Alice Labourel: l’Hidden Orchestra di Los Angeles

Un’architettura danzante, macchina scenica azionata dal movimento di corpi e oggetti, progettata per insegnare ed essere segnata dal libero fluire, nel tempo, dalle azioni e dei pensieri.

Hidden Orchestra è un meta-progetto per una scuola di danza classica, un’architettura basata sul flusso temporale, sul ritmo e sul movimento, che evolve dal rapporto esterno/interno mettendo in relazione elementi del contesto ambientale – le sponde del Los Angeles River, la linea ferroviaria – con l’attività d’insegnamento e apprendimento.

La danza classica è un’arte che risponde a precise regole e impone disciplina: è strettamente legata al gesto del corpo e alla percezione dello spazio scenico, anche nell’attivare quei processi creativi indispensabili a immaginare, durante l’esercizio, le condizioni spazio-temporali della rappresentazione.

L’architettura consente all’utente di interagire con gli spazi, di reagire ad essi ed esserne stimolato – come avviene nei processi cognitivi dei bambini, che elaborano la propria realtà colmando le lacune in base alle informazioni disponibili, e in ciascuno di noi se messi di fronte a un nuovo aspetto della vita, conosciuto o meno.

La scuola segue questi principi, divenendo essa stessa strumento formativo mediante l’indagine delle possibilità di restituire l’esperienza soggettiva come realtà oggettiva. Dalla creazione di un’immanenza fittizia è possibile costruire una realtà basata sull’esperienza, posta altrove rispetto a quella effettivamente percepibile.

L’immagine dell’edificio è «organica» nel senso più pieno, in quanto legata a elementi chiaramente riferibili all’anatomia. La sua incarnazione è uno dei temi esplorati dal progetto, composto da parti sottili, portanti, simili a ossa, e da corde e teli, dispiegati o in forma di sacca, veri e propri tessuti di una mutevole composizione corporea.

In risposta a sollecitazioni indotte, l’animazione dell’edificio ne riconfigura continuamente la forma, l’assetto spaziale e perciò fruitivo – in ultima istanza, la sua dimensione temporale. Non solo gli spostamenti ma anche il semplice stare implicano perciò un esercizio fisico e mentale, sempre nuovo e diverso.

L’architettura diventa così macchina scenica, struttura performativa nella quale catturare il vero aspetto della costruzione è operazione complessa, forse inutile. Le sue parti potrebbero essere – e molto facilmente saranno – dove non dovrebbero: è l’orchestra nascosta, in perenne cambiamento per stimolare l’immaginazione attraverso il movimento.

L’edificio è in continuo movimento e si evolve attraverso coreografie certe, trasformandosi continuamente a seconda dell’uso e degli eventi esterni. I passeggeri in movimento sui treni fluiscono come spettatori al cinema, mentre le attività degli studenti rendono l’edificio reattivo alle loro interazioni con l’architettura.

Una sottile struttura organica e brani di tessuto, che circondano gli spazi, compongono questo edificio «a orologeria», azionato dall’acqua del fiume, raccolta durante la piena, stoccata e spostata mediante mulini e pompe per permettere il movimento dei componenti architettonici.

Il concept progettuale seleziona alcune scale temporali connesse alla vita scolastica – le piene del fiume con il loro ritmo annuale, la giornaliera scansione oraria delle attività e delle lezioni, gli intervalli di transito dei treni lungo il ponte, calcolati in secondi – impiegandole per influenzare l’organizzazione e l’evoluzione dell’edificio.

Quest’ultimo è articolato in due corpi principali sospesi sull’alveo: a seconda delle necessità, gli allievi si spostano da uno all’altro più volte nel corso della giornata, usufruendo degli spazi per l’istruzione (tre sale di prova con spogliatoi, aule e biblioteca) e per gli spettacoli (teatro, set room, sala musica e sartoria) attraverso zona ricreativa centrale.

Chi è Alice Labourel

Diplomata in danza al Conservatorio di Pau, Alice Labourel ha mantenuto vivo il proprio interesse verso il rapporto fra corpo e spazio, completando gli studi universitari presso l’Ecole Spéciale d’Architecture di Parigi dove, sotto la direzione di Peter Cook e Ricardo DeOstos, ha conseguito il Master in architettura con Diploma d’onore. Durante il periodo di formazione ha collaborato con diversi studi professionali fra cui labDora (New York), Superfront (Los Angeles) e Crab Studio (Londra), partecipando ad allestimenti espositivi presso l’Esa e il Southern California Institute of Architecture e, come assistente, ai corsi universitari di Sébastien Chabbert.

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