La biblioteca di Muyinga di Bc Architects&Studies

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La biblioteca di Muyinga, è un progetto pilota che si propone di sperimentare tecniche e modalità di lavoro da applicare nei futuri ampliamenti previsti per un complesso scolastico destinato a bambini non udenti. È, infatti, il frutto di un processo che coinvolge gli utenti finali e si propone di alimentare le economie locali. La costruzione dell’edificio è stata divisa in quattro fasi in modo da consentire alle Organizzazioni Non Governative coinvolte di raccogliere i finanziamenti necessari e di dare alle maestranze locali il tempo di sviluppare un’adeguata conoscenza delle tecniche adottate. La biblioteca e le due piazze a essa adiacenti rappresentano la prima fase di costruzione, da intendersi come un progetto pilota, che vedrà in seguito una seconda fase che si compone di due aule, un piccolo blocco sanitario e un parco giochi, una terza fase con altre quattro aule, un grande blocco sanitario e un refettorio con cucina, e una quarta fase gestita come un workshop che vedrà la costruzione di ulteriori aule. Il complesso scolastico che così si creerà è rivolto a bambini non udenti e mira alla loro integrazione sociale. In una cultura, come quella del Burundi, legata a modalità informali di trasmissione orale delle informazioni, i bambini non udenti sono esclusi dal sistema educativo. La scuola si propone di colmare tale lacuna e avviare un processo di appartenenza alla comunità. Inoltre il progetto prevede in futuro la costruzione di una falegnameria e una sala polivalente che forniranno servizi all’intera comunità di Muyinga realizzando un ulteriore passo nella direzione per l’integrazione.

Vista diurna dell’affaccio su strada (foto BC Architects)
Vista diurna dell’affaccio su strada. Gli elementi di oscuramento sul lato della strada comunicano gli orari di apertura e chiusura della biblioteca. ll terrapieno di pietre definisce i limiti delle piazze adiacenti la biblioteca. Gli elementi portanti  sono realizzati in cemento armato gettato in casseformi realizzate in mattoni. (foto BC Architects)

La base di partenza per la progettazione dell’intero edificio è stata un’approfondita conoscenza del luogo attraverso una permanenza di due mesi in cui si sono raccolte informazioni su materiali, tecniche e tipologie edilizie locali, e così redigere un approfondito studio di fattibilità.
La biblioteca si sviluppa lungo uno spazio longitudinale coperto che funziona da portico. Tale spazio distributivo si ripresenta spesso nelle abitazioni tradizionali del Burundi in quanto fornisce un riparo dalle forti piogge e dal sole diretto, divenendo così un importante luogo di socializzazione. La vita nei villaggi si svolge soprattutto al di sotto di questi porticati/verande, che ne fanno uno spazio centrale nelle relazioni della comunità. Nel progetto della biblioteca il portico è volutamente sovradimensionato per enfatizzarne il ruolo sociale e farlo diventare un’estensione all’aperto della biblioteca.

Fase di realizzazione della struttura (foto BC Architects)
Fase di realizzazione della struttura. Le murature sono in mattoni di terra cruda. Come legante è stato utilizzato lo stesso materiale. Le colonne sono realizzate in cemento armato in casseformi a perdere realizzate in mattoni in terra cruda, mentre l’architrave è in eucalipto, una specie vegetale molto usata nella regione, per la sua elevata resistenza(foto BC Architects)

I prospetti della biblioteca sono la conseguenza di scelte strutturali, derivanti dai materiali utilizzati: blocchi compressi in terra cruda CEB (Compressed Earth Brick) e tegole d’argilla cotta, che ad opera finita hanno un peso considerevole. Tale vincolo ha ispirato la struttura di colonne a intervalli di 1,30 m, che fungono anche da contrafforti per le alte mura della biblioteca. Le colonne cave in mattoni CEB sono state usate come cassaforma “a perdere” per gettare il calcestruzzo, garantendo la sicurezza strutturale dell’edificio pubblico. Uno degli obiettivi del gruppo di progettazione per gli ampliamenti futuri è quello di eliminare l’uso del calcestruzzo in favore di materiali naturali.
L’edificio è stato ispirato da principi di comfort ambientale: un soffitto alto con una corretta ventilazione naturale, che porta all’esterno l’aria umida e calda. Da qui l’idea di bucare la facciata nella parte superiore seguendo il ritmo dato dai blocchi di terra compressa.
L’ambiente a doppia altezza sul lato della strada crea uno spazio estremamente suggestivo costituito da un salotto in legno al piano terra per le letture di gruppo e sormontato da una grande amaca di corda d’agave che crea un interessante spazio ludico e di relax.
I futuri ampliamenti seguiranno principi d’integrazione con il paesaggio, attraverso la creazione di parchi giochi e cortili per accogliere declivi e alberi esistenti. Nel frattempo, la libreria funzionerà come un edificio autonomo.

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L’agave come materiale da costruzione
La creazione di tessuti in fibra di agave è una delle micro-economie innescata da questo progetto. È stato coinvolto l’unico anziano in grado di tessere tale fibra ricavata da piante raccolte sul posto. Nel progetto pilota l’anziano artigiano ha formato altri quattro lavoratori che ora sono in grado di avere un reddito da tale conoscenza.

Fase di tessitura dell’amaca in fibra d’agave (foto BC Architects)
Fase di tessitura dell’amaca in fibra d’agave (foto BC Architects)

La fibra di agave è utilizzata principalmente nella produzione di corde naturali, spago, tela da sacchi, tappeti e reti. L’agave è una delle piante più estesamente coltivate nel mondo, dalla quale si estrae la metà della produzione totale di fibre tessili. Ciò è dovuto alla facilità di coltivazione delle piante, che hanno brevi tempi di crescita. Un buon impianto vegetativo di agave produce circa 200 foglie, con una composizione di massa fibrosa del 4%. Una normale foglia di circa 600 g produce circa il 4% del suo peso in fibra, che viene estratta dalle foglie mediante macerazione e raschiatura.

 

BC Architects&Studies

BC Architects
BC Architects

BC (Bruxelles Cooperation) Architects & Studies è uno studio che fornisce servizi di architettura per clienti privati e pubblici. I loro progetti sono sempre supportati da una attenta ricerca su temi sociali, ambientali e culturali. L’obiettivo è progettare un’architettura innovativa, inclusiva ed efficiente, incoraggiando il coinvolgimento degli utenti finali. Quest’ultimo aspetto è fondamentale per lo studio di Bruxelles che punta a creare edifici salubri, preferendo materiali ecologici come legno, paglia, terra cruda e costruzioni in pietra, declinati in un linguaggio contemporaneo. Molto importante è l’attività di ricerca svolta dai BC Architects che ha aperto al suo interno una sezione rivolta allo studio dei fenomeni urbani.

 

Scheda
Library of Muyinga, Burundi.
 
Località
Muyinga, Burundi                                           
Committente
ODEDIM (Organizzazione Diocésaine pour l’Entraide et le Développement de Intégral Muyinga)
Organizzazione cantiere e processi di partecipazione
BC studies and ODEDIM Muyinga
Entità coinvolte
ODEDIM Muyinga NGO, Satimo vzw, Sint-Lucas Architecture University, Sarolta Hüttl, Sebastiaan De Beir, Hanne Eckelmans
Supporto finanziario
Satimo vzw, Rotary Aalst, Zonta Brugge, Province of West-Flanders
Costo: 40 000 euro
superficie: 140m2
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