La ceramica e l’architettura. Attuali tendenze e nuove opportunità

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Negli ultimi anni, il settore della ceramica ha registrato un’offerta completa e innovativa che offre moltissime possibilità di impiego. Ne parliamo con Davide Marazzi, architetto, che da dieci anni opera, in qualità di progettista, anche in questo settore.

Davide Marazzi
Davide Marazzi

«Lavoro con la ceramica sin dall’inizio del mio percorso più di 10 anni fa. L’ho utilizzata in tutte le sue possibili declinazioni, in interno ed in esterno: dai pavimenti e rivestimenti classici ai grandi formati, dalle facciate ventilate alle pavimentazioni ad alto spessore con posa flottante, fino ad applicazioni più sperimentali quali le schermature solari (frangisole). Tra i vari progetti realizzati segnalo il direzionale della Mirage, una sorta di intervento manifesto in cui è presente un vero e proprio abaco completo di soluzioni applicative. Progetto decisamente riuscito che ci è valso anche una menzione d’onore nel 2013 al premio “La Ceramica e il Progetto” promosso da Confindustria Ceramica».

Quali sono le nuove tendenze estetiche a livello mondiale dell’uso della ceramica nell’architettura

«La tecnica della stampa digitale negli ultimi anni ha letteralmente fatto esplodere la ricerca sulle possibili soluzioni estetiche; si riproduce di tutto, dai materiali naturali (pietre, marmi, graniti…) ai cementi, dai legni alle resine, dai tappeti fino alle pelli di mucca…
Noi architetti abbiamo sempre sofferto tutto ciò che rappresentava imitazione e non verità o natura, ma l’industria ceramica ha fatto passi da gigante e anche grazie al grande lavoro fatto sulle finiture, sulle superfici e sui formati, è riuscita decisamente a convincerci. Oggi è davvero possibile sfruttare appieno le notevoli peculiarità tecniche, prestazionali e funzionali della ceramica, senza compromessi estetici né percettivi (tattili)».

Davide Marazzi. la Chiesa di Medolla, Modena (foto di Marazzi Architetti)
Davide Marazzi. la Chiesa di Medolla, Modena (foto di Marazzi Architetti)

Quali a suo avviso le possibili nuove strade estetiche da esplorare?

«In particolare per le applicazioni in facciata credo sarebbe interessante lavorare su pattern astratti, geometrie pure, disegni frattali la cui percezione possa cambiare in relazione alla distanza da cui la superficie viene letta; soluzioni sofisticate a più livelli in cui anche la fuga rappresenti elemento costitutivo del disegno e non elemento “subito”».

In un mondo come quello della ceramica, caratterizzato da grandissima competitività, cosa può rappresentare un vero punto di innovazione? Quale contributo utile può dare in questo senso l’architettura?

«Credo vi sia ancora spazio per l’innovazione tecnologica nell’industria ceramica; l’architettura può contribuire portando la propria esperienza quotidiana ed evidenziando le criticità che affronta ogni giorno nel complesso lavoro di integrazione delle varie componenti che costituiscono il progetto.

Alcuni spunti:

  1. La ceramica alleggerita.

Un primo tema su cui sarebbe interessante lavorare è quello del peso specifico del gres porcellanato, per ridurne, in particolare nel caso di applicazioni in facciata, l’impatto sul dimensionamento delle strutture e sulla movimentazione dei materiali in cantiere; una sorta di “ceramica alleggerita”, un prodotto che possa rappresentare nel settore ceramico quello che il gasbeton rappresenta nell’ambito del calcestruzzo; magari indagando il tema del fibrorinforzo per preservarne le caratteristiche meccaniche.

  1. La ceramica fonoassorbente.

Un problema che ci siamo più volte trovati ad affrontare negli interni è quello dell’elevato grado di riflessione acustica che contraddistingue il materiale ceramico, con la conseguente necessità di intervenire con correttivi sulle altre superfici (pareti, soffitti, arredi, ecc..)

Sarebbe quindi interessante studiare un prodotto ceramico direttamente fonoassorbente; l’acustica ci insegna che la strada per la fono-assorbenza di un materiale compatto passa per la sua porosità e la cosa potrebbe risultare in contrasto con una delle caratteristiche peculiari della ceramica; varrebbe però la pena provarci, l’industria ceramica del resto non è nuova a miracoli tecnologici.

  1. La ceramica isolante

Certamente di attualità e con enormi potenzialità è anche il tema del contenimento energetico; se il futuro dell’edilizia, come ampiamente dibattuto, passerà per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente potrebbe risultare strategico, per l’industria ceramica, sviluppare soluzioni integrate con materiali coibenti che consentano uno snellimento delle procedure applicative».

 

Più nello specifico, qual è la sua esperienza di progettista nel settore ceramico?

«Lavoro con la ceramica sin dall’inizio del mio percorso più di 10 anni fa. L’ho utilizzata in tutte le sue possibili declinazioni, in interno ed in esterno: dai pavimenti e rivestimenti classici ai grandi formati, dalle facciate ventilate alle pavimentazioni ad alto spessore con posa flottante, fino ad applicazioni più sperimentali quali le schermature solari (frangisole).

Davide Marazzi. Riqualificazione sede uffici Mirage a Pavullo (foto Marazzi Architetti)
Davide Marazzi. Riqualificazione sede uffici Mirage a Pavullo (foto Marazzi Architetti)

Tra i vari progetti realizzati segnalo il direzionale della Mirage, una sorta di intervento manifesto in cui è presente un vero e proprio abaco completo di soluzioni applicative. Progetto decisamente riuscito che ci è valso anche una menzione d’onore nel 2013 al premio “La Ceramica e il Progetto” promosso da Confindustria Ceramica».

A Cersaie, architetto Marazzi, lei è presente con gli stand di ben due aziende, ma la particolarità è che si tratta di un’impresa di Sassuolo e di una di Taiwan, Abitare La Ceramica e Champion: cosa lega le esigenze di imprese così lontane, anche come contesto social, economico e culturale?

«I due progetti sono arrivati attraverso modalità differenti: nel caso di Champion siamo stati scelti direttamente dal cliente, nel caso di Abitare La Ceramica siamo stati coinvolti dall’allestitore individuato dall’azienda.

Si tratta di due aziende molto diverse, per dimensioni, tipologie di prodotto e target di clientela; quello che le accomuna è la tensione verso la contemporaneità, verso la ricerca di linguaggi e modalità espositive sempre più attuali ed adatti a comunicare a platee internazionali; soluzioni in cui la chiarezza espositiva prevalga sulla trovata scenografica, in cui la proposta di prodotto possa essere letta con nitidezza senza “sovrappesi visivi” tipo arredi, ambientazioni o altro. Un linguaggio decisamente orientato al progetto e quindi tagliato a misura per i suoi diretti protagonisti».

di Giuseppe Repossi

 

Marazzi Architetti

Lo studio di Marazzi Architetti, fondato a Parma da Davide Marazzi, indaga soluzioni architettoniche innovative alle esigenze della vita contemporanea, operando alle varie scale del progetto, dal landscape al disegno urbano, dall’architettura all’interior design. Il lavoro dello studio è caratterizzato da una particolare attitudine sperimentale; ogni progetto è affrontato seguendo un vero e proprio processo di ricerca, nell’obiettivo di fornire soluzioni personalizzate e mai convenzionali; grande attenzione è rivolta ai temi della sostenibilità ambientale ed energetica, all’applicazione di soluzioni tecnologiche innovative ed alla ricerca sui materiali.

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