Il Perez Art Museum a Miami di Herzog & de Meuron

(foto di Iwan Baan)

Nascosto tra Biscayne Boulevard e la strada rialzata che collega la città sulla  terraferma a Miami Beach, il Perez Art Museum, progettato da Herzog & de Meuron,  è realizzato come un padiglione all’interno dio quello che diventerà il parco della baia. L’architettura, di circa 18600 metri quadri, è sviluppata in tre piani, che comprendono il livello inferiore dei parcheggi posti sotto la paizza d’accesso.

Uno scorcio notturno (foto di Iwan Baan)

Il museo è articolato da una serie di volumi rettangolari che alternativamente sporgono in facciata e si incastrano nel complesso: questo è ricomposto attraverso la copertura, modulata da componenti in legno naturale e grandi lucernari, e sostenuta da sottili colonne di cemento che sono fasciate con piastre d’acciaio per permetterne la particolare snellezza.

(foto di Iwan Baan)

La copertura attribuisce all’edificio un profilo classico che, però, si svincola da questo carattere rifuggendo la simmetria e rifacendosi al sapore della tradizione tropicale. In facciata sono poste, poi, colonne di vegetazione appese alla struttura che insieme a quest’ultima definiscono gli spazi coperti connessi al parco circostante.

Particolare degli elementi naturali posti sulle colonne appese (foto di Iwan Baan)

Gli interni sono trattati secondo la semplicità caratteristica dei progettisti, che hanno voluto articolare gli spazi espositivi come un percorso continuo e che spiegano: «L’edificio mostra tutto ciò che ha, tutto è a vista, quasi nudo. Il cemento conferisce massa alle pareti mentre il legno riscalda le soglie.

Scorcio della facciata con la copertura di elementi in legno (foto di Iwan Baan)

Lungo la copertura, filari di luci fluorescenti seguono le travi di cemento. L’elemento più insolito è uno spazio dedicato alle performance che funge anche da collegamento, attraverso una grende scalinata, tra il primo ed il secondo piano. Se la scala che configura gli spalti non costituisce di per sè nulla di nuovo, il suo uso nel cuore di un museo è, e si potrebbe rivelare sia come una distrazione che un’animazione quando comincieranno le esibizioni, un contrappunto, attivato dall’attività umana, rispetto all’atrio schematico del Museo di Arte Moderna di New York».

ticolare del museo durante la sera (foto di Iwan Baan)

Durante l’apertura, in anteprima, degli spazi del museo, Jacques Herzog ha discusso, seduto nei posti vicino alla finestra della galleria al secondo piano, di ciò che rappresenta l’edificio: «In realtà non ha una forma -ha spiegato, guardando fuori, verso la Biscayne Bay -. Il progetto è incentrato più che altro sulla sua permeabilità. Miami è piena di forme. Noi volevamo realizzare qualcosa che mostrasse il potenziale, in questa città, di far entrare il sole e la vegetazione nel suo interno».

Un interno affacciato verso il parco attraverse ampie vetrate (foto di Iwan Baan)

Il museo è inteso quindi come un elemento contrario al formalismo, in molti casi solamente ornamentale ma comunque onnipresente, degli edifici Deco della South Beach e dello stile vernacolare di tante architetture di Miami che spesso diventano il brand mark o l’immaginario della città, confezionato attraverso le serie televisive ed i tabloid.

Vista dello spazio espositivo (foto di Iwan Baan)

Nel corso della presentazione, gli architetti e i funzionari del museo hanno espresso il desiderio che il Perez Art Museum possa diventare uno luogo civico importante per la città, che presenta molte collezioni d’arte privata ma relativamente pochi spazi espositivi pubblici, ed Herzog ha concluso dicendo: “Penso che l’edificio potrà essere un modello di come costruire in questa città”.

di Marisa Carelli

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