Il Danish National Maritime Museum di Helsingør di Big

Vista del complesso museale (foto di Big)

La recente realizzazione di questo museo ha dato spazio a un innovativo concetto espositivo che, in unione con gli elementi storici presenti, riflette il ruolo secolare e contemporaneo della Danimarca quale nazione marittima.

Modello di studio della composizione dell’edifico (foto di Big)

A dieci chilometri a nord di Copenaghen, il nuovo Museo nazionale marittimo della Danimarca, disegnato da Big (Big-Bjarke Ingels Group), si trova in un contesto storico particolare.

Il “porto culturale” di Kronborg dove si inserisce il nuovo museo (foto di Big)

È, infatti, affiancato al castello shakespeariano di Kronborg come parte del distretto culturale definito negli spazi del vecchio porto di Helsingør, ultima estensione del progetto che prevede la ristrutturazione del monumento e l’inserimento di nuovi edifici tematici.

L’ingresso principale dal ponte esterno (foto di Big)

Il tema progettuale è stato così quello di realizzare un’architettura di raccordo, capace di preservare la vista del maniero, conservando l’area della darsena in dismissione.

Sezione longitudinale (foto di Big)

Le gallerie espositive rispettano le mura storiche, sviluppandosi attorno a esse, in continuità nel sottosuolo: il bacino di carenaggio diviene il fulcro del museo e, trasformato in una corte, si apre alla vista della darsena, dando forma all’ingresso, cuore del complesso.

I ponti dal bacino di carenaggio (foto di Big)

Tre ponti a doppia altezza ne attraversano lo spazio, configurandosi come collegamento urbano e accessi alle differenti sezioni museali, passaggi che creano una promenade lungo il mare, uniscono il distretto culturale e il castello, racchiudono il volume dell’auditorium, conducono i visitatori verso l’entrata principale.

Visione notturna del distretto culturale illuminato (foto di Big)

David Zahle, partner direttivo del Bjarke Ingels Group, spiega come “in cinque anni abbiamo lavorato per trasformare il vecchio molo in un museo moderno, con una cura archeologica e competenze tecniche da progettisti di veicoli spaziali”.

Lo storico bacino di carenaggio attraversato dalle nuove strutture (foto di Big)

Costruire un museo sotto il livello del mare ha comportato l’utilizzo di tecniche costruttive mai utilizzate prima in Danimarca: il bacino di cemento, con le sue mura spesse un metro e mezzo e il solaio di due  e mezzo, è stato tagliato, aperto e rimontato.

Interno dell’auditorium (foto di Big)

I ponti in acciaio, invece, sono stati realizzati in sezioni giganti sul molo di un’acciaieria cinese e poi trasportati in Danimarca con la più grande nave che sia mai attraccata ad Helsingør.

Vista sull’esterno da uno dei ponti (foto di Big)

La visione della storia marittima danese che questa macrostruttura ci presenta si snoda all’interno del ricomposto bacino, a sette metri di profondità, dove tutti i piani lievemente inclinati procedono in spazi plastici e coinvolgenti, unendo l’esposizione con l’auditorium, le aule didattiche, gli uffici, una caffetteria.

L’area della caffetteria affacciata sulla corte (foto di Big)

L’allestimento museale interno appare come una metafora multimediale del viaggio: il percorso espositivo interpreta il desiderio universale di scoperta, presentando una visione attuale delle nozioni marittime, secondo punti di vista intrecciati tra loro.

L’area della caffetteria affacciata sulla corte (foto di Big)

Il livello della banchina portuale è stato, a sua volta, ridisegnato come sistema di elementi in granito ispirati alle forme dei dissuasori navali, con sedute composte secondo il ritmo di punti e linee del codice Morse, quasi un messaggio da decifrare per i visitatori in arrivo.  

di Marisa Carelli

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