J.M.Ribeiro e il Museo di arte sacra nel Chiostro del Silenzio

Il Chiostro del Silenzio nel Monastero di Lorvão, Portogallo (foto di Do mal o menos)

L’intervento di conservazione nel Chiostro del Silenzio del Monastero di Lorvão è stato progettato dall’architetto João Mendes Ribeiro con l’obiettivo di salvaguardare e risanare l’edificio esistente oltre ad estenderlo con l’inserimento di nuovi spazi.

Vista del chiostro dal loggiato superiore (foto di Do mal o menos)

Il nuovo programma funzionale comprende la realizzazione di un museo di arte sacra ed un annesso centro d’interpretazione che, attraverso l’attuazione di una strategia volta all’efficace rilettura dello spazio, sono stati definiti in volumi lineari e discreti, prevedendo una sovrapposizione stilistica e la stratificazione di elementi architettonici formalmente contrastanti.

I volumi del nuovo ampliamento illuminati durante la sera (foto di Do mal o menos)

Lavorando con la preesistenza come sostanza partecipe del progetto, la principale difficoltà si è concentrata nel mantenimento di un dialogo tra passato e presente, in quanto elementi distinti e le cui differenze sono chiaramente dichiarate dal linguaggio architettonico contemporaneo degli spazi di nuova costruzione.

Vista aerea del chiostro (foto di Do mal o menos)

Questo dialogo trova spazio grazie al mantenimento conservativo degli ambienti del monastero come spazi abitati ed ancora funzionali, caratteristica quest’ultima, che ha reso necessaria la sostituzione di alcuni sistemi costruttivi inadeguati permettendo di garantire l’integrità fisica dell’edificio.

Il percorso porticato al piano terreno (foto di Do mal o menos)

Gli spazi dei portici nel chiostro al piano terra, le cappelle, il cortile, le porte della chiesa e gli spazi esterni sono stati riabilitati senza significativi cambiamenti morfologici, mentre il nuovo edificio, pur con la sua forte caratteristica contemporanea, è stato progettato per avere un rapporto di regolare ritmicità con il chiostro, riproponendo l’antica presenza della vecchia cucina con il dormitorio e gli annessi della sala, distrutti nel 20° secolo, dopo la cessata attività monastica.

Gli elementi di risalita caratterizzati da geometrie lineari (foto di Do mal o menos)

La presenza silenziosa dei nuovi volumi si realizza attraverso semplici prismi rettangolari traslucidi disposti al di sopra delle coperture, che si distaccano chiaramente, ma con leggerezza, dalle preesistenze.

Vista degli interni dei nuovi spazi espositivi (foto di Do mal o menos)

Lo spazio espositivo si allunga all’interno di questi volumi, in una sequenza di stanze che, nella luce morbida ed omogenea delle alte finestre, dispone gli ambienti in modo continuo, modellato dalle interessanti aperture spaziali nelle partizioni interne.

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