Il distretto d’arte creativa a Guangzhou

L’intervento nell’ex polo industriale Honghua (foto di O-office Architectes)

Lo studio cinese O-office ha sviluppato un progetto di riqualificazione per gli spazi di una fabbrica abbandonata, il polo industriale Honghua, nella città di Guangzhou: la costruzione in calcestruzzo dell’edificio industriale sarà trasformata in un nuovo distretto d’arte creativa.

I nuovi volumi inseriti nell’involucro industriale in calcestruzzo (foto di O-office Architectes)

Il processo di riqualificazione, ancora in corso, ha condotto alla recente inugurazione della prima mostra, intitolata “città iD”, ospitata nelle strutture già realizzate del distretto, comprendenti spazie espositivi e studi artistici.

I laboratori artistici seguono le strutture del fabbricato esistente (foto di O-office Architectes)

Il progetto si articola negli 80 mila metri quadrati dell’ex polo industriale per la stampa e tintura Honghua, costruito nel 1989 e lasciato in abbandono per più di 10 anni.

Vista dell’intervento durante luce della sera (foto di O-office Architectes)

L’intero masterplan prevede la realizzazione, in un periodo di 20 anni, di 18 costruzioni che ospiteranno ristoranti, un albergo, spazi amministrativi oltre ai molteplici ambienti dei laboratori e delle esposizioni artistiche.

Prospetto esterno del complesso (foto di O-office Architectes)

Gli architetti hanno utilizzato, per il progetto, l’involucro di calcestruzzo esistente, inserendovi i volumi minori dei laboratori che sono stati organizzati in modo flessibile seguendo la direttrice delle strutture preesistenti.

I nuovi spazi articolati attorno agli elementi portanti esistenti (foto di O-office Architectes)

I piccoli volumi rispondono alla necessità di relazionarsi con una scala dimensionale ridotta rispetto agli ampi ambienti della fabbrica che è stata mantenuta come un grande scheletro capace di definire spazi coperti di connessione tra gli esterni e l’interno dei nuovi volumi.

Viste del complesso (foto di O-office Architectes)

Nel fabbricato, le finestrature e vetrate dell’involucro sono state rimosse per garantire l’accesso ai visitatori e una circolazione flessibile: gli interni coperti del complesso, grazie alle strutture industriali ora aperte, rendono possibile inoltrarsi liberamente nei cortili preesistenti ed ospitare una vasta gamma di eventi, organizzati verso l’esterno, per il pubblico più ampio.

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