Il colore come comunicazione

Da un’indagine condotta su un campione di più di 500 architetti di Italia, Germania, Spagna, Francia e Regno Unito è emerso come uno degli aspetti considerati più importanti per il successo della propria attività sia la tecnologia. Il progetto Think Tank Vision 20|20, che ha riunito noti professionisti e docenti , quali Olivier Celnik (Francia), Ben Dieckmann (Germania), Antonello Stella (Italia), Claudi Aguilo (Spagna) e Nicholas Grimshaw (Regno Unito), fa emergere come il 59 per cneto degli studi di architettura italiani senta la necessità di rinnovare le infrastrutture tecnologiche e puntare su eco-specializzazione e diversificazione per restare competitivo, con la volontà di estendere le proprie competenze per aggiudicarsi progetti internazionali.

Primo premio ex aequo. Silvia Toffanin, Stanze a cielo aperto

Da qui e dalla collaborazione tra il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e Architecture Workshop in Rome, con il patrocinio di Epson, nasce il concorso Vision 20|20 che ha come obiettivo la promozione, nel campo dell’architettura e del design, del ruolo del colore come strumento di comunicazione negli ambienti: la capacità di utilizzare il colore come elemento di comunicazione funzionale all’interno del progetto può rappresentare infatti un elemento di completezza e diversificazione per l’architetto in grado di trasformarsi in n vantaggio competitivo nei prossimi anni.

Giacomo Nigro e la sua tavola di progetto

Le proposte dovevano quindi partire dal presupposto di utilizzare in modo innovativo il colore, non quale semplice decoro, ma come elemento “attivo” dello spazio anche accompagnato dall’uso della comunicazione letterale e di strumenti multimediali. Era possibile considerare un qualsiasi spazio interno o esterno, purché pubblico, che potesse essere individuato sia in un ambito definito e scelto per una situazione reale che in un’ipotesi teorica: la valorizzazione e riconversione delle aree urbane critiche erano, per esempio, ipotesi progettuali che era possibile presentate in questo concorso aperto agli studenti e ai laureati, da non più di cinque anni, in architettura o design.

Silvia Toffanin e la sua tavola di progetto

Presieduta da Antonello Stella, la giuria ha riconosciuto il primo premio ex aequo  a Giacomo Nigro, per il progetto relativo al ripensamento del viadotto come  infrastruttura urbana, e Silvia Toffanin, per il recupero di aree urbane degradate puntuali.

I premiati

Menzione d’onore  a Benedetto Turcano (tema del parcheggio multipiano), Francesca Rogers (idea di “azione urbana”), Lorenzo Vallone (multimedialità come strumento di orientamento intelligente) e Stella Passerini (riqualificazione di un’infrastruttura urbana).

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