Il Campus Repsol di Rafael de La-Hoz Arquitectos a Madrid

Il profilo dell’edificio ricorda una duna scolpita dal vento perfettamente integrato nel  paesaggio (foto di Pía Vergara)
Il profilo dell’edificio ricorda una duna scolpita dal vento perfettamente integrato nel paesaggio (foto di Pía Vergara)

Il nuovo quartier generale madrileno di Repsol, società spagnola attiva nel settore petrolchimico, è un esempio virtuoso di dialogo fra architettura, sostenibilità, esigenze della comunità interna ed esterna al complesso industriale stesso. Opera di Rafael de La-Hoz, il campus si inserisce in un quartiere centrale di Madrid, vicino alla più importante stazione ferroviaria della città, servito dai principali servizi pubblici.

La copertura lignea con doppia curvatura e la sua struttura reticolare (foto di Pía Vergara)
La copertura lignea con doppia curvatura e la sua struttura reticolare (foto di Pía Vergara)

Il lotto sul quale insiste -ampio oltre 30.000 metri quadrati- ospitava gli uffici di una società di idrocarburi del gruppo Repsol: il progetto di de La-Hoz, totalmente di nuova costruzione, ha previsto la demolizione di tutti gli edifici presenti e la bonifica del suolo. Con una superficie costruita di oltre 120.000 mq e una capienza di 4.000 persone, il complesso è una presenza rappresentativa per il quartiere, un punto di riferimento significativo al quale il progettista è stato capace di conferire, nonostante la mole, un aspetto dinamico, originale, energizzante per il contesto che lo circonda.

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Composto da quattro volumi a sviluppo orizzontale articolati intorno a un parco, il quartier generale si allinea a una dimensione urbana verso l’esterno e recupera un’atmosfera più intima e raccolta verso il suo cuore.

L’intero involucro esterno è rivestito con il tipico legno Lenga (foto di Pía Vergara)
L’intero involucro esterno è rivestito con il tipico legno Lenga (foto di Pía Vergara)

«L’obiettivo principale del progetto -spiega Rafael de La-Hoz- è di creare un luogo di lavoro piacevole sia per chi lo abita quotidianamente sia per i residenti che lo vivono dall’esterno. Quattro edifici intorno a un patio configurano uno spazio protetto, un giardino nel quale intessere relazioni e rilassarsi».

Il legno non è trattato per ricordare il tipico colore degli essiccatoi per lana (foto di Pía Vergara)
Il legno non è trattato per ricordare il tipico colore degli essiccatoi per lana (foto di Pía Vergara)

Il progetto non si conclude come fatto avulso dal contesto, piuttosto cerca un confronto con il tessuto urbano, al quale fa eco attraverso la scansione ritmica e serrata della sequenza delle sottili cornici in acciaio che avvolgono i quattro volumi, così come attraverso i corpi sfalsati degli uffici che, simili a cannocchiali, inquadrano porzioni sempre diverse dello scenario urbano e allo stesso tempo mostrano all’esterno l’attività che al loro interno si svolge.

Vista  della terrazza e copertura (foto di Morten Andersen)
Vista della terrazza e copertura (foto di Morten Andersen)

Lo sviluppo orizzontale dei volumi, poi, allude allo sfrecciare dei treni ad alta velocità lungo la strada ferrata della stazione di Atocha, tangente alla sede di Repsol, e rimanda metaforicamente alla corsa della ricerca scientifica condotta dalla società verso nuove forme di efficienza energetica e di salvaguardia dell’ambiente.

Travi curve in legno lamellare di pino e rivestimenti in legno lenga (foto di Christian Spies)
Travi curve in legno lamellare di pino e rivestimenti in legno lenga (foto di Christian Spies)

L’architettura stessa di Repsol rientra nella ricerca di un approccio sensibile alle tematiche ambientali: il campus ha ottenuto la certificazione Leed Platinum dall’U.S. Green Building Council (Usgbc), una delle più importanti commissioni internazionali impegnate nella valutazione della corrispondenza degli edifici ai criteri della sostenibilità ambientale.

1 Profilo di alluminio estruso, finitura laccata; 2 Profilo di etilene - propilene nero;  3 Tassello in acciaio cromato zincato; 4 Lastra Promatect, spessore 45 mm; 5 Tassello di acciaio zincato per il pannello antincendio; 6 Perno filettato con interno esagonale; 7 Vite Allen di acciaio inossidabile; 8 Silicone strutturale nero; 9 Perno rotondo di acciaio zincato da 25 mm; 10 Sigillo tipo Norton 6.4x9 mm; 11 Pannello coibentato composto da: pannello composito in finitura RAL 7011 isolamento di lana di vetro da 70kg / m³ pannello di acciaio inossidabile di 1mm; 12 Pannello di alluminio anodizzato colore nero; 13 Profilo di alluminio estruso, finitura RAL 7011; 14 Profilo di alluminio estruso, finitura in lacca nera; 15 Foglio di alluminio da 2 mm, finitura laccata RAL 7011; 16 Battiscopa per il riscaldamento di acciaio inossidabile di ∅ 20 mm, finitura spazzolata; 17 Vetro doppio
1 Profilo di alluminio estruso, finitura laccata; 2 Profilo di etilene – propilene nero; 3 Tassello in acciaio cromato zincato; 4 Lastra Promatect, spessore 45 mm; 5 Tassello di acciaio zincato per il pannello antincendio; 6 Perno filettato con interno esagonale; 7 Vite Allen di acciaio inossidabile; 8 Silicone strutturale nero; 9 Perno rotondo di acciaio zincato da 25 mm; 10 Sigillo tipo Norton 6.4×9 mm; 11 Pannello coibentato composto da: pannello composito in finitura RAL 7011 isolamento di lana di vetro da 70kg / m³
pannello di acciaio inossidabile di 1mm; 12 Pannello di alluminio anodizzato colore nero; 13 Profilo di alluminio estruso, finitura RAL 7011; 14 Profilo di alluminio estruso, finitura in lacca nera; 15 Foglio di alluminio da 2 mm, finitura laccata RAL 7011; 16 Battiscopa per il riscaldamento di acciaio inossidabile
di ∅ 20 mm, finitura spazzolata; 17 Vetro doppio

