Komuna Fundamento. La materia delle relazioni

La piattaforma antistante il padiglione centrale è realizzata con mattoni disposti in verticale, trattati mediante ossiriduzione, un processo che conferisce differenti sfumature cromatiche alla superficie del laterizio (foto di Giovanna Silva)

Lo studio italo-tedesco Kuehn Malvezzi ha curato l’allestimento dell’ingresso al Padiglione Centrale pressi i Giardini della Biennale: Komuna Fundamento – titolo dell’installazione e di un libro in esperanto – interpreta l’idea di quel «terreno comune» dell’architettura proposta da David Chipperfield quale tema dell’esposizione veneziana.

di Giuseppe La Franca

«È un brano d’architettura concreta e, allo stesso tempo, un modello in scala 1:1 di uno spazio espositivo – spiega Simona Malvezzi. La sua chiave interpretativa consiste in una rinnovata attenzione al contesto che, attraverso la ri-contestualizzazione operata dal progetto, pone le basi per il cambiamento della realtà».

L’intervento è composto da due luoghi distinti ma strettamente correlati: una piattaforma che circonda un albero esistente, posto davanti al padiglione, e la rimodellazione della sala Chini, preludio non lineare al percorso espositivo, entrambi realizzati con mattoni grigi tutti leggermente diversi fra loro.

La disposizione delle pareti nella sala d’ingresso del padiglione centrale crea un percorso spezzato al centro nel quale campeggiano opere fotografiche di Candida Hoefer e Armin Linke (foto di Kuen Malvezzi)

«Abbiamo voluto creare spazi che invitassero i visitatori a soffermarsi, a riunirsi, a sedere e guardare, formati con un materiale solo apparente reiterato che, pur presentando una propria riconoscibile oggettività, fosse capace di stabilire relazioni altrettanto significative quanto gli oggetti esposti».

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here