Il nuovo Orto Botanico di Padova

ll Giardino della Biodiversità, ampliamento dell’Orto Botanico di Padova (foto di VS.associati)

L’Orto Botanico dell’Università di Padova si arricchisce del Giardino della Biodiversità, il progetto d’ampliamento di ben 15mila metri quadri di ricerca botanica ed intrattenimento, racchiusi in una veste innovativa presentata di recente.

Vista aerea del progetto d’ampliamento (foto di VS.associati)

Progettato dallo studio VS.associati, il Giardino della Biodiversità aggiorna il modo di fare e vivere la botanica: sviluppa un viaggio attraverso i biomi del pianeta, presentati con l’aiuto dell’alto grado di tecnologia e attraverso un percorso fotografico, nella loro suddivisione in ecosistemi appartenenti ai cinque continenti.

Planimetria del complesso (foto di VS.associati)

Questo aspetto tecnologico si riflette direttamente nell’adozione di soluzioni architettoniche raffinate, tra cui l’uso dei fissaggi fischer per le vetrate, dove la struttura metallica delle serre mette a nudo, negandosi, la  matericità cristallina della facciata.

Le vasche per il recupero dell’acqua hanno capacità di 45mila litri (foto di VS.associati)

L’ampliamento si colloca nel paesaggio dello storico Orto Botanico nell’Università di Padova, primo giardino universitario al mondo, entrato a far parte del patrimonio dell’umanità Unesco dal 1997.

L’edificio illuminato durante la sera (foto di VS.associati)

Formato nel 1545 come Hortus Simplicium, orto dei semplici o piante officinali, ha mantenuto invariata la sua sede e conformazione circolare. Quest’ultima fu dovuta alla necessità di racchiuderlo da mura di cinta circolari, per cui prese il nome di Hortus cinctus, sia per proteggere le piante dai furti che per la sua natura di luogo educativo dove un pubblico di studenti doveva poter facilmente osservare tutto l’intorno. L’orto ha, così, contributo allo sviluppo delle discipline scientifiche moderne come la botanica, la medicina, l’ecologia e la farmacia arrivando ad accogliere oggi circa 6000 varietà di piante.

Vista dell’interno (foto di VS.associati)

Il progetto del nuovo Giardino della Biodiversità trova luogo in un’architettura vetrata, una grande “serra” lunga fino a 100 metri e alta dai 18 ai 15, dal grande impatto visivo che pure riprende i moduli dimensionali dell’antico edificio mantenendo e sottolineando la disposizione del complesso lungo due assi, in modo tale da offrire ai visitatori la visione suggestiva degli edifici di Santa Giustina e Sant’Antonio, adiacenti all’Orto Botanico.

. Particolare di una chiusura vetrata (foto di VS.associati)

Lo spazio è caratterizzato dalla volontà di costituirsi come nuovo luogo d’aggregazione urbana dove sono sviluppate aree espositive e d’intrattenimento, quali l’area eventi, lo store, la ristorazione e le aree kids; tutto l’insieme prevede inoltre una modalità di fruizione interattiva grazie all’utilizzo di smartphone e tablet che attraverso applicazioni animeranno l’esperienza della visita, mantenendo il contatto col luogo e le piante anche a distanza.

fischer FZP-G per le vetrate

Lo speciale sistema di fissaggio fischer FZP-G utilizzato per le vetrate (foto di Fischer)

Le lastre vetrate della struttura del Nuovo Orto Botanico, si suddividono in moduli di 1000×2000 cm che sono agganciati alla struttura principale con gli speciali fissaggi fischer FZP-G, in grado di assorbire le dilatazioni e i cedimenti indotti. Collocabili a soli 60 mm dal bordo delle lastre, gli elementi del sistema di fissaggio presentano una riduzione dimensionale percepita del 75%; inoltre non forando il vetro, consentono di costruire un unico piano  perfettamente complanare senza giunzioni metalliche o altri elementi in vista. La competenza e garanzia dei fissaggi fischer si estendono anche alle lastre vetrate attraverso l’uso del tassello FZP-G. I più recenti progressi nella produzione di quest’ultimo, hanno permesso di ottenere un particolare materiale adatto all’impiego architettonico, che consente di trasformare il vetro float in un importante e versatile componente sia per facciate che per coperture, con significativi risultati per estetica, sicurezza e comportamento all’irraggiamento solare.

di Marisa Carelli

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