La Clinica Ali Mohammed T. Al-Ghanim di AGi architects

Vista della Clinica Ali Mohammed T. Al-Ghanim, Kuwait (foto di Nelson Garrido)
Vista della Clinica Ali Mohammed T. Al-Ghanim, Kuwait (foto di Nelson Garrido)

AGi architects hanno realizzato, in Kuwait, l’edificio per la Clinica Ali Mohammed T. Al-Ghanim come uno spazio d’eccellenza nel settore sanitario, in cui le questioni come la privacy e la sicurezza sono affrontate secondo una nuova articolazione spaziale.

Il volume compatto della clinica, interrotto dal rivestimento traforato degli spazi aperti (foto di Nelson Garrido)
Il volume compatto della clinica, interrotto dal rivestimento traforato degli spazi aperti (foto di Nelson Garrido)

Nell’edificio, infatti, numerosi cortili sono collegati direttamente alla facciata e compongono l’elemento caratteristico di questa tipologia unica.

Vista di un accesso principale (foto di Nelson Garrido)
Vista di un accesso principale (foto di Nelson Garrido)

Il programma funzionale occupa la totalità del sito: da lontano l’edificio è visibile come un elemento monolitico che si consolida nella definizione di alte murature, le quali proteggono gli interni da atti di vandalismo, garantendo la privacy.

I tamponamenti metallici forati dei cortili (foto di Nelson Garrido)
I tamponamenti metallici forati dei cortili (foto di Nelson Garrido)

I cortili sono come scolpiti nel perimetro della costruzione, interrompono la continuità delle compatte murature e si aprono in superfici traforate che consentono alla luce naturale di raggiungere tutti gli interni.

Vista di uno spazio aperto dal basso (foto di Nelson Garrido)
Vista di uno spazio aperto dal basso (foto di Nelson Garrido)

Il principio della facciata come elemento generatore di luce, viste e ventilazione è contraddetto poiché sono i cortili, portati verso l’interno dal perimetro della costruzione, a costituirsi come portatori di questi aspetti, permettendo contemporaneamente la necessaria privacy.

Particolare dei pannelli in metallo anodizzato della facciata (foto di Nelson Garrido)
Particolare dei pannelli in metallo anodizzato della facciata (foto di Nelson Garrido)

Le camere della clinica sono, appunto, situate in connessione con la facciata esterna chiusa e sono aperte, invece, verso i cortili interni dove sono realizzati spazi comuni continui.

Vista degli interni (foto di Nelson Garrido)
Vista degli interni (foto di Nelson Garrido)

Lavorando direttamente a contatto con i produttori e con processi parametrici, per definire superfici di area massima e spessori minimi, è stato possibile realizzare i particolari tamponamenti dei cortili. Questi sono fogli di metallo anodizