Il restauro sotto la Galleria

Lo scorso 21 dicembre, poco prima delle vacanze natalizie, Milano ha mostrato a cittadini e turisti i lavori terminati di restauro conservativo dell’intera pavimentazione della Galleria Vittorio Emanuele II. Un delicato intervento reso possibile grazie anche allo sforzo congiunto fra Comune di Milano, Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano, in coordinamento con l’Unione del Commercio e l’Associazione Salotto di Milano, l’Impresa Trivella che si è occupata operativamente dei lavori insieme ai tecnici Mapei.

Vista dall’interno della Galleria Vittorio Emanuele II appena conclusi gli interventi di restauro conservativo della pavimentazione

La Galleria, uno dei monumenti simbolo di Milano, è stata progettata nel 1865 dall’architetto Giuseppe Mengoni e nel tempo, ha subito diversi interventi di restauro e di manutenzione nelle sue diverse parti e componenti. Nel 1908 la pavimentazione era stata già oggetto di un intervento massiccio a seguito dei bombardamenti del 1943.

Una delle fasi conclusive del lavoro che vede l’esportazione dei materiali protettivi degli elementi appena restaurati

Nel 1966 l’Amministrazione Comunale aveva condotto un rifacimento completo rivolto, in particolare, alla sostituzione dei manufatti in ottone dei lucernari a rosone originariamente in ghisa. Il 4 maggio 2011 sono iniziati questi lavori conclusi dopo 210 giorni, in tempo per le feste natalizie. A seguito di questo intervento, si procederà con la sistemazione della pavimentazione dei portici settentrionali e meridionali previsti con il termine dell’aprile 2012 e che andrà a completare una superficie complessiva composta di tessere di mosaici e lastre di pietra di 6.300 mq. L’intervento eseguito su progetto del Comune di Milano porta la firma degli architetti Silvia Volpi, responsabile del procedimento e Pasquale Mariani Orlandi, progettista e direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza, è stato condotto dall’Impresa Trivella con il supporto tecnico di Mapei, un intervento preceduto da una lunga e attenta analisi dello stato dell’antica pavimentazione. Dal 2007, infatti, sono iniziate diverse indagini diagnostiche su tutta la superficie pavimentata che hanno consentito di individuare e valutare quali potessero essere le soluzioni tecniche migliori e i materiali più adatti. Le analisi hanno portato alla scelta verso un restauro di tipo conservativo, ovvero il restauro che mira non a conservare l’edificio nel suo stato di fatto prima dell’intervento, ma a riportare l’edificio a un preciso momento della sua epoca.

Esperienza e grande precisione, oltre che materiali di ottima qualità, sono stati necessari per questo delicato intervento

Alla presenza di materiali degradati, rotti o compromessi si è proceduto alla sostituzione con marmi analoghi e al restauro e all’integrazione degli inserti in pasta di vetro e delle tessere del mosaico. In particolare, si sono sostituite porzioni puntuali delle parti non più recuperabili mediante l’asportazione e la reintegrazione delle singole tessere e delle lastre di pietra al fine di ripristinare la continuità della tessitura interrotta da numerose cavillature e rotture. Data la delicatezza e la particolarità dell’intervento, importante è stata l’organizzazione della logistica dei lavori, che ha dovuto tenere conto del continuo passaggio dei pedoni e dei turisti e della presenza delle attività commerciali nelle immediate vicinanze delle aree d’intervento. Le operazioni sono state gestite su tre turni lavorativi, con un impegno costante di ventiquattro ore su ventiquattro e una presenza media giornaliera di trentacinque artigiani. È stato gestito con un vero e proprio “cantiere a cielo aperto” e visibile da tutti grazie all’impegno di sistemi di separazione trasparenti con applicati anche testi descrittivi delle opere in atto, che ha consentito a tutti i passanti e turisti di assistere ed essere partecipi durante la prosecuzione dei lavori.

 Materiali di qualità

Intervenire su presenze storiche così importanti e simboliche è sempre grande motivo di orgoglio e soddisfazione, ma richiede un’attenta analisi e accurata indagine sui manufatti esistenti e sul loro stato di degrado.

Lo stemma taurino, che risultava particolarmente danneggiato (anche a causa di una leggenda che lo vede protagonista di un rito propiziatorio) ha necessitato di un intervento di rimozione e reintegro delle tessere musive

La parte centrale della Galleria è quella risultata particolarmente danneggiata dall’usura e anche quella dove sono stati effettuati il maggior numero d’interventi conservativi. Per ogni tipologia d’intervento, è stato messo a punto un prodotto specifico Mapei: il ripristino dei rosoni e dei petali è avvenuto con Eporip, Mapegrout T40, Keralastic T, Mapesil AC; il consolidamento e il reintegro del sottofondo degradato, invece con l’utilizzo dei prodotti Nivorapid e Latex Plus, Mapecem Pronto, Mapegrout SV Fiber, Primer 3296, Eporip. La posa del mosaico e delle lastre in pietra, mediante l’utilizzo di Elastorapid, la posa di elementi vitrei, con l’utilizzo di Elastorapid e Kerapoxy e, infine, le sigillature elastiche, con l’utilizzo di Mapesil Ac e Mapesil LM.

Federica Calò

 

Scheda

Restauro Conservativo della Pavimentazione della Galleria Vittorio Emanuele II

Località

Milano, Italia

Committente

Comune di Milano

Progetto

Silvia Volpi, responsabile del procedimento e Pasquale Mariani Orlandi, progettista e direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza

Impresa

Trivella

Fornitura materiali

Mapei

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