Il Centro Vuc Syd di Haderslev: il campus digitale di Aart Architects

Il centro di formazione Vuc Syd a Haderslev di Aart Architects e Zeni Architects (foto di Adam Moerk)

Ispirato alla sua posizione, unica, sul lungomare della città danese, il centro di formazione Vuc Syd è stato progettato secondo un concept innovativo, come un atrio aperto, affacciato sulla vista a tutto tondo del contesto urbano e del porto.

Vista dell’edificio affacciato sul porto nella notte (foto di Adam Moerk)

Realizzato su progetto dello studio Aart Architects con Zeni Arkitekter, il campus per la formazione a Haderslev, in Danimarca, costituisce non solo un’architettura di riferimento nel paesaggio portuale della città, ma soprattutto uno spazio moderno d’istruzione che non è formato da aule tradizionali ma da un ambiente educativo vivace e visivamente coinvolgente.

Particolare del volume illuminato dall’interno (foto di Thomas Moelvig)

Collegando gli ampi spazi interni al contesto esterno, le terrazze in facciata costituiscono un elemento fondamentale del linguaggio espressivo-architettonico:  attraverso un movimento che inizia a livello del suolo e termina nel piano superiore, le balconate si sviluppano articolandosi in una sequenza attorno all’edificio che rende visibile il profilo della città dagli spazi di studio e relax all’aperto. Questi rispecchiano anche l’andamento ascendente dell’ambiente interno, realizzato nelle forme di un grande atrio e animato da percorsi che ospitano aree multifunzionali.

Particolare della facciata con le sue terrazze (foto di Adam Moerk)

La connessione con la città diviene quindi non solo visuale, ma, di fondamentale importanza per la realizzazione del progetto, è integrata nell’architettura che si presenta con il piano terreno pubblico, comprendendo lo spazio di una caffetteria culturale e di un auditorium, che offrono la possibilità di ospitare eventi su larga scala.

Planimetria piano interrato (foto di Aart Architects, Zeni Architects)

Il centro Vuc Syd, in cui si svolgono programmi educativi specifici, prevede la creazione di un ambiente formativo orientato al futuro, flessibile e digitale, combinando l’esperienza nell’apprendimento con la moderna tecnologia dell’informazione e metodi di insegnamento innovativi. È stato progettato, per questo, come un ambiente educativo aperto, connesso all’atrio pubblico attraverso scale e passerelle dalle dinamiche sfalsate e poste nel cuore dell’edificio.

I percorsi interni dell’atrio (foto di Adam Moerk)

L’architettura si oppone alla nozione tradizionale di una scuola costruita sulla base delle classi permanenti, con un modello più flessibile, ideato in relazione sia alla distribuzione degli spazi che agli spostamenti degli studenti, e dove le aree di gruppo, le sale per le presentazioni, le cabine di dialogo e le numerose zone relax sono integrate e visibili tra loro, permettendo un approccio più diversificato all’istruzione.

Sezione trasversale (foto di Aart Architects, Zeni Architects)

Per delineare un ambiente educativo, in ogni caso  comprensibile, i piani sono stati suddivisi in aree tematiche: materie scientifiche, soggetti culturali e l’insegnamento delle lingue moderne definiscono ambiti spaziali riconoscibili ai diversi livelli.

Vista dall’alto delle dinamiche passerelle dell’atrio (foto di Adam Moerk)

È stata data, anche attraverso le tecnologie informatiche, la massima priorità nella progettazione e pianificazione funzionale del campus, dove 165 schermi tattili digitali di formati differenti sono stati integrati come una componente naturale e di stimolo nell’ambiente formativo. In un ambiente tanto dinamico e stimolante sotto il profilo intellettuale, assumono grande rilievo inoltre le aree destinate alle attività sportive: anch’esse si integrano nei differenti livelli in collegamento con gli altri ambiti e sono in particolare disposti al piano terra, pubblico, e tra gli spazi di relax delle terrazze esterne.

 

Sezione longitudinale (foto di Aart Architects, Zeni Architects)

L’attività di formazione nel centro Vuc Syd

Il centro Vuc Syd prevede molteplici proposte formative per particolari necessistà d’apprendimento. Come privati interessati alla materia è possibile iscriversi a corsi linguistici o sportivi, ma il campus è ideato nello specifico per offrire una formazione evoluta a persone dislessiche, liceali con anni di studio da recuperare, adulti le cui necessità sono legate all’ambito professionale. Le attività educative prevedono anche l’orientamento per la formazione continua, programmi a distanza o percorsi di formazione dell’individuo incentrati sullo svolgimento di viaggi all’estero.  A ciò consegue una modalità d’insegnamento in parte molto regolare, per cui gli studenti hanno obblighi di frequenza e partecipazione attiva nella didattica con valutazioni costanti nel tempo, dall’altra fortemente dinamica in relazione agli spazi ed ai ruoli dei docenti. Gli ambienti formativi permettono di procedere dagli ambiti protetti ma anche strutturati, delle stanze didattiche dove il ruolo studente – docente è stabilito in maniera formale, via via a contesti d’apprendimento più aperti, come sale di gruppo, dove gli insegnati sono in una condizione “orizzontale” di scambio con gli allievi.

di Marisa Carelli

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