L’Inu sul consumo di suolo

La proposta di legge Realacci costituisce un passo fondamentale e ampiamente positivo nella lotta al consumo di suolo. Lo ha dichiarato in una nota il presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, Federico Oliva.

«Un buon punto di partenza per impostare finalmente una stagione efficace di pianificazione urbanistica e ambientale all’insegna di un’effettiva sostenibilità. Il testo di legge (certamente migliorabile) fa ampio riferimento a strumenti e politiche messe in atto con successo in molti altri paesi europei, combinando obiettivi quantitativi di riduzione del consumo di suolo a politiche integrate di natura fiscale, ambientale e urbanistica; una proposta che mira ad introdurre attraverso una legge quadro nazionale gli strumenti e i meccanismi che possono rendere efficaci le strategie di contenimento del consumo di suolo, in modo pragmatico e, senza inutili pregiudizi ideologici.». Federico Oliva, presidente Inu
 

Fra le varie misure positive contenute nel provvedimento, quella che individua come suoli da tutelare non solo quelli agricoli ma tutti i suoli liberi non urbanizzati. Apprezzato anche il meccanismo individuato per misurare e monitorare annualmente la quantità di suoli urbanizzati, con un ruolo centrale dell’Istat, sui cui dati dovranno essere quantificati gli obiettivi nazionali e regionali di contenimento del consumo di suolo.

Ma soprattutto, spiega Oliva, il contenimento del consumo di suolo è perseguito su due binari, «da un lato affiancando alle tradizionali forme di regolazione degli usi del suolo, quanto mai necessarie (pianificazione, protezione della natura, eccetera) nuove misure di tassazione (il contributo per la tutela del suolo) finalizzate a rendere sempre meno convenienti, fino a emarginarli dal mercato, gli interventi di nuova urbanizzazione su aree libere extraurbane; dall’altro prevedendo modalità di incentivazione, con investimenti e misure di defiscalizzazione che sostengano il recupero delle aree dismesse e sottoutilizzate».

 

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