Isolarchitetti. Il Museo delle Antichità Egizie di Torino

La sala ipogea contraddistinta dalla riflessione dei piani
La sala ipogea contraddistinta dalla riflessione dei piani

Dare nuova vita a un’architettura storica nel centro di Torino e farne un museo moderno: questo l’obiettivo dell’intervento di rifunzionalizzazione, restauro, ampliamento e messa in sicurezza del Museo egizio curato da Isolarchitetti secondo le strategie espositive più avanzate, con l’intento di coniugare il contenuto di queste esperienze alle specificità dell’edificio guariniano sede dell’esposizione e, più in generale, del tessuto urbano museale.

Vista verso il lucernario e i fronti guariniani
Vista verso il lucernario e i fronti guariniani

Il progetto valorizza la storicità dell’edificio e porta in evidenza, con un restauro di tipo “interpretativo”, il linguaggio architettonico consideratone autentico; allo stesso tempo, con allestimenti scenografici, posti in dialogo con un edificio già di per sé pronto a sorprendere, conserva ed espone le collezioni in modo tale da attrarre e documentare al massimo grado visitatori e studiosi.

Sezione di progetto
Sezione di progetto

Filo conduttore dell’opera è così l’approfondimento della concezione originaria della fabbrica e delle sue trasformazioni nel tempo, associato a una concezione “critica” dell’intervento di rinnovo: il processo ideativo nasce in pratica dal “colloquio architettonico” con i segni depositati via via da Guarino Guarini, Michelangelo Garove, Giuseppe Maria Talucchi, Alessandro Mazzucchetti, rivedendo, anche con una certa severità, le modifiche avvenute in anni recenti e ripensando gli spazi che risultavano più compromessi.

Sezione lungo la corte, al centro il piano ipogeo
Sezione lungo la corte, al centro il piano ipogeo

L’allestimento espositivo stesso è concepito in continuità con le idee di Guarini: si mantiene il carattere “aulico” degli ambienti, localizzando in essi solo le funzioni museali primarie, mentre le porzioni aggiunte in epoche successive e i nuovi volumi ipogei sono dedicati ai servizi generali e agli spazi direzionali; i prospetti guariniani dell’Accademia delle Scienze paiono come scendere nella corte a conversare con le nuove teche.

Dettaglio della pavimentazione con l’inserimento delle colonne luminose
Dettaglio della pavimentazione con l’inserimento delle colonne luminose

L’ipotesi di lavoro è sorta dall’intuizione di liberare il piano terreno dagli usi soggetti ad alta frequentazione e portare in questo modo, attraverso la manica Schiaparelli, gli ospiti nel “ventre” del museo (la corte ipogea) e da lì accompagnarli, in un’esperienza emozionale e cognitiva, verso l’alto delle gallerie restaurate per poi ridiscendere “a pioggia” in basso.

L’allestimento della sala durante i lavori ai livelli superiori
L’allestimento della sala durante i lavori ai livelli superiori

Il piano ipogeo è il punto di partenza del rinnovato percorso espositivo e offre, appena entrati, un primo momento di suggestione attraverso la luce spiovente da due ampi lucernari quadrati, procurando un effetto dilatante del soffitto a specchio retto da sedici colonne luminose che si disegnano sullo sfondo scuro di pareti e pavimentazioni rivestite in grès porcellanato.

Un’altra vista del nuovo complesso sotto la corte dell’edificio museale
Un’altra vista del nuovo complesso sotto la corte dell’edificio museale

Durante i lavori del complesso cantiere, nel livello sotterraneo – scavato nella corte e destinato in seguito a biglietteria, bookshop e servizi – sono rimasti esposti, in mostra temporanea, i reperti più significativi.

Le antichità egizie e i nuovi materiali utilizzati
Le antichità egizie e i nuovi materiali utilizzati

L’uso della ceramica
Il nuovo salone ipogeo del museo è interamente pavimentato con piastrelle in grès porcellanato del tipo “Percorsi Extra” della linea In+Out di Ceramiche Keope, nel colore pietra di Faedis, dimensioni cm 60×60, posate a reticolo con giunto colorato della minima dimensione e l’inserimento di ampie porzioni a specchio.

L’effetto materico della ceramica e i dettagli a specchio
L’effetto materico della ceramica e i dettagli a specchio

Nella definizione dell’intervento è stata esigenza prioritaria poter contare su soluzioni tecnologiche capaci di rispondere alle severe normative del settore e garantire sicurezza in un luogo a così alto grado di frequentazione. Il prodotto utilizzato si caratterizza per le ottime prestazioni in termini di resistenza a usura, rottura, calpestio e scivolamento, riuscendo a interpretare, in chiave attuale, la raffinatezza della pietra naturale, per creare una superficie perfettamente integrata al valore delle antichità esposte. La preferenza è stata inoltre guidata dalle caratteristiche di sostenibilità offerte dal componente ceramico che ha un contenuto di materiale riciclato del 10-20 per cento ed è certificato Eu Ecolabel. Si tratta inoltre di materiali a bassa emissione e con cessione nulla di sostanze organiche volatili.

Isolarchitetti

Da sinistra: Aimaro Isola, Saverio Isola, Flavio Bruna, Michele Battaggia, andrea Bondino, Stefano Peyretti
Da sinistra: Aimaro Isola, Saverio Isola, Flavio Bruna, Michele Battaggia, andrea Bondino, Stefano Peyretti

Lo studio Isolarchitetti, composto da Aimaro e Saverio Isola, Flavio Bruna, Michele Battaggia, Andrea Bondonio e Stefano Peyretti, raccoglie l’eredità dello studio Gabetti e Isola che, dal 1950 al 2000, ha dato vita a uno dei sodalizi professionali più fertili nel panorama dell’architettura contemporanea in Italia. L’esperienza e la sensibilità maturate negli anni passati si riversano nei nuovi interventi realizzati perlopiù in contesti di alto valore storico e ambientale, proseguendo l’esplorazione di una vasta gamma di temi architettonici: dalle abitazioni alle chiese, agli uffici, spazi del commercio, dello svago e della cultura fino alla scala dell’allestimento e delle mostre da una parte e ai piani paesistici dall’altra.

SCHEDA
Rifunzionalizzazione, restauro, ampliamento e messa in sicurezza del Museo delle Antichità Egizie di Torino
Committente
Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino
Progetto architettonico
Capogruppo Isolarchitetti (Aimaro Isola, Saverio Isola, Flavio Bruna, Michele Battaggia, Andrea Bondonio, Stefano Peyretti); Carlo Aymonino; Paolo Marconi; Dante Ferretti; Icis
Progetto di restauro architettonico
Paolo Marconi; Giancarlo Battista; Marco Grimaldi
Progetto di restauro artistico
Maria Gabriella De Monte
Progetto degli allestimenti
Dante Ferretti; Isolarchitetti
Strutture
Icis; Secondo Antonio Accotto
Impianti tecnologici
Itaca; Proeco
Responsabile unico del procedimento
Andrea Conci
Imprese
Zoppoli e Pulcher, Nicola Restauri
 
 
 

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