Il Padiglione delle feste di Barzago di Sergio Fumagalli

L’architettura reinterpreta con libertà i vincoli strutturali, accennando al confronto con lo skyline montano

È una piccola struttura dall’aspetto ludico che, con garbo e personalità, ricompone il disegno casuale di un campo sportivo offrendosi a quella pluralità di usi propria degli spazi di relazione. Il progetto per il nuovo Padiglione delle Feste ha lo scopo di dare stabile accoglienza alle numerose feste e iniziative pubbliche che, nel periodo estivo, caratterizzano da almeno vent’anni la comunità di Barzago, località della Brianza lecchese, eliminando così la periodica necessità di allestimento di strutture provvisorie.

Il sobrio disegno del piccolo edificio delimita a ponente gli spazi del Centro Sportivo, celando i fabbricati limitrofi

 

Concepito da Sergio Fumagalli come un articolato volume aperto su tre lati, il manufatto completa il Centro Sportivo del piccolo paese, posto lungo la principale direttrice viaria fra Lecco e Como, ponendosi come elemento di riferimento e aggregazione dal marcato spirito polifunzionale.  Allineato ai fabbricati preesistenti, orientati in direzione est-ovest, il padiglione delimita il lotto verso levante, a fianco del campo di calcio, creando un fronte che racchiude e ordina lo spazio aperto prospiciente la palestra coperta e la palazzina sede del bar e delle associazioni.

I materiali impiegati per la costruzione sono prevalentemente assemblati a secco, caratterizzati da finiture semplici

La colorata costruzione, che offre un’ampia superficie coperta a disposizione degli utenti e delle attività accolte quotidianamente nel sito, funge così da quinta all’intero complesso, celando alla vista gli edifici produttivi situati a ridosso dell’area, e costituisce il luogo di arrivo del sistema dei percorsi interni. Semplice ed efficace, il padiglione denuncia con chiarezza i tre principali aspetti che hanno indirizzato lo sviluppo del progetto: il rapporto con il contesto, il programma funzionale e la volontà di alleggerire e caratterizzare l’immagine architettonica della struttura destinata a ospitare eventi collettivi.

Il candido rivestimento della copertura alleggerisce le masse sospese, dando movimento allo spazio coperto

L’edificio è composto da un’ampia copertura sostenuta da pilastri perimetrali che, partendo dal basso volume del blocco dei servizi, si innalza progressivamente verso il fronte di ingresso, bilanciando così le proprie proporzioni rispetto a quelle della palestra, che chiude la composizione verso sud. Gli spazi di supporto sono prevalentemente occupati dall’ampia cucina, articolata secondo i flussi operativi e comunicante verso lo spazio coperto mediante due banconi, la cui presenza è sottolineata da pannelli rossi traslucidi retroilluminati che rimandano al colore del rivestimento esterno.

Di notte la generosa illuminazione dello spazio pubblico crea un’atmosfera vibrante e coinvolgente

Durante il giorno, la struttura spicca rispetto al manto verde dell’erba e all’azzurro del cielo, identificando l’edificio quale catalizzatore delle relazioni sociali come delle manifestazioni pubbliche e degli eventi conviviali. Al calare della sera, la superficie in cemento della sala all’aperto amplifica l’effetto dei corpi illuminanti incassati nel soffitto. La forma della copertura, principale elemento della composizione, reinterpreta con libertà la presenza della trave principale centrale: sotto il padiglione, candidi piani inclinati alleggeriscono le masse sospese permettendo, al contempo, di conferire consistenza dimensionale a tutte le sottili strutture in elevazione.

Oggetto ludico dalla forte personalità, il padiglione suscitare nei fruitori un senso di familiarità e appartenenza

Il disegno dell’edificio accenna appena a confrontarsi con lo splendido skyline circostante, dominato dai primi rilievi prealpini, e nell’insieme rafforza il carattere estroverso e sereno del progetto, proponendosi come oggetto ludico, quasi informale ma dalla forte personalità, capace di suscitare nei fruitori un senso di familiarità e appartenenza. Questa atmosfera vibrante è appena bilanciata dalle pareti laterali che, con colori più freddi, proteggono lo spazio coperto verso settentrione e scandiscono anche i bassi prospetti del corpo di servizio, individuando la posizione degli accessi mediante campiture dal tono neutro.

Il blocco di servizio comunica con lo spazio coperto mediante due banconi rivestiti con pannelli retroilluminati

Semplice, leggero, resistente

La natura estemporanea della fruizione del padiglione, pienamente utilizzato solo nella stagione estiva, e i limiti di spesa imposti dalla natura del programma edilizio hanno indirizzato la scelta dei materiali, prevalentemente assemblati a secco, e delle finiture. Sopra il pavimento di tipo industriale, in cemento con ossido nero per il blocco cucine e finitura scopata per la sala comune, la struttura è totalmente realizzata in carpenteria metallica. La trave reticolare in acciaio che realizza la campata centrale elimina la necessità del pilastro mediano, conferendo allo spazio pubblico coperto una flessibilità d’uso pressoché totale.

Il gioco cromatico dei pannelli di rivestimento favorisce l’inserimento dell’edificio nel contesto

L’involucro dell’edificio è rivestito con lastre di fibrocemento, materiale leggero adatto a foderare anche il controplafone e ad avvolgere i pilastri perimetrali. Lo strato di copertura è composto da pannelli di lamiera grecata in acciaio, isolata e protetta con uno strato di pvc, con lattonerie in alluminio preverniciato. Le pareti del corpo delle cucine sono realizzate in cemento cellulare, rivestite all’esterno con pannelli a tutta altezza, in parte fissi e in parte apribili, in legno multistrato resistente alle intemperie, verniciati a smalto nei toni del verde e delle terre circostanti, che si estendono parzialmente a proteggere la sala all’aperto. Gli stessi pannelli in legno sono impiegati per le porte di accesso ai vari locali e per le ante scure dei serramenti vetrati interni.

di Giuseppe La Franca
 
Scheda
Committente
Comune di Barzago
Progetto architettonico
Sergio Fumagalli
Strutture
Francesco Ferrari Da Grado
Impianti elettrici
Raffaele Fumagalli
Impianti meccanici
Nuova Citi
 
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