L’impiego di pannelli fotovoltaici, di pompe di calore a gas per la climatizzazione e produzione di acqua calda, l’uso razionalizzato delle risorse idriche, il contenimento delle emissioni di carbonio sono solo alcune delle scelte adottate per il risparmio energetico.

La scansione verticale di ciascuno dei quattro blocchi prevede un parcheggio per 2.000 posti auto ai due piani interrati, i servizi comuni al piano terra, quindi quattro livelli destinati a uffici più quello della copertura che in parte ospita spazi tecnici e in parte accoglie veri e propri giardini coperti. L’organizzazione distributiva è basata sul concetto di open space, fatta eccezione per le sale riunione e gli uffici privati collocati al centro del piano tipo.

Sezioni
Sezioni

La corte interna, delimitata dai quattro blocchi, racchiude la il polmone verde dell’intervento: un parco di circa di 10mila metri quadrati popolato da piante autoctone, aree di sosta, locali per la ristorazione e un grande specchio d’acqua.

 

I sei punti cardine del progetto
1) Pianificazione sostenibile: il complesso sorge su un’area già costruita (non intacca nuove porzioni di suolo) e durante il cantiere sono state incoraggiate le relazioni con la comunità del quartiere, per esempio attivando un numero di assistenza telefonica. 2) Efficienza idrica: il consumo dell’acqua è stato ottimizzato grazie alla scelta di una vegetazione adatta al microclima di Madrid e alla realizzazione di un serbatoio destinato alla raccolta dell’acqua piovana. 3) Efficienza energetica: l’intervento punta su metodi alternativi di generazione di energia, come l’uso di pannelli fotovoltaici e di pompe di calore a gas. 4) Materiali: presentano un’elevata potenzialità di riciclo. 5) Qualità dell’ambiente interno: oltre a ridurre al minimo le emissioni di carbonio, sono stati adottati sistemi di controllo dell’illuminazione ed è stata massimizzata quella naturale. 6) Ottimizzazione dei trasporti: il progetto punta su politiche mirate a ridurre l’uso dei veicoli privati

Il legno viene usato anche allo stato originario, come tronco appena tagliato (foto di Christian Spies)
Il legno viene usato anche allo stato originario, come tronco appena tagliato (foto di Christian Spies)

00_RepsolRafael de La-Hoz Arquitectos
Rafael de La-Hoz (Cordoba) ha studiato presso la Escuela Técnica Superior de Arquitectura di Madrid. Lo studio, con sede nella capitale spagnola, è attivo anche in Morocco, Arabia Saudita e Francia. Motivato da un forte interesse per l’evoluzione dei tessuti urbani contemporanei e per le logiche legate alla sostenibilità ambientale, de La-Hoz ha ricevuto importanti riconoscimenti fra i quali il Mipim Award, l’International Design Award della Biennale Internazionale di Architettura di Buenos Aires e l’American Architecture Award del The Chicago Athenaeum. Membro onorario del The American Institute of Architects (AIA), è professore onorario presso la Facoltà di Architettura, Urbanistica e Territorio della Universidad San Ignacio de Loyola di Lima.

 

 

Scheda
Campus Repsol, Madrid, Spagna
Cliente
Repsol
Architetto
Rafael de La-Hoz Castanys
coordinatori del progetto
Jesús Román, Concha Peña, Marcus Lassan, Carolina Fernández
capo progetto
Hugo Berenguer
gruppo di progettazione
Conchi Cobo, Guillermo Vidal, Bodo Schumacher, Laura Díaz, Hubert Lionnez, María Millán, Guillermo Cervantes, Beatriz Heras, Zaloa Mayor, María Martínez, Miguel García, Irene Zurdo, María Iglesias
quantity surveyors
Alberto González, Amaya Díaz de Cerio, Mercedes Esteban and José Luis Gonzalo
interior design
Elena López de Meneses, Loreto Muñoz-Aycuens, Adriana Rodríguez and ANER (Aguirre Newman + Enrica Rosellini)
Grafica
Luis Muñoz and Daniel Roris
Modelli
Fernando Mont and Víctor Coronel
impresa di costruzione

Sacyr S.A.U. (Madrid)
Strutture
NB 35 Ingeniería (Madrid)
Impianti
R.Úrculo
progetto del paesaggio
Latz+Partner (Kranzberg, Germania)
in collaborazione con
Rafael de La-Hoz
Arquitectos
Javier Monge, Felix Metzler, Dörte Dannemann, Daniela Strasinsky e Thibault Le Marie
 

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