New Generations Festival 2014 chiude in positivo

Un momento delle conferenze del New Generations Festival 2014 (foto di Raffaele Bernardo)
Un momento delle conferenze del New Generations Festival 2014 (foto di Raffaele Bernardo)

Si chiude con un grande successo di pubblico la rassegna internazionale di architettura New Generations Festival 2014, ospitata, alla sua II edizione, presso la Palazzina Reale di Santa Maria Novella, Firenze.
Più di 1500 partecipanti, tra cui molti professionisti ma anche, semplicemente, tanti curiosi ed appassionati di architettura contemporanea. Un parterre di ospiti arrivati dalle maggiori capitali europee ed oltre sessanta studi di architettura under 36, provenienti da 12 Paesi diversi.
Sono questi i numeri con cui si chiude New Generations Festival – Futurology, evento organizzato dall’associazione New Generations, dall’Ordine e dalla Fondazione degli architetti di Firenze.
Obiettivo della kermesse è stato fare il punto sui cambiamenti della professione dell’architetto in un momento di grave crisi economica, creare un’occasione di incontro, confronto e collaborazione utile soprattutto ai professionisti più giovani che si affacciano oggi per la prima volta sul mercato del lavoro.

L'evento ha visto l'attiva partecipazioni di giovani studi d'architettura e professionisti (foto di Raffaele Bernardo)
L’evento ha visto l’attiva partecipazioni di giovani studi d’architettura e professionisti (foto di Raffaele Bernardo)

Un’esperienza arricchita dal contributo di alcuni prestigiosi rappresentanti delle amministrazioni pubbliche europee come l’assessore allo Sviluppo locale e alle Politiche della casa della città di Lisbona, Paula Marques e l’assessore al Patrimonio culturale della città di Madrid, José Francisco García.
“La risposta al Festival – dice la presidente dell’Ordine provinciale degli architetti Marzia Magrini – è stata davvero notevole ed incoraggiante. Le esperienze innovative presentate alla Palazzina, le energie dei giovani studi di architettura europei che l’hanno animata e il clima di contemporaneità che vi si è respirato sono un messaggio di fiducia che non va disperso e uno stimolo a lavorare fin da ora per la nuova edizione della rassegna. Unica nota dolente, dispiace notare la completa assenza delle istituzioni locali ad un appuntamento di così grande risonanza internazionale che per cinque giorni ha reso la città capitale dell’architettura contemporanea”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO