La Casa nazionale di Expo 2015

Il progetto vincitore del concorso per il padiglione Italia, di Nemesi+Partners, Proger e Bms Progetti

Un concorso internazionale ha aggiudicato la progettazione definitiva ed esecutiva del padiglione italiano all’Expo 2015 di Milano, insieme del “Palazzo Italia” e degli edifici annessi affacciati sul “Cardo”, viale pavimentato largo 35 metri e lungo 325.

di Tino Grisi

La proclamazione del progetto vincitore e degli altri quattro menzionati, ha avuto luogo lo scorso aprile, adesso il  gruppo primo classificato è alle prese con la stesura del progetto esecutivo. All’interno di questi manufatti saranno previsti spazi espositivi e d’incontro, servizi di ristorazione e vendita di prodotti nazionali, con l’intento di rappresentare la varietà e le peculiarità dell’Italia e delle diverse identità locali. Il Palazzo, in particolare, dovrà essere un elemento eminente nel sito dell’Expo, destinato a luogo di rappresentanza affacciato sulla Piazza d’Acqua, spazio di eventi, accoglienza e sosta per i visitatori. Al concorso (a partecipazione limitata da macroscopici requisiti economico-organizzativi)  hanno preso parte 68 raggruppamenti di progettisti italiani e stranieri che hanno avuto a disposizione 60 giorni per redigere il progetto, secondo un costo massimo dei lavori preventivato in 40milioni di Euro, una superficie complessiva del Palazzo Italia di 12.800 mq, un’altezza dell’edificio di 25 m distribuiti su 6 piani (compreso un interrato) e una terrazza panoramica. Gli edifici del Cardo prevedono un’ampiezza di 10mila mq, altezza di 12 m (2 piani fuori terra) e una distribuzione su 4 lotti di larghezza pari a 19,5 m e lunghezza variabile. La commissione giudicatrice, presieduta da Antonio Acerbo e costituita da Ciro Mariani, Monica Antinori, Antonella Cupiccia e Patricia Viel ha assegnato il primo premio, come migliore interpretazione architettonica del tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, alla proposta del raggruppamento formato da Nemesi+Partners, Proger e Bms Progetti. Secondo la motivazione, lo sviluppo del progetto, per le opere temporanee allineate lungo il Cardo come per il Palazzo Italia, “consente un graduale e sicuro percorso espositivo e funzionale, descrivendo un impianto planimetrico ricco di suggestioni e mai ripetitivo” e “alimenta il senso di sorpresa e di curiosità, condizione essenziale per descrivere il senso dell’abitare, la nostra quotidianità e gli spazi della collettività”. Si sottolinea anche l’efficacia delle scelte tecnologiche, “sia per quanto riguarda la progettazione passiva del Palazzo Italia sia per la temporaneità e flessibilità dei manufatti che si affacciano sul Cardo”. Altre quattro soluzioni hanno avuto la menzione, secondo una classifica dal secondo al quinto posto.

Nelle pagine successive, il progetto vincitore e quelli menzionati.

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