Il Culture and Art Centre di Qingdao di Steven Holl Architects

Disegno per il progetto del Culture and Art Centre della città di Qingdao (foto di Steven Holl Architects)

Il concorso ad inviti per la progettazione del Culture and Art Centre della città di Qingdao, in Cina, è stato vinto dallo studio Steven Holl Architects, con la decisione unanime della giuria selezionatrice.

Vista d’insieme del plastico di progetto (foto di Steven Holl Architects)

La proposta progettuale scaturisce dall’idea di connessione lineare con il ponte della baia di Jiaozhou, il più lungo del mondo costruito sull’acqua, che viene concretizzata, sull’ampio sito di progetto, nella forma di un nastro di luce.

L’idea di fusione architettonico-paesaggistica in un disegno planimetrico (foto di Steven Holl Architects)

Sollevato da terra e articolato in curve sinuose, l’edificio sarà in grado di contenere le numerose gallerie permettendo un’importante flessibilità nell’attribuzione funzionale degli spazi e collegando i nuclei museali posti nel cuore della nuova espansione per la città di Qingdao.

Studio dello sviluppo planimetrico-funzionale (foto di Steven Holl Architects)

L’anello, che si avvolge su sè stesso, permette inoltre la costruzione di uno spazio poroso in cui architettura e paesaggio si fondono, così come accade negli edifici della tradizione cinese, dando luogo a molteplici ambiti pubblici.

Disegno ad acquarello dell’architettura del Culture and Art Centre (foto di Steven Holl Architects)

Attraverso un’architettura che si concretizza come estensione spazio-temporale, saranno realizzati quattro musei (Public art, Classic art, Modern art, Performing art) suddivisi nelle tre aree principali dedicate al teatro a sud, all’esposizione ad est ed agli eventi ed alla ricezione, con la presenza di un hotel, a nord.

Sezione di studio (foto di Steven Holl Architects)

Tre saranno infatti le “isole” architettoniche collegate dal nastro e configurate in forme di cubi scolpiti a cui sono connesse quattro isole d’arte paesaggistica che danno luogo, nel centro del masterplan, ad un giardino di sculture all’aperto.

Vista di uno dei poli museali dallo spazi aperto circostante (foto di Steven Holl Architects)

Importante in tutta l’architettura è l’uso della luce naturale, studiata per ottenere effetti diversi nei differenti spazi museali e garantita anche dalla presenza di cinque piscine poste nel paesaggio: queste non solo riflettono e direzionano la luce negli spazi interni sotterranei, ma pure costituiscono i bacini di laminazione per l’acqua di riclo.

Vista del progetto nello skyline della città di Qingdao (foto di Steven Holl Architects)

L’attenzione del progetto si rivolge, appunto, anche all’uso delle fonti d’energia rinnovabile per cui l’uso di celle fotovoltaiche coprirà l’80% del fabbisogno elettrico e 480 pozzi geotermici forniranno energia per riscaldamento e raffrescamento.

Plastico di studio, vista complessiva (foto di Steven Holl Architects)

Infine è fondamentale sottolineare l’uso del colore in forme policrome, espresso in modo contemporaneo attraverso le luci colorate riflesse sulle superfici, ed ispirato dalle variazioni policromatiche della tradizione architettonica storica cinese.

Plastico di progetto, si nota lo studio della luce policroma (foto di Steven Holl Architects)

Tutto ciò consentirà la realizzazione di una visione artistica fatta di luci mutevoli ed elementi naturali che insieme collaborano alla definizione di un luogo dominato dal dialogo tra l’esperienza architettonica e quella paesaggistica.

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di Marisa Carelli

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