Istinto e ragione nell’arte di Gigi Rigamonti

Gigi Rigamonti torna sulla scena artistica milanese con una mostra dal titolo “Gigi Rigamonti. Quando la semantica diventa arte” che inaugura il 27 maggio presso l’Antico Oratorio della Passione alla Basilica di Sant’Ambrogio, promossa dalla Galleria Blanchaert e curata da Arturo Schwarz.

L’artista – che dilata la propria creatività in ogni campo del vivere: dalle tele alla produzione industriale, dall’architettura d’interni a grandi installazioni pubbliche sino al ruolo di promotore culturale (si ricordi l’attività di Artandgallery a Milano) – esporrà i suoi ultimi lavori nati da un lungo soggiorno nella Grande Mela.

Come osserva Schawrz, l’artista si concentra su quel dualismo nascosto e al contempo evidente che combina l’aspetto istintivo a quello razionale. Se, da un lato la pennellata selvaggia su sfondo grigio suggerisce un gesto informale, dall’altra la riga orizzontale, che immancabilmente attraversa il “paesaggio pittorico”, stabilisce il controllo del razionale, l’aspetto geometrico dell’esistenza.

 

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