Il poliuretano che si rinfresca

Rimarrà esposto fino al 30 settembre alla Triennale di Milano Thermofresh, un innovativo poliuretano che – frutto di una lunga ricerca nel mondo delle nanotecnologie svolta dall’azienda italiana Pelma in collaborazione con il professor Massimiliano Lanzi del Dipartimento di Chimica Industriale e dei Materiali dell’Alma Mater Studiorum – sarà utilizzato soprattutto nella produzione di materassi e guanciali, dove test scientifici dimostrano la capacità di mantenersi fresco e ridurre il fenomeno del riscaldamento da contatto. Proprio per questa sua caratteristica rinfrescante, questo materiale trova applicazioni in numerosi ambiti che vanno dalle imbottiture di paragomiti e ginocchiere degli sportivi a quelle dei caschi da moto, passando per alcuni accessori per l’infanzia come paracolpi e lettini.

Il poliuretano Thermofresh è realizzato con il processo Controlled Predispersion System, che permette di introdurre le pmc, microcapsule capaci di assorbire il calore proveniente dalla presenza del corpo umano e di mantenere costante la temperatura interna del materiale, nella fase di preparazione delle materie prime. In questo modo, si ottiene una distribuzione omogenea delle materie prime stesse e il poliuretano acquista una straordinaria capacità di mantenersi fresco e di evitare il tipico riscaldamento.

Nate nel comparto di ricerca e sviluppo della Nasa, solo da pochi anni le microcapsule pmc sono impiegate anche in altri settori. Il poliuretano Thermofresh si distingue inoltre per le sue caratteristiche antibatteriche, grazie alla presenza di sali d’argento, che lo rendono resistente alla proliferazione di muffe ed ecocompatibili, in quanto sono realizzati senza l’utilizzo di sostanze dannose per l’ambiente come il cloruro di metilene.

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