La città nel giardino

Due serre avveniristiche per le essenze arboree mediterranee e le piante tropicali montane. due strutture complementari, tra le più grandi al mondo con temperatura climatizzata, realizzate secondo i più avanzati principi della sostenibilità, l’uso di energie rinnovabili e la riduzione del consumo energetico

di Renata Gatti

Esteso su un’area di 101 ettari, Gardens by the Bay è costituito dai tre diversi sviluppi paesaggistici di Bay South, Bay East e Bay Central (foto di Craig Sheppard)

Flower Dome e Cloud Forest i nomi delle due nuove serre singaporiane, opera dei progettisti di Wilkinson Eyre Architects, parte di un team britannico vincitore del concorso internazionale guidato dai paesaggisti di Grant Associates.

A sud delle serre una foresta di “Supertrees” con un’altezza pari a cinquanta metri (foto di Craig Sheppard)

Un progetto grandioso esteso su un’area di 54 ettari, pronto a consolidare l’idea della “città nel giardino” promossa dalle autorità locali. «Le foto aeree di Singapore degli ultimi dieci anni – spiegano i progettisti di Wilkinson Eyre – rivelano l’impegno della città verso un effettivo aumento degli spazi a verde. Verde per l’isola – proseguono – non solo sotto forma di parchi urbani e giardini, ma anche delle componenti per gli edifici, quali le coperture o i “green wall” che caratterizzano molti degli insediamenti residenziali impiegando soluzioni di qualità». Ubicate lungo uno dei lati più corti del perimetro del masterplan, le serre rappresentano il focus architettonico dell’intervento, caratterizzato dalla presenza di piantumazioni esterne lussureggianti e specchi d’acqua e dalle strutture spettacolari dei “supertree” che si illuminano la notte e che portano avanti un ruolo chiave nel produrre energie rinnovabili.

Le due serre scultoree rappresentano il focus architettonico dell’esteso progetto per Gardens by the bay ed elemento di identificazione per la zona di Bay South (foto di Craig Sheppard)

«Fin dalla prima fase concettuale – spiegano i progettisti di Wilkinson Eyre – si è materializzata l’idea delle due cupole, simili per origine e morfologia ma leggermente diverse nello sviluppo spaziale e sin da quella fase abbiamo pensato alla loro ubicazione lungo il fronte della Marina, dove non si potranno costruire edifici in grado di bloccare o limitare l’afflusso di luce naturale verso le serre». Con un clima torrido ed umido, Singapore giace a poco più di 150 chilometri dalla linea dell’Equatore e mantiene il primato di quarta potenza finanziaria mondiale.

Simili ma caratterizzate da uno sviluppo volumetrico distinto le serre accolgono specie arboree che secondo studi scientifici verranno influenzate dai mutamenti climatici (foto di Wilkinson Eyre Architects)
I teli per l’ombreggiatura scompaiono all’interno della struttura degli archi di supporto (foto di Wilkinson Eyre Architects)

Un luogo qualificato da una elevata densità edilizia dove negli ultimi anni si è assistito ad un sensibile incremento della superficie territoriale grazie a estesi interventi di bonifica delle terre limitrofe e dei fondali marini e dove si prevedono ulteriori interventi per il futuro immediato. «Anche l’area di South Bay – spiegano i progettisti – sorge su aree bonificate dove intorno al verde si prevedono densi sviluppi immobiliari.

Bay South Garden sorge su una porzione di terra bonificata, come gran parte delle aree limitrofe (foto di Wilkinson Eyre Architects)

Le piante sono state qui i nostri clienti – proseguono – ed il mantra è stato quello di dare priorità alle condizioni ottimali per il loro habitat favorendo l’ingresso della luce ma il limitando l’accumulo di calore. La scelta di localizzarle lungo il fronte marino ha assicurato la certezza di un’ottima illuminazione, lontano dalle ombre dei grattacieli». Vetro e cristallo i materiali protagonisti per le cupole scultoree dove l’involucro è costituito da vetri selettivi che consentono circa il 64 per cento di trasmissione luminosa e solo il 38 per cento d’accumulo di calore. Nelle giornate di sole, un controllo automatizzato guida la stesura dei teli ombreggianti, celati in prossimità degli archi strutturali, che quando in azione consentono sia di limitare l’irraggiamento solare che la diffusione di luce verso le piante. L’ossatura di copertura, costituita da un sistema a griglia, in grado di sorreggere solo il proprio peso e quello delle vetrate, è stata combinata con una seconda maglia strutturale costituita dagli archi radiali, distanti dagli elementi trasparenti e progettati per sostenere i carichi del vento. All’interno delle serre bioclimatiche alloggiano piante diverse, provenienti da aree precise del globo con in comune la particolare vulnerabilità agli effetti dei cambiamenti climatici. All’interno della Flower Dome i fiori e i colori della flora dell’Europa mediterranea, ma anche dell’Australasia, del nord e sud America e dell’Africa del sud e nella Cloud Forest le specie delle montagne tropicali.

Planimetria dell’intervento (foto di Wilkinson Eyre Architects)

«La sfida – spiegano gli architetti – è stata qui quella di riuscire a trovare soluzioni innovative e sostenibili per il funzionamento ed il raffreddamento dei giardini d’inverno, dove la temperatura interna è solitamente inferiore a quella esterna». La scelta delle forme curvilinee o a “blob”, come le definiscono gli autori, si lega alla loro efficienza strutturale insieme alla capacità di includere un volume esteso all’interno di un perimetro contenuto.

Le due serre vetrate sono dotate di un sistema di climatizzazione dell’aria realizzato secondo i principi della sostenibilità e dell’uso di energie rinnovabili (foto di Grants Associates)

Alla base delle serre, si trovano le aree climatizzate più fredde, ideali per piante e visitatori, mentre ai livelli superiori si stratificano le varie temperature e l’aria più calda viene concentrata all’interno di reservoir in sommità delle cupole. Innovativo l’uso di energie alternative per il raffreddamento e l’integrazione funzionale delle diverse componenti dell’esteso progetto.

Dettaglio della serra con gli archi strutturali in primo piano (foto di Darren Soh)

THE CLOUD FOREST

Non solo piante per la serra di Cloud Forest, dove lo sviluppo in pianta più ridotto viene compensato da un’altezza maggiore che consente di accogliere una montagna alta 35 metri, ispirata agli altipiani dei paesaggi tropicali, da cui scende una cascata. Tema guida, la relazione tra le specie arboree e il pianeta con una speciale attenzione a come le piante tropicali d’altura potranno venir danneggiate dalle variazioni climatiche.

Vista d’interni della Cloud Forest (foto di Craig Sheppard)

THE FLOWER DOME

Ospiti della Flower Dome, cupola dei fiori, le specie arboree e le storie dei paesi mediterranei con una particolare attenzione a fiori e piante che potranno venir gradualmente danneggiati dall’aumento di temperatura.

Gli interni della serra per le specie mediterranee (foto di Graig Sheppard)

Estesa su un’area di 10100 metri quadrati, rievoca la morfologia dei paesi del sud Europa nel suo sviluppo spaziale caratterizzato da paesaggi collinari e terrazze di pietra, arse dal sole e prevalentemente secche dove trovano posto piante selvagge e prodotti dell’orticoltura e dove la vegetazione cambia col mutare delle stagioni. Al centro del layout il Campo dei fiori, progettato per accogliere stagionalmente fiori diversi e portare un tocco di colore all’interno del paesaggio tropicale singaporiano dove prevale una vegetazione prevalentemente verde.

Dettaglio dell’involucro vetrato con i teli oscuranti in azione (foto di Darren Soh)
Dettaglio di facciata. Assonometria (foto di Wilkinson Eyre Architects)

SUPERCALCESTRUZZO PER I SUPERTREES

I Supertrees consistono in 18 strutture artificiali, alte da 25 ai 50 metri (dai 9 ai 16 piani), collocati a gruppi di tre in tutta l’area dei giardini. Ogni Supertree è concepito come un giardino verticale ove crescono orchidee, felci, piante rampicanti e altre essenze esotiche, che, grazie alla “chioma”, utilizzata per installare i pannelli solari,  offre al contempo riparo dal sole ai visitatori. Il più alto ospita un bistrot all’ultimo piano, mentre altri due “alberi” sono connessi da una passeggiata aerea, sospesa a 42 metri d’altezza, che offre una vista panoramica su tutta l’area dei giardini.

Primo piano dei “supertree” (foto di Craig Sheppard)

La struttura imponente di questi enormi alberi ha rchiesto l’uso di calcestruzzi dalle prestazioni partcolari, forniti da Holcim Singapore: nello specifico è stato utilizzato il prodotto  Easecrete, una soluzione autocompattante con finitura liscia, sia per realizzare i Supertreees sia per le scale a chiocciola prefabbricate al loro interno, resesi necessarie per facilitare la costruzione della struttura stessa riducendo i tempi di lavoro.

Per particolari necessità è stato inoltre utilizzato il cemento Jet-setcrete, ad alta resistenza iniziale, in grado di raggiungere i 20 Mpa in 12 ore, contro i 3 giorni del calcestruzzo tradizionale.

Nel complesso sono stati utilizzati circa 80.000 metri cubi di calcestruzzo, di cui 10.000 metri cubi di calcestruzzo speciale certificato Green Labels: Green Solutions Holcim Green-S, calcestruzzo strutturale autocompattante ad alta resistenza iniziale in cui la sabbia è sostituita da scorie di lame lavato (sottoprodotto della sabbiatura utilizzata in ambito navale) e Holcim Green-Sl, calcestruzzo ad alta densità prodotto con un granulato di loppa, sottoprodotto dell’industria siderurgica.

Un momento della costruzione di un Supertree

Oltre alla fornitura dei prodotti, Holcim ha partecipato al progetto con un supporto tecnico per garantire un’adeguata messa in opera delle opere cementizie.

Del progetto Gardens by the Bay,  vi avevamo parlato anche qui in occasione della premiazione al World Architecture Festival.

SCHEDA
Committente: National Parks Board (NParks)
Architetti: Wilkinson Eyre Architects
Masterplanners & paesaggio: Architects Grant Associates
Ingegneri strutturisti: Atelier One
Ingegneri meccanici: Atelier Ten
Progettazione ambientale e Design della Comunicazione: Thomas Matthews
Interpretazione e mostra: Designers Land Design Studio
Design management: Buro Four
Filmati e animazione: Squint Opera
Consulenti costi: Langdon & Seah Singapore Pte
Illuminotecnica: Lighting Planners Associates (Lpa)
Supporto Ingegneristico: Meinhardt (Infrastrutture) Pte Ltd
Supporto architettura e ingegneria: Cpg Corporation
Project management: Pm Link Pte
Progetto irrigazione: Wwt (Water Equipment Technology)
 
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