo durante la fase di costruzione (foto di Victoria Murillo)

Prima opera di Gehry in America Latina, l’edificio è destinato a funzionare come “punto d’ingresso per scoprire Panama” e così si spera che possa essere un elemento attrattivo sia per i residenti che per i turisti” spiega Pilar de Arosemena Alemán, l’attuale presidente della Fundación Amador, la fondazione che ha sostenuto il progetto.

Vista di un elemento di risalita (foto di Jill Paider)

La fondazione è stata costituita nel 2001, ottenendo i finanziamenti governativi iniziali e, a seguito di un precedente invito rivolto a Ghery per la partecipazione ad un charrette design di riqualificazione dei territori nell’Istmo di Panama, l’architetto, nel 2002, firma una lettera di accordo per la progettazione del museo.

Particolare delle coperture (foto di Aaron Sosa)

La realizzazione dellla proposta è poi proseguita per tre amministrazioni presidenziali ed ha avuto numerosi problemi, anche nella raccolta di fondi poichè il paese manca di una forte cultura di donazioni filantropiche. Sono stati spesi, nel frattempo, 95 milioni di dollari, secondo quanto riporta il museo, con solo il 20 per cento proveniente da interessi privati.

Alle battute d’arresto si è aggiunto il divario tra gli standard di costruzione richiesti dal progetto di Gehry e le capacità della forza lavoro locale.

Gli spazi d’accesso che conducono all’edificio (foto di Jill Paider)

Molte lavorazioni e componenti, come ad esempio il tetto complesso ed i relativi lavori siderurgici, così come il calcestruzzo architettonico, sono un territorio praticamente inesplorato per i lavoratori degli equipaggi panamensi.

Le geometrie curvilinee delle pensiline dialogano con spigolose coperture (foto di Jill Paider)

L’architetto ha dovuto fare perciò i conti, seppur solo alla fine, con le limitazioni locali, adeguando le sue aspettative. Inoltre, nella costruzione hanno inciso gli effetti del clima tropicale, che avrebbero rallentato anche il lavoratore più energico.

L’edificio si trasforma, nella notte, per mezzo dell’illuminazione (foto di Aaron Sosa)

«Panama ha un diverso standard per la pratiche e le procedure nelle costruzioni – sostiene  l’ufficio di Gehry – Questo comporta naturalmente una cadenza più lenta. Anche se il percorso di completamento è stato più lungo di quanto ci aspettassimo, sentiamo che il progetto ha soddisfatto con successo sia il nostro cliente che le nostre aspirazioni e speriamo che possa essere una destinazione interessante per i panamensi e i visitatori del paese».

Visualizzazione di un interno espositivo (foto di Gehry Partners LLP)

Nonostante le difficoltà nella realizzazione, l’edificio ha infatti preso forma: l’intricata struttura in cemento è coperta dal tetto formato di una cascata di pensiline in acciaio piegato e variopinto.

Vista nel paesaggio dell’articolata architettura (foto di Delventhal, F)

Visibile da grandi distanze sulla baia di Panama, il Biomuseo, con la sua forma articolata e i colori abbaglianti, è uno spettacolo che si aggiunge al paesaggio circostante delle torri commerciali di Panama City.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=iGtTj1T749c[/youtube]

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO