Il nuovo campus del Polimi a Lecco, firmato da Paolo Bodega

Nuovo campus territoriale di Lecco (foto di Archivio Pba)
Nuovo campus territoriale di Lecco (foto di Archivio Pba)

Finalmente anche in Italia il mondo universitario si apre alla città. Accade a Lecco, dove il Politecnico di Milano ha deciso di realizzare una propria sede per 2mila studenti capace di dialogare con il tessuto urbano, con i cittadini, con la viabilità locale. Niente più recinzioni o barriere di alcun tipo: l’università diventa cuore pulsante all’interno del contesto urbano che lo accoglie, come un organo trapiantato in un più ampio corpo senza che si creino rigetti e che, anzi, produce nuove forme di interazione e di scambio.

Corpo A di nuova costruzione, con aule, laboratori e parcheggio interrato (foto di Giuseppe Giudici)
Corpo A di nuova costruzione, con aule, laboratori e parcheggio interrato (foto di Giuseppe Giudici)

Un’idea al passo con i tempi, nella quale comunità con obiettivi diversi, quella didattica e quella cittadina, si incontrano, si esplorano, si conoscono. Il campus collega due vie parallele tra loro accorciandone le distanze: diventa strada, ponte, connettore a scala urbana. Si lascia attraversare, come un oggetto permeabile a scala urbana. Opera di Paolo Bodega Architettura, realizzata con Colombo Costruzioni, la nuova sede, situata sull’area dismessa dell’ospedale cittadino, si allinea agli standard europei per concezione e qualità progettuale. «Questo luogo volutamente aperto, democratico, in mezzo al tessuto urbano si fa portatore e produttore di scienza tra la gente che percorre e si affaccia alle ꞌvetrine politecnicheꞌ, soffermandosi nel giardino wireless, connesso con il mondo», racconta Bodega.

Corpo B di nuova costruzione, con aule e laboratori (foto di Beppe Raso)
Corpo B di nuova costruzione, con aule e laboratori (foto di Beppe Raso)

Attenzione meticolosa al rapporto con il contesto, sensibilità per il verde e per il risparmio energetico, recupero della preesistente struttura ospedaliera ottocentesca, volontà di un linguaggio allo stesso tempo contemporaneo e in armonia con la memoria del luogo sono tutti elementi che contraddistinguono l’intervento e che lo definiscono come un’opera completa e intelligente.

L’università si affaccia sulla città (foto di Beppe Raso)
L’università si affaccia sulla città (foto di Beppe Raso)

Il progetto – spazio pubblico nel più ampio spazio pubblico per antonomasia, la città – prevede vari plessi, ognuno con una destinazione precisa e articolati fra loro in modo tale da disegnare una vera e propria maglia stradale.

Particolare del rivestimento utilizzato per i corpi A e B (foto di Giuseppe Giudici)
Particolare del rivestimento utilizzato per i corpi A e B (foto di Giuseppe Giudici)

Due edifici di nuova costruzione, fra loro perpendicolari a formare un profilo a L e collegati al primo piano, ospitano aule e laboratori: uno è articolato su due piani fuori terra più un piano interrato destinato a parcheggio, l’altro si sviluppa su quattro livelli. Entrambi in acciaio e vetro, sono caratterizzati da uno sviluppo lineare e da una schermatura costituta da elementi a palpebra che si muovono in funzione dell’illuminazione naturale.

Le mensole in cemento armato di sostegno al primo livello del corpo A (foto di Giuseppe Giudici)
Le mensole in cemento armato di sostegno al primo livello del corpo A (foto di Giuseppe Giudici)

«L’immagine dell’edificio a L viene percepita per le sue qualità di leggerezza, trasparenza, luminosità, permeabilità prospettica, ma al contempo si impone in forma silente come simbolo di cultura e spirito innovativo – continua Bodega. I materiali e i colori utilizzati sono attinti dalla ꞌtavolozza cromomatericaꞌ legata alla storia del luogo e alla loro simbologia.

Sala lettura collocata nello spazio a corte dell’edificio preesistente (foto di Beppe Raso)
Sala lettura collocata nello spazio a corte dell’edificio preesistente (foto di Beppe Raso)

Il colore, bianco RAL 9016, il bianco della carta da disegno (progetto), tinge gli involucri rappresentando la purezza e la castità intellettuale della cultura tecnica in divenire». La sobrietà dell’esterno si ammorbidisce negli interni, dove compare il colore – giallo in un corpo, rosso nell’altro, ognuno con le proprie sfumature – a individuare ora i collegamenti verticali, ora gli ingressi alle aule, ora alcuni degli arredi. Nel complesso l’atmosfera è ordinata e stimolante, controllata e vivace al tempo stesso.

Vano scala all’interno del corpo B (foto di Beppe Raso)
Vano scala all’interno del corpo B (foto di Beppe Raso)

Gli edifici oggetto di recupero sono invece la piccola villa, ex sede degli uffici amministrativi dell’ospedale, che oggi ospita gli uffici del Pro-rettorato, e il “corpo a pettine”, un tempo destinato alla degenze e oggi sede dei locali tecnici, dei depositi, degli uffici amministrativi, dipartimentali e di servizio alla didattica. Il recupero è avvenuto nell’ottica della salvaguardia della struttura, con una sola concessione al linguaggio contemporaneo sulle testate a nord-ovest, ora completamente a vetri.
E poi c’è la sala di lettura, uno spazio intimo e raccolto in una delle corti del corpo a pettine.

Gli interni del complesso universitario (foto di Beppe Raso)
Gli interni del complesso universitario (foto di Beppe Raso)

Ricavata quindi fra i muri perimetrali dell’edificio preesistente, si mostra all’esterno attraverso una grande parete a vetri che oltre a raccontare all’esterno la vocazione della sala, provvede a illuminarla catalizzando la luce del sole.

Planimetria generale. Livello 0 (foto di Pba)
Planimetria generale. Livello 0 (foto di Pba)

«Disposta su due livelli -spiega il progettista-, il volume del piano superiore, con dimensioni più ridotte, è staccato dalle pareti circostanti divenendo uno spazio sospeso che fluttua sull’area sottostante».

Prospetti sud-est / nord-ovest (foto di Pba)
Prospetti sud-est / nord-ovest (foto di Pba)

Al suo interno si respira memoria e contemporaneità, si intuisce come il dialogo fra registri compositivi appartenuti al passato e nuove formule espressive possano convivere e anzi contribuire alla rivitalizzazione dello spazio. Una soluzione originale, che si trasforma in una trovata ludica per chi percorre la strada interna al polo e in uno strumento utile agli studenti che si affacciano verso l’esterno, è la scala metrica lunga 100 metri e incisa nel suolo, che corre lungo l’asse principale del campus.

Efficienza tecnologica ed energetica
La nuova sede è composta da un kit modulare di elementi strutturali in cemento e da elementi performanti leggeri in alluminio, acciaio e vetro per gli involucri. Agli elementi prefabbricati in cemento si sovrappongono layer studiati per rispondere alle diverse esigenze prestazionali dell’involucro, quali esposizione, isolamento e intercettazione energetica.

Brise soleil mobili/meccanici di regolazione dell'intensità luminosa naturale in acciaio inox bianco (foto Giuseppe Giudici)
Brise soleil mobili/meccanici di regolazione dell’intensità luminosa naturale in acciaio inox bianco (foto Giuseppe Giudici)

Tali layer sono costituiti da elementi trasparenti e opachi, da brise-soleil filtranti e fotovoltaici che consentono un migliore controllo dell’irraggiamento. Per il contenimento dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 sono state utilizzate come “generatori” le risorse energetiche rinnovabili presenti nel luogo: acqua, sole, aria.
La climatizzazione è affidata a un sistema modulare di pompe di calore che utilizzano l’acqua di falda. Sulle coperture sono stati posizionati pannelli fotovoltaici per la produzione di 20 kW di energia elettrica, collettori solari termici per la produzione di acqua calda e un rotore eolico.

Paolo Bodega Architettura
00.PolileccoPaolo Bodega (Lecco, 1961) si è laureato in architettura al Politecnico di Milano e ha conseguito il master allo I.E.D. in Disegno Industriale. Dopo aver lavorato per diversi anni con Renzo Piano Building, dal 1992 svolge attività professionale prima come associato insieme ad altri due professionisti, dal 1997 come socio unico nel proprio studio di Lecco.
Attualmente è impegnato in alcuni paesi emergenti quali Libia, Romania, Russia, Tunisia, Estonia, Lettonia, Kurdistan con progetti quali l’Heritage Museum di Tripoli, il Royal Butterfly Golf ad Arad, il resort con spa a Valgeranna, il quartiere residenziale Sun Flower a Riga, l’estensione dell’Aeroporto Internazionale di Krasnodar, la Modular Building Schools nel Governatorato di Kirkuk.

Scheda
Nuovo polo universitario di Lecco
Lecco, Italia
Committente
Politecnico di Milano
Progetto architettonico
Paolo Bodega Architettura, Lecco
Design team
Paolo Bodega, Luca Castelli, Andrea Bodega, Chiara Airoldi, Marco Mandelli, Michele Stillittano, Takamasa Sugiura
General contractor
Colombo Costruzioni, Lecco
Impianti meccanici
Gianni Benvenuto, Cernobbio
Impianti elettrici elettromeccanica
Galli Italo, Erba
Progetto strutture
Gamma Engineering, Lecco
Progetto impianti meccanici ed elettrici, prevenzione incendi
Technion, Lecco
Acustica
Biobyte, Milano

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here