Il Kim Tschang-Yeul Museum di ArchiPlan

Visualizzazione del museo nell’isola di Jeju (foto di ArchiPlan)

Lo studio ArchiPlan ha vinto il concorso internazionale per la progettazione del museo d’arte contemporanea “Kim Tschang – Yeul Museum” dedicato completamente alla visione artistica ed alle opere del pittore coreano Kim Tschang – Yeul.

Vista planimetrica del progetto (foto di ArchiPlan)

Il completamento della costruzione, sull’area vulcanica di Jeju Island in Corea del Sud, è prevista per il 2015: gli spazi del museo, disposti sulla superficie di un unico piano, sono stati progettati per realizzare, in forme architettoniche, la filosofia dell’artista relativa alle goccie d’acqua.

Planimetria del complesso (foto di ArchiPlan)

“Abbiamo speso molto tempo per comprendere Kim, capire la sua vita, le sue convinzioni e la sua filosofia” spiegano gli architetti, aggiungendo: “È stato poi  necessario trasformare la filosofia in uno spazio architettonico costruito”.

I prospetti (foto di ArchiPlan)

Lo studio di progettisti spiega come i principi architettonici siano il risultato delle idee presenti nel lavoro di Kim: “Mentre molti spettatori si stupiscono per la sostanza delle gocce d’acqua appoggiate alla tela, solo pochi sono in grado di riconoscere la goccia d’acqua come mezzo attraverso il quale rivelare la superficie. Come la goccia d’acqua fa trasparire la superficie sottolineandone l’essenza, così questo museo diventa il mezzo che definisce la volontà di tornare alla madre terra”.

Planimetria d’insieme e sezione, che sottolineano l’illuminazione ed i percorsi interni (foto di ArchiPlan)

Il museo si articola in connessione col territorio circostante, attorno ad un bacino d’aqua, centro dei percorsi principali e da cui si sviluppano i molteplici volumi del museo, in una successione di spazi connessi tra loro e definiti dalla logica di crescita in altezza.

Principio compositivo basato sull’articolazione del modulo quadrato (foto di ArchiPlan)

“Le goccie d’acqua di Kim esistono attraverso la luce e l’ombra. La goccia diventa origine del vuoto luminoso e dell’oscurità, che coesistono in essa allo stesso tempo. Il buio, vuoto, è però pieno di potenzialità per la vita. Il cortile, al centro del museo, è lo spazio più simbolico dove la luce appare costantemente ma scompare anche nel confine ambiguo determinato dall’acqua” spiegano i progettisti.

Sezione e spaccato assonometrico (foto di ArchiPlan)

Il carattere architettonico è stabilito dai contrasti tra luce ed ombra: nella definizione materica delle facciate interne trasparenti, poste in contrasto con le superfici orizzontali del complesso, e nelle alternanze di chiaro – scuro, dei prospetti rivolti all’esterno, che sembrano introiettare negli spazi una nuova scansione temporale.

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