La casa di Alatri di Danilo Lisi

La facciata a monte della casa di Alatri (foto di Moreno Maggi)
La facciata a valle della casa di Alatri (foto di Moreno Maggi)

La forte integrazione tra elemento costruito e natura circostante, la chiarezza dei volumi e il nitore degli spazi,caratterizzano questa architettura, ai piedi dei monti Ernici, in Ciociaria.

Facciata a valle, verso i monti Ernici (foto di Moreno Maggi)
Facciata a valle, verso i monti Ernici (foto di Moreno Maggi)

Alatri, l’antica Aletrium, fu uno dei centri principali degli antichi Ernici; nota soprattutto per l’Acropoli preromana, cinta da mura megalitiche, ancora ben conservata.

La facciata verso il parcheggio esterno. Il pavimentato è in cemento colorato
 (foto di Moreno Maggi)
La facciata verso il parcheggio esterno. Il pavimentato è in cemento colorato 
(foto di Moreno Maggi)

Il luogo su cui sorge la villa, in origine paesaggisticamente molto bello, è ora caratterizzato da una rapida e disordinata crescita della città storica. Questo fenomeno della dispersione urbana è ancora più eclatante in presenza, come nella fattispecie, di un’alta qualità del nucleo originario.

L'affaccio in pietra Santafiora (foto di Moreno Maggi)
L’affaccio in pietra Santafiora (foto di Moreno Maggi)

Danilo Lisi ci testimonia che il primo impatto con il lotto fu traumatico, ma al contempo stimolante. Guardando dalla collina di proprietà verso i monti Ernici, la vallata sottostante sembrava una folla immensa di formiche laboriose uscite dal formicaio.

Vista dell'angolo tra la zona d'ingresso a monte e il parcheggio esterno (foto di Moreno Maggi)
Vista dell’angolo tra la zona d’ingresso a monte e il parcheggio esterno (foto di Moreno Maggi)

Il committente chiedeva, negli incontri preliminari, una casa aperta verso le montagne, ma contemporaneamente,un luogo intimo e raccolto: la geometria studiata per l’occasione risponde chiaramente a questo duplice obiettivo.

Facciata a monte con la terrazza di accesso alla villa (foto di Moreno Maggi)
Facciata a monte con la terrazza di accesso alla villa (foto di Moreno Maggi)

La villa, di forma parallelepipeda, adagiata sul pendio, si sviluppa attraverso una serie di ampi terrazzamenti, disegnando gli spazi in un vivace dialogo tra esterno e interno; il volume scatolare e rigoroso, non ibridato da coperture a vista in quanto comprese nelle mura perimetrali, si alleggerisce e dialoga con l’esterno attraverso ampie vetrate che gli conferiscono la peculiarità di intro ed estrospezione con il giardino a monte e valle.

Giochi di luci e ombre in facciata (foto di Moreno Maggi)
Giochi di luci e ombre in facciata (foto di Moreno Maggi)

All’ingresso principale rivolto a sud, sul lato lungo del rettangolo a monte, si accede tramite un ampio terrazzo, delimitato da due setti contrapposti, rivestiti in pietra Santafiora.

Particolare della pergola (foto di Moreno Maggi)
Particolare della pergola (foto di Moreno Maggi)

La pergola/frangisole, realizzata con tavole di legno lamellare, supportata da una griglia in acciaio ancorata alle murature verticali tramite tirafondi, produce un effetto suggestivo di luce ed ombra, che diventa speculare a quello creato dai pannelli in lamiera stirata del secondo livello.

Dettaglio dell'ampia terrazza a valle della zona giorno (foto di Moreno Maggi)
Dettaglio dell’ampia terrazza a valle della zona giorno (foto di Moreno Maggi)

Verso valle una loggia sospesa, rivestita in pietra Santafiora, permette allo sguardo di spaziare sul paesaggio fino ai monti Ernici; contemporaneamente protegge dal freddo i servizi annessi alla zona notte.

Pieni e vuoti creano decisi effetti chiaroscurali (foto di Moreno Maggi)
Pieni e vuoti creano decisi effetti chiaroscurali (foto di Moreno Maggi)

Le facciate a monte e a valle sono risolte con un deciso contrasto, ottenuto dal fitto gioco di pieni e vuoti, che crea un gradevole effetto chiaroscurale. I vuoti, che si ritraggono profondamente verso l’interno della costruzione, creano ombre decise: una composizione che non ha fronti piatti; più scultorea che disegnata.

Vista del fronte ovest con l'attigua collinetta a verde (foto di Moreno Maggi)
Vista del fronte ovest con l’attigua collinetta a verde (foto di Moreno Maggi)

I due prospetti laterali invece, sono pensati in maniera più semplice: caratterizzati dal nitore del bianco e da vetrate più contenute, degradano seguendo la morfologia del terreno.

Tra interno ed esterno (foto di Moreno Maggi)
Tra interno ed esterno (foto di Moreno Maggi)

In questa ricerca della chiarezza dei volumi, del nitore degli spazi,”commisurati” l’uno con l’altro, in un limpido scambio tra pieni e vuoti, tra spazi aperti e chiusi, un ruolo importante è affidato ai materiali. Nel caso specifico il linguaggio di cui sopra è esaltato dal predominio del bianco dell’intonaco posto in contrasto con l’ocra della pietra Santafiora e del legno di castagno.

La luminosa zona giorno con la scala a vista e, sullo sfondo, il camino in marmo Nero Portoro (foto di Moreno Maggi)
La luminosa zona giorno con la scala a vista e, sullo sfondo, il camino in marmo Nero Portoro (foto di Moreno Maggi)

Per quanto riguarda la distribuzione interna, la villa è formata da un piano seminterrato, destinato a locali tecnici e di sgombero,al quale si accede dall’esterno con una rampa e due scalinate nel verde; un piano terra comprendente soggiorno, pranzo, cucina-tinello,bagno ospiti, camera da letto con bagno padronale; un sottotetto a servizi.

Dettagli della scala, realizzata in legno, prefabbricata e assemblata in opera (foto di Moreno Maggi)
Dettagli della scala, realizzata in legno, prefabbricata e assemblata in opera (foto di Moreno Maggi)

I tre livelli sono collegati da una scala in legno, prefabbricata ed assemblata in opera,con struttura del tipo a travi rampanti e sovrastanti tavole/gradino di collegamento, opportunamente ancorata al telaio in cemento armato.

1 Dettaglio costruttivo della sezione verticale tra il piano terra e il piano seminterrato  2 Dettaglio costruttivo della sezione orizzontale del piano seminterrato in prossimità della portafinestra  3 Dettaglio costruttivo della sezione verticale tra il piano primo e il piano terra  4 Dettaglio costruttivo della sezione orizzontale al piano terra, in prossimità della porta finestra e del portale a valle  (foto di Danilo Lisi)
1 Dettaglio costruttivo della sezione verticale tra il piano terra e il piano seminterrato
2 Dettaglio costruttivo della sezione orizzontale del piano seminterrato in prossimità della portafinestra
3 Dettaglio costruttivo della sezione verticale tra il piano primo e il piano terra
4 Dettaglio costruttivo della sezione orizzontale al piano terra, in prossimità della porta finestra e del portale a valle
(foto di Danilo Lisi)

Costruire con la luce 

Il nitore del bianco, esaltato dal contrasto dei pieni e dei vuoti, che creano  un piacevole effetto di chiaro scuro,sono il leit motiv di questa villa realizzata ai piedi dei monti Ernici,in Ciociaria. Un’architettura di limpida plasticità ottenuta grazie al sapiente studio degli effetti della luce sui volumi modellati, oltre che sul corretto uso dei materiali.Arch. Danilo Lisi - Casa Privata - Alatri

In questa sua ultima opera, Lisi ha provato a ricomprendere gli insegnamenti della sua formazione accademica. Laureatosi presso la facoltà di Architettura di Roma-La Sapienza alla metà degli anni ’70,ha subito l’influsso dell’Architettura italiana di quegli anni, pricipalmente Paolo Portoghesi e Aldo Rossi,dai quali ha appreso la cura per il dettaglio e l’amore per la composizione di volumi semplici e rigorosi. Ha anche attinto però a maestri internazionali, come Tadao Ando e Louis Kahn,per quanto attiene alla semplicità monumentale e al ruolo espressivo della luce.

Danilo Lisi

Danilo Lisi
Danilo Lisi
Nato a Frosinone nel 1953 e laureato presso l’Università La Sapienza di Roma nel 1978,l’architetto Danilo Lisi negli ultimi anni si dedica principalmente al tema dell’architettura cultuale. Attualmente è impegnato nella realizzazione dei complessi parrocchiali San Giovanni Bosco a Terni e San Paolo Apostolo a Manila.
Approfondisce da anni problemi di Bioarchitettura, partecipando a viaggi studio in Italia e all’estero.
Le sue opere sono state pubblicate sulle maggiori riviste nazionali. Parallelamente all’attività professionale porta avanti un’intensa attività didattica: già docente presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone e Napoli, è dal 2001 titolare della cattedra di “Elementi di Architettura ed Urbanistica” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera,Milano, e dell’insegnamento di ” nalisi del Territorio e Progettazione del Paesaggio”, istituito dalla stessa Accademia. Sono molteplici le Università di respiro internazionale che,negli ultimi anni,hanno ospitato sue lezioni e conferenze.
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