Il Museo di Storia degli ebrei polacchi a Varsavia

Vista notturna del Museo di Storia degli ebrei polacchi a Varsavia (foto di Pawel Paniczko)
Vista notturna del Museo di Storia degli ebrei polacchi a Varsavia (foto di Pawel Paniczko)

Alla sua prima edizione e indetto dalla Finnish Association of Architects, il Finlandia Prize for Architecture premia un’architettura esemplare tra quelle realizzate in Finlandia o da un architetto finlandese, negli ultimi tre anni.

L'edificio caratterizzato dalla grande apertura curvilinea (foto di Pawel Paniczko)
L’edificio caratterizzato dalla grande apertura curvilinea (foto di Pawel Paniczko)

Il riconoscimento è stato assegnato al Museo di Storia degli ebrei polacchi a Varsavia, progettato dallo studio Lahdelma & Mahlamäki e unico edificio, tra i finalisti del premio, ad essere situato al di fuori della Finlandia.

Il prospetto secondario (foto di Pawel Paniczko)
Il prospetto secondario (foto di Pawel Paniczko)

Sixten Korkman, professore di economia presso la Aalto University, ha ricoperto il ruolo di giudice “esterno”, scegliendo il vincitore assoluto del premio. «All’esterno, il Museo di Storia degli ebrei polacchi è come una grande scatola, che non è di per sé entusiasmante nella forma. Le vetrate esterne rendono l’edificio chiaro, e l’attenzione posta riguardo ai particolari architettonici determina un contrasto con l’uniformità del progetto», ha detto Korkman, che sottolinea: «L’aspetto modesto e sobrio dell’edificio, quando se ne fa esperienza in loco, è percepibile quale approccio assolutamente esatto per il progetto, consideranto il suo utilizzo. Si tratta di una scelta che rispetta la storia e la tragica sorte degli ebrei polacchi. L’atmosfera del palazzo è solenne e dignitosa, ma allo stesso tempo calda ed ottimista».

Il monumento celebrativo per il getto di Varsavia del 1943 (foto di Pawel Paniczko)
Il monumento celebrativo per il getto di Varsavia del 1943 (foto di Pawel Paniczko)

Il Museo di Storia degli ebrei polacchi, progettato in collaborazione con lo studio polacco Kurylowicz & Associates, occupa il sito dell’ex ghetto di Varsavia, presente qui durante la seconda guerra mondiale, ed è affiancato dal monumento commemorativo del ghetto. L’edificio è  adibito alla ricerca, istruzione, mostre espositive in materia di eredità e cultura ebraica.

La facciata lineare in vetro è contrapposta alle superfici curvilinee in travertino dell'interno (foto di Pawel Paniczko)
La facciata lineare in vetro è contrapposta alle superfici curvilinee in travertino dell’interno (foto di Pawel Paniczko)

L’edificio è caratterizzato dal grande e cavernoso ingresso che interrompe l’intera profondità della facciata, estendendosi e disegnando lo spazio interno con superfici curvilinee di travertino.

Vista degli interni (foto di Pawel Paniczko)
Vista degli interni (foto di Pawel Paniczko)

«Il design delle pareti curve, che sono strutture portanti, è stato particolarmente impegnativo» ha sottolineato il progettista Rainer Mahlamäki.

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Le facciate dell’edificio, inoltre, sono costituite da vetrate serigrafate con scritte in latino ed ebraico, componendo una superficie apparentemente uniforme interrotta da finestrature di diverse geometrie. Copletano la facciata pannelli forati di rame che avvolgono completamente l’esterno lasciando però visibili le vetrate che si illuminano durante la sera.

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