Il Museo Prada di Milano di Rem Koolkaas

Il fronte esterno sulla città dichiara la natura ibrida e complessa tra preesistenze e nuova architettura (foto di Fondazione Prada_Bas Prince)
Il fronte esterno sulla città dichiara la natura ibrida e complessa tra preesistenze e nuova architettura (foto di Fondazione Prada_Bas Prince)

Nella periferia sud della città, laddove erano gli uffici e i capannoni industriali di una distilleria di inizio Novecento, la Fondazione Prada ha inaugurato la propria sede milanese riqualificando un vasto brano di città (19mila metri quadrati) attraverso un progetto architettonico, complesso quanto minimal, articolato tra nuova edilizia e restauro conservativo delle strutture preesistenti.

Il sito ex industriale integrato dei tre nuovi volumi: la Torre (in via di completamento) il Cinema e il Podium (foto di Fondazione Prada_Bas Prince)
Il sito ex industriale integrato dei tre nuovi volumi: la Torre (in via di completamento) il Cinema e il Podium (foto di Fondazione Prada_Bas Prince)

Di Oma-Rem Koolhaas, da anni partner di Prada per architettura e allestimenti (negozi, mostre, temporary spaces), il progetto afferma tre nuove costruzioni (un’ampia struttura espositiva, un cinema e una torre) inserite nel tessuto industriale dismesso e in dialogo continuo, funzionale e percettivo, con i sette edifici rinnovati: due stecche ai margini nord e sud più un deposito, una cisterna e blocchi uffici-magazzini nella parte centrale.

Fondazione Prada Press Conference, Milan May 2nd«Questo  progetto non è un’opera di conservazione né l’ideazione di una nuova architettura. Queste due dimensioni coesistono, pur rimanendo distinte, e si confrontano reciprocamente in un processo di continua interazione. Introducendo numerose variabili spaziali, la complessità del progetto architettonico contribuisce allo sviluppo di una programmazione culturale aperta e in costante evoluzione, nella quale sia l’arte che l’architettura  trarranno beneficio dalle loro reciproche sfide».

Rem Koolhaas (foto di Fondazione Prada_Bas Prince)

La Casa degli Spiriti è icona manifesto del concetto di valorizzazione e innovazione creativa (foto di Flora Vallone)
La Casa degli Spiriti è icona manifesto del concetto di valorizzazione e innovazione creativa (foto di Flora Vallone)

Non incastri ma giustapposizioni, che giocano con trasparenza e riflettenza degli involucri, sublimate nel rivestimento oro del vecchio corpo centrale ribattezzato Haunted House (Casa degli Spiriti) e destinato a installazioni permanenti site specific. Un rivestimento oro che enfatizza e si fa manifesto del concetto di valorizzazione che è alla base dell’intero progetto, subitaneamente cangiando, quasi un colpo di bacchetta magica, il brutto-vecchio in un ricco-smagliante nuovo corpo che irraggia all’intorno innovazione e creatività.

Nel Bar Luce di Wes Anderson richiami alla milanesità con decor Galleria Vittorio Emanuele II  (foto di Flora Vallone)
Nel Bar Luce di Wes Anderson richiami alla milanesità con decor Galleria Vittorio Emanuele II (foto di Flora Vallone)

Novella icona fashion, Haunted House attira i visitatori e diviene perno del sistema espositivo tra il Bar Luce, allestito dal regista americano Wes Anderson in guisa di antico caffè milanese (tra riferimenti alla Galleria Vittorio Emanuele II e arredi anni Cinquanta) e il nuovo Podium destinato alle mostre temporanee, realizzato su due livelli e rivestito da ampie vetrate entro una grande cornice argentea costituita da pannelli high tech in schiuma di alluminio che ne potenziano l’effetto brillante e smart.

PRADA_BERTELLI«La Fondazione Prada ha scelto l’arte come principale strumento di lavoro e di apprendimento: un territorio di pensiero libero che accoglie sia figure consolidate e imprescindibili sia approcci emergenti. La Collezione Prada, che include perlopiù opere del XX e XXI secolo, è un altro dei nostri strumenti. Vediamo la nostra collezione come un repertorio di prospettive e di energie potenziali».

Miuccia Prada e Patrizio Bertelli (foto di Fondazione Prada_Bas Prince)

Interno ed esterno rinviano e moltiplicano immagini e forme, in un gioco intrigante e volutamente amplificato tra oggetto e soggetto dell’osservare. Il materiale espositivo entra in contatto, simbiotico quanto irreale, con il visitatore con il quale si fonde e si confonde all’interno di uno spazio museale che punta a moltiplicare le possibilità percettive e a stimolare interesse e interazione attiva. E Serial Classic, mostra temporanea curata da Salvatore Settis, articola tutta la complessità disponibile da subito dimostrandone l’efficace flessibilità spaziale e concettuale.

Il nuovo Cinema riflette all’intorno Podium e Galleria Sud tra il pubblico in attesa dell’inaugurazione (foto di Flora Vallone)
Il nuovo Cinema riflette all’intorno Podium e Galleria Sud tra il pubblico in attesa dell’inaugurazione (foto di Flora Vallone)

Oltre il Podium, è il nuovo Cinema, struttura anch’essa flessibile all’uso in grado di trasformarsi da parallelepipedo interamente cieco e buio ad auditorium open air per eventi di diverso tipo. Severo all’interno, tra i rivestimenti e arredi scuri che hanno ospitato la conferenza stampa inaugurale, è anch’esso luminoso e riflettente all’esterno, riverberando a specchio i volumi del nuovo Podium e della preesistente Cisterna, alta e imponente anche all’interno, anch’essa allestita con rinnovamenti minimal (parapetti in cristallo e intonaci neutri) per esposizioni d’arte.

L’orditura geometrica e serrata ritma luci e varchi anche nei locali in interrato (foto di Flora Vallone)
L’orditura geometrica e serrata ritma luci e varchi anche nei locali in interrato (foto di Flora Vallone)

Sul margine nord-ovest è la nuova Torre, in fase di completamento, che svetterà sull’intero complesso affacciandosi, oltre la ferrovia , con i suoi sette piani di altezza su uno skyline urbano di tutto rispetto: Torre di Isozaki , guglie del Duomo, Torre Velasca, …  . Aderente ad essa è il grande e scenografico Deposito, rinnovato e allestito per mostre di grande impatto visuale come quella inaugurale che qui raduna una serie di “veicoli d’artista” facenti parte di un percorso espositivo di oltre 70 opere che si snoda lungo l’intera Galleria Sud, anch’essa rinnovata nel totale rispetto delle preesistenze.

La connessione tra Podium e Galleria Nord affidata a vigorose strutture high tech (foto di Flora Vallone)
La connessione tra Podium e Galleria Nord affidata a vigorose strutture high tech (foto di Flora Vallone)

Al suo opposto è la Galleria Nord, altro spazio espositivo nel rinnovo minimal delle strutture degli ex uffici della distilleria, di cui mantiene le porte interne in vetro e le grate in ferro alle alte luci. Aderente, quasi ad incastro, è la Copertura del Podium che vi si innesta con una forte e scura struttura in metallo che si fa importante scala di raccordo, anche percettivo.

CELANT«Fondazione Prada a Milano è una struttura composta da elementi diversi per cui la considero un arcipelago di spazi e architetture che dovranno essere riempiti di soggetti multipli, dalla storia al cinema, letteratura e tutta una serie di argomenti che saranno trattati in relazione ai vari edifici: i nuovi progettati da Rem Koolhaas e quelli degli anni 20 o 50, in relazione continua e reciproca tra contenitore e contenuto».

Germano Celant (foto di Fondazione Prada_Bas Prince)

Tutto l’insieme dichiara fortemente i principi cardine del progetto di Koolhaas: creare strutture intelligenti capaci di esplorare nuove possibilità in termini di contenuti e funzionalità. E ancora una volta dimostra la capacità dell’Architettura di dare consistenza al Pensiero, interpretando, predisponendo, articolando, ciò che poi sarà affidato alle idee, gesti, attività di chi vi abita, lavora o solamente trascorre qualche ora.

L’interno del Podium con le opere della Serial Classic (foto di Flora Vallone)
L’interno del Podium con le opere della Serial Classic (foto di Flora Vallone)

Così è anche lo spazio ristorante che accoglierà la futura Biblioteca della Fondazione (anche notturna), anch’esso allestito con opere d’arte (Himmel e Erde: capriata e toilet box capovolte) e l’Accademia dei Bambini, progettata in collaborazione con l’Ecole nationale supérieure d’architecture de Versailles, dove ancora contenitore e contenuto, arredi, dispositivi materici e multimediali, consentono esperienze e mondi diversi.
Fondazione Prada apre in contemporanea con Expo 2015 e alla presenza del Ministro della Cultura Franceschini un nuovo campus che non ospiterà moda ma arte (in parallelo con la sede veneziana di Ca’ Corner, anch’essa allestita da Koolhaas), proponendo vero cibo per la mente in una struttura architettonica, urbanistica e sociale di grande impatto e misura, allo stesso tempo.

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