Il bivacco alpino di Cesare Zilio e Guido Maria Amorati

Visualizzazione del bivacco alpino nell'area della Forcella delle Marmarole (foto di Henry Zilio, Guido Maria Amorati)
Visualizzazione del bivacco alpino nell’area della Forcella delle Marmarole (foto di Henry Zilio, Guido Maria Amorati)

Un bivacco alpino, una piccola struttura per l’accoglienza degli escursionisti in luoghi di montagna particolarmente sperduti, è stato oggetto di un concorso che ha richiesto l’ideazione di tale spazio per la Forcella delle Marmarole, nelle Dolomiti.

Sezione progettuale della struttura (foto di Henry Zilio, Guido Maria Amorati)
Sezione progettuale della struttura (foto di Henry Zilio, Guido Maria Amorati)

La progettazione della struttura è stata richiesta, in particolare, per la ricostruzione del Bivacco F.lli Fanton e il progetto presentato è stato sviluppato da Cesare Zilio e Guido Maria Amorati, con la supervisione di Henry Zilio.

Planimetria (foto di Henry Zilio, Guido Maria Amorati)
Planimetria (foto di Henry Zilio, Guido Maria Amorati)

Il disegno di questo bivacco prende forma dallo studio della topografia del sito, condotto su un modello tridimensionale e attraverso la sua realizzazione: essa si è basata sul rilievo plano-altimetrico fornito con la documentazione del concorso, che ha consentito di analizzare la morfologia del terreno in cui si inseriva la nuova costruzione.

Gli interni modulari in legno lamellare d'abete (foto di Henry Zilio, Guido Maria Amorati)
Gli interni modulari in legno lamellare d’abete (foto di Henry Zilio, Guido Maria Amorati)

La struttura si adagia, quindi, sul pendio, rispettando il declivio naturale della montagna e richiamando le vette rocciose che caratterizzano il paesaggio circostante.

La configurazione dello spazio interno è composta attraverso la ripetizione di un modulo minimo dalla forma esagonale e irregolare, dimensionato per alloggiare comodamente una persona anche in posizione seduta, garantendone la privacy e il contatto visivo costante con l’esterno. Ciò avviene attraverso piccole finestre esagonali che riflettono in facciata la disposizione dei moduli e caratterizzano l’aspetto esteriore del bivacco. Questa forma poligonale, dunque, che trae le sue misure dall’uomo e dalla montagna, diventa la cifra stilistica del progetto ed anche il pretesto formale per il design di tutti gli arredi richiesti dal bando di gara.

Esploso assonometrico per il progetto strutturale e funzionale della struttura (foto di Henry Zilio, Guido Maria Amorati)
Esploso assonometrico per il progetto strutturale e funzionale della struttura (foto di Henry Zilio, Guido Maria Amorati)

Il rivestimento ideato per il bivacco, in laminato metallico, lascia assumere alla struttura i colori delle rocce e del cielo mutandone l’aspetto col passare delle ore e l’alternarsi delle stagioni. A questo elemento, quasi mimetico, sono stati contrapposti il giallo intenso degli infissi e, internamente, il blu di alcuni arredi che si inseriscono nel contesto dei rivestimenti in legno lamellare d’abete.

Per rispettare l’obbligo di agibilità anche in caso di presenza ingente di neve, l’accesso al bivacco è situato a una quota di circa due metri da terra: nel piccolo spazio si entra, infatti, attraverso pedane in lamiera forata che impediscono il deposito della neve e la struttura rimane completamente sollevata, lasciando il più possibile libero il suolo naturale su cui è posta.

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