Il centro della sostenibilità

Il Masdar Headquarter di  Smith + Gill Architecture è un progetto,  per la città di Abu Dhabi, che rielabora e attualizza soluzioni e accorgimenti costruttivi tipici dell’architettura mediorientale, proponendosi come vettore dello sviluppo urbanistico e tecnologico per una città di nuova fondazione.

La città di Masdar (la Fonte, in arabo) è stata pianificata da Foster & Partners alle porte di Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) quale luogo emblematico di un nuovo, possibile equilibrio fra uomo e ambiente basato sull’uso intelligente e consapevole delle risorse naturali, rigorosamente ecologiche e rinnovabili, a disposizione nel sito.

Obiettivo dell’operazione è la creazione di una vera e propria città delle scienze e degli affari, autosufficiente e dotata delle risorse intellettuali e industriali capaci di trasformare il piccolo emirato in una nazione ecologicamente evoluta e competitiva, indipendentemente dalle comunque abbondanti riserve petrolifere.

L’intera operazione è promossa e coordinata da Masdar Initiative, società che ha il compito di dettare i tempi dello sviluppo urbanistico e, soprattutto, di mettere a sistema le tecnologie costruttive, energetiche e ambientali indispensabili per realizzare l’ambizioso intervento, del costo stimato di 22 miliardi di dollari.

Fra i primi edifici finora realizzati, il campus del Masdar Institute of Science and Technology (progetto Foster & Partners) esemplifica le caratteristiche architettoniche che caratterizzeranno il futuro tessuto urbanizzato, ma il progetto più interessante è senz’altro quello per il Masdar Headquarter (progetto Smith + Gill Architecture LLP), centro nevralgico delle attività della nuova città.

Il suo impianto planimetrico riprende i criteri insediativi dei grandi edifici monumentali e polifunzionali presenti nei nuclei storici delle città mediorientali, portando al massimo livello di efficienza le strategie di moderazione climatica e le più innovative tecnologie in tema di contenimento del consumo di risorse naturali, prima fra tutte l’acqua, di produzione energetica da fonti rinnovabili, di azzeramento delle emissioni in atmosfera e di riuso dei rifiuti solidi e reflui; gli stessi materiali costruttivi sono quasi esclusivamente riciclati e/o riciclabili.

«Crediamo che l’architettura abbia un potere unico nell’influenzare la realtà» spiegano Gordon Gill e Adrain Smith. «Seguiamo un approccio olistico alla progettazione, sforzandoci di creare progetti intelligenti, dalle alte prestazioni, che aiutino la società, sviluppino la tecnologia, sostengano l’ambiente e ispirino le persone a migliorare il nostro mondo».

Vincitore di un concorso internazionale, il progetto si sviluppa su una superficie di 134.662 metri quadrati comprese le aree verdi e dispone di spazi collettivi, attività direzionali, commerciali e culturali più ambiti residenziali, articolati su nove livelli uno dei quali ipogeo.

Una serie di corti circolari connette la trama urbana circostante alle attività presenti nel complesso: questi spazi, ricchi di vegetazione e dotati di specchi d’acqua artificiali, si sviluppano a tutta altezza ispirandosi al funzionamento delle torri a vento. La forma conica massimizza l’efficienza della ventilazione naturale e permette la penetrazione della luce del sole fino al piano terreno.

Come enormi camini, i coni fuoriescono dall’ampia copertura piana che svolge il duplice compito di ombreggiare i volumi sottostanti e di supportare i sistemi di generazione energetica: moduli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica; apparati solari termici a concentrazione per il funzionamento dei sistemi di solar cooling.

Questo complesso sistema architettonico e tecnologico crea le condizioni ambientali per rendere confortevoli gli spazi connettivi al suolo, direttamente collegati alla rete delle strade pedonali e alle stazioni di interscambio dei percorsi meccanizzati della città, e permette la produzione di una quantità di energia superiore a quella consumata dall’edificio stesso.

«Il futuro dell’architettura non sarà determinato da un cambiamento estetico, ma dall’implementazione di processi integrati capaci di comprendere e considerare tutte le discipline che concorrono al progetto. Innovazione e sperimentazione sono attitudini premianti» concludono i progettisti. «Non vogliamo limitarci alle soluzioni già note ma, piuttosto, utilizziamo le nostre esperienze e conoscenze per compiere sempre un passo avanti nello sviluppo delle metodologie e delle tecnologie».

Le sedi delle principali aziende coinvolte nel progetto Masdar, compreso un incubatore per l’avvio delle nuove imprese a vocazione ecologica, sono accolte in volumi sospesi fra il suolo e la copertura, caratterizzati sia da strutture massive e dall’elevata inerzia termica, sia da un involucro esterno trasparente, a doppia pelle, che scherma gli spazi interni dagli estremi climatici, permettendo la regolazione dell’illuminazione e della ventilazione naturale. Le residenze sono distribuite agli ultimi livelli, attorno ad ampi giardini pensili.

Il sistema costruttivo e il phasing dei lavori sono concepiti per consentire l’entrata in funzione dei sistemi di generazione energetica già nelle prime fasi di realizzazione, in modo che l’edificio autoproduca l’energia necessaria al cantiere; successivamente, il surplus energetico sarà reso disponibile per la costruzione di altri edifici della città.

 

Architettura attiva

Un primo contributo alla sostenibilità del Masdar Headquarters, certificato Leed Platinum, è offerto dalla rete di canalizzazioni sotterranee dell’aria, che permettono di abbassarne la temperatura prima dell’immissione negli ambienti, e dal sistema di solar cooling, che impiega l’energia solare per produrre l’acqua refrigerata poi utilizzata, assieme all’evapotraspirazione della vegetazione presente negli spazi pubblici, per raffrescare l’aria alla base delle torri coniche.

Un notevole contributo alla stabilizzazione della temperatura all’interno dei parametri di comfort termoigrometrico è offerto dai sistemi di schermatura dai raggi solari incidenti sulle superfici esterne e dall’inerzia termica delle strutture costruite, che durante la notte sono raffrescate dai flussi di ventilazione naturale incrociata assicurati dal regime delle brezze che si spostano fra il mare e il deserto.

La luce solare attraversa solo in parte il manto di copertura, intercettata dai moduli fotovoltaici che forniscono elettricità all’edificio, permettendo notevoli risparmi nel ricorso all’illuminazione artificiale. Le precipitazioni, raccolte dall’ampia superficie captante, sono utilizzate per irrigare i giardini mentre la produzione di acqua calda sanitaria è affidata a sistemi solari a concentrazione.

 

 

La fonte nel deserto

A più di sessant’anni dal Plan Obus per Algeri, il masterplan di Masdar valorizza le qualità spaziali e le valenze ambientali dell’urbanistica araba. La città, circondata da installazioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili, è delimitata da una cinta muraria che la protegge dai venti caldi. L’impianto ortogonale è innervato da viali alberati, parchi e corsi d’acqua che creano la trama principale del sistema degli spazi pubblici.

Le costruzioni più importanti (Masdar Headquarter, Masdar Institute, sede Adfec, moschea centrale, centro congressi, ospedale, centri amministrativi e per la cultura) gravitano sulle fermate della metropolitana sopraelevata che attraversa in diagonale la città, lungo la quale sono distribuiti i distretti direzionali e commerciali.

I quartieri residenziali, le attività produttive e i nodi di interscambio con i mezzi di trasporto sono situati nella fascia esterna. Il più minuto tessuto di questi quartieri si ispira al modello delle casbah, composte da costruzioni basse molto vicine fra loro, raccolte attorno a patii. Lo spazio urbano, realmente a misura d’uomo, è caratterizzato da strade porticate e vicoli ombreggiati da strutture leggere che collegano le piazze, ognuna dotata di una fontana.

di Giuseppe La Franca

foto di Adrian Smith + Gordon Gill Architecture

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