La Città della Scienza per il quartiere Flaminio a Roma

Vista della proposta per 'La Città della Scienza' (foto di Colarossi Callebaut Sambo Coffice)
Vista della proposta per ‘La Città della Scienza’ (foto di Colarossi Callebaut Sambo Coffice)

Presentato al concorso internazionale Progetto Flaminio e firmato da Paolo Colarossi, Vincent Callebaut Architecture, Marco Maria Sambo Architetto, Coffice – Studio di Architettura e Urbanistica, Studio di Architettura Briguglio-Morales, Studio Imbesi, Euromade – Francesco Rubeo, la proposta di piano generale per la nuova ‘Città della Scienza’ trasforma la zona industriale romana in un ecosistema urbano autosufficiente.

Gli edifici principali per 'La Città della Scienza' a Roma (foto di Colarossi Callebaut Sambo Coffice)
Gli edifici principali per ‘La Città della Scienza’ a Roma (foto di Colarossi Callebaut Sambo Coffice)

Il progetto è ispirato alla Land Art, componendosi quale nuova eco-architettura: facciate coperte di piante commestibili, tetti e balconi verdi, frutteti e orti, diventano nuovi motivi di una città verde.

Vista assonometrica della pianificazione urbana nel quartiere Flaminio (foto di Colarossi Callebaut Sambo Coffice)
Vista assonometrica della pianificazione urbana nel quartiere Flaminio (foto di Colarossi Callebaut Sambo Coffice)

Questo sito di Roma è, infatti, cruciale nel processo di riqualificazione dell’area urbana centrata sull’asse di via Guido Reni, che collega il Maxxi e l’Auditorium nel nord della città.

La proposta si innesta sul tessuto urbano esistente (foto di Colarossi Callebaut Sambo Coffice)
La proposta si innesta sul tessuto urbano esistente (foto di Colarossi Callebaut Sambo Coffice)

Qui, la proposta di progetto unisce il ricordo del tessuto urbano originale del quartiere, con stili di vita eco-responsabili e innovativi. Essa si traduce in una nuova organizzazione dell’area, con una forte impronta ecologica che rigenera il passato industriale del contesto e articola le caratteristiche dell’architettura. Per la progettazione sono stati tenuti in considerazione sei principi fondamentali. Innanzitutto, la correlazione con il contesto: attraversando l’area, una griglia di spazi pubblici permeabili innesta tutti i percorsi da piazza Melozzo da Forlì, a piazza Mancini; dalla Via Flaminia, alla piazza del Maxxi.

L’articolazione di vari spazi pubblici e tipi edilizi, poi, nonostante la varietà, forma una struttura unitaria che caratterizza fortemente il progetto, l’intero sito è pedonale e parcheggi sotterranei sono situati sistematicamente ai margini della zona.

Vengono quindi ideati spazi urbani flessibili e multi-funzionali: tutte le esigenze degli eventi e mostre per la ‘Città della Scienza’ sono pensati in modo da non disturbare la privacy e l’intimità che deve caratterizzare gli spazi residenziali.

Visualizzazione di alcune tipologie residenziali (foto di Colarossi Callebaut Sambo Coffice)
Visualizzazione di alcune tipologie residenziali (foto di Colarossi Callebaut Sambo Coffice)

Il paesaggio urbano è composto e riempito di alberi: la piantagione intensiva è stata progettata non solo per la bellezza intrinseca degli alberi, ma anche per gli effetti ambientali positivi. Tutti i tetti e balconi di ogni nuova costruzione diventano frutteti comunitari e/o giardini alimentari – aromatici per realizzare livelli fiorenti e fertili.

Ogni ambito del progetto è caratterizzato da un contesto ecologico e spazi naturali (foto di Colarossi Callebaut Sambo Coffice)
Ogni ambito del progetto è caratterizzato da un contesto ecologico e spazi naturali (foto di Colarossi Callebaut Sambo Coffice)

Gli impianti urbani ed edifici sono inoltre caratterizzati dalla bio-sostenibilità funzionale, grazie al recupero delle acque piovane per l’irrigazione delle aree verdi; la produzione di elettricità dal fotovoltaico; la produzione di acqua calda sanitaria da tubi solari; il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani sul posto con impianti di biomassa; il basso consumo energetico degli interi edifici.

Infine, fondamentale è la mescolanza sociale nelle unità abitative: il piano propone una vasta scelta di appartamenti sociali in diverse tipologie di residenze, tenendo conto della diversificazione prevista dalla domanda di abitazioni.

 

 

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