La Città Orientale del futuro: il Souk Mirage di Sou Fujimoto

(foto di Sou Fujimoto)

Il progetto per Souk Mirage è il mastreplan di Sou Fujimoto per una futura e ideale Città dell’Oriente e prevedela realizzazione di composizioni di torri affusolate e vibranti, disegnate dalla sovrapposizione, in varie configurazioni, di moduli arcati in cui cascate d’acqua avvolgono gli spazi raffrescandoli.

La Souk Mirage, città ideale dell’Oriente presentata da Sou Fujimoto (foto di Sou Fujimoto)

L’idea, ponderata molto più di quanto non appaia al primo sguardo, definisce un sistema strutturale di unità architettoniche modulari rette da archi, che richiamano le forme delle armoniose tende beduine tradizionali.

L’interno dei cortili aperti tra i moduli degli edifici (foto di Sou Fujimoto)

Questi moduli, sovrapposti tra loro in disegni variabili, compongono complessi che reinterpretano l’atmosfera vibrante e la bellezza vivace delle architetture islamiche vernacolari.

Il complesso di moduli arcati parte della città (foto di Sou Fujimoto)

Questo semplice sistema organizza lo spazio urbano in complessi concepiti per svilupparsi da abitati bassi che ospitano nel proprio centro principalmente gli spazi pubblici, fino a torri laterali in cui sono posti moduli con maggiore densità ad organizzare gli spazi di vita e di commercio.

La città avvolta nella nebbia di raffrescamento delle cadute d’acqua previste al suo interno (foto di Sou Fujimoto)

L’insieme comporrebbe uno skyline distintivo, con numerose torri nel cui interno scorrono cascatelle che scivolano dalla struttura avvolgendo l’insieme in una nebbia di raffreddamento.

Un bacino per la raccolta dell’acqua alla base degli edifici (foto di Sou Fujimoto)

«Incorporando più cascate, invece di una unica grande, si formeranno alla base delle torri diversi bacini d’acqua che potranno alimentare il viale», spiega Fujimoto, «ci sarà una vasta gamma di cascate: le più piccole saranno poste sulla parte superiore delle torri per evitare qualsiasi interferenza con il vento e via via quelle più grandi, verso il basso, a creare il raffreddamento per evaporazione».

Dinamica di raffrescamento ed apporto energetico del progetto (foto di Sou Fujimoto)

La proposta viene infatti collocata secondo due alternative: una pone gli edifici sull’acqua al termine di un lungo viale mentre la seconda distribuisce gli spazi della nuova città lungo la costa del mare. In entrambi i casi gli aggregati urbani sono ideati per poter essere ampliati, attraverso l’inserimento di nuovi moduli.

Schemi della composizione funzionale (foto di Sou Fujimoto)

La proposta più recente, dal titolo “Souk Mirage – particelle di luce”, prevede torri sempre più trasparenti verso la sommità dove la densità degli archi va diminuendo.

Vista di un interno delle torri (foto di Sou Fujimoto)

In questo caso le tipologie ondulate delle torri incorporano una molteplicità di funzioni: commercio al dettaglio, residenze e uffici, aree espositive e culturali, un centro sociale e una serie di cortili pubblici negli atrii che circondano le piazze-giardino al piano terra.

La Souk Mirage concepita per essere parte di un tessuto variabile e in crescita (foto di Sou Fujimoto)

Il progetto, che è pensato per integrarsi al più grande piano generale della città, definisce quindi un semplice sistema organizzativo dall’immensa capacità modificativa, un’espressione architettonica variabile composta di luoghi unici e senza tempo.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here