Il Metaphone di Herault Arnod Architectes

Il Metaphone, edificio sonoro a Oignies (foto di Herault Arnod Architectes)

Una curiosa nuova composizione sta prendendo forma in Oignies nel corso degli ultimi due anni: è il progetto di Herault Arnod Architectes. Sul bordo di una ex miniera di carbone, l’ultima rimanente nella regione, il Metaphone è una costruzione architettonica interattiva che funziona contemporaneamente come un luogo per performance artistiche e come strumento a sé stante.

L’architettura nel contesto degli edifici ex miniera di carbone (foto di Herault Arnod Architectes)

Una scatola nera di cemento armato è inguainata in una struttura in acciaio di tessere di mosaico, realizzata usando una moltitudine di materiali come il vetro smerigliato, l’acciaio e il legno. Questa pelle si estende oltre il confine della costruzione di base per formare un portico coperto dove i musicisti possono giocare a diffondere le loro armonie attraverso gli elementi artigianali di rivestimento dell’edificio.

L’edificio, quasi come un elemento mimetico si integra nel paesaggio (foto di Herault Arnod Architectes)

Tra nucleo in calcestruzzo e pannelli di rivestimento sono stati inseriti apparecchi tecnologici per l’illuminazione ed il suono, mentre sul tetto gli architetti hanno integrato “elementi strumentali le cui proprietà acustiche sono state calcolate per produrre il suono musicale” affiancati di pannelli fotovoltaici.

I prospetti di pannelli mobili (foto di Herault Arnod Architectes)

I pannelli del guscio esterno possono inoltre essere fatti vibrare con una serie di cavi collegati ad una cabina di comando, come in un’orchestra di venti strumenti disposti in tutto il portico. L’idea prevede d’invitare musicisti provenienti da tutto il mondo ad operare a distanza su questo insolito strumento e dimostrare così il loro lavoro attraverso un mezzo nuovo.

Gli interni (foto di Herault Arnod Architectes)

Internamente, l’edificio offre una spaziosa sala da concerto con accenti di colore rosso vivo, che è sufficientemente flessibile per consentire la presenza di un pubblico tra i 500 ed i 1000 spettatori, grazie al suo design modulare.

Vista aerea e di alcuni particolari costruttivi (foto di Herault Arnod Architectes)

L’anima del Metaphone rimane, però, quella di proiettare il suono all’esterno, segnalando alba e tramonto, l’inizio o gli intervalli di una performance pur in modo discreto e tale da essere per gli edifici attigui una presenza gradita.

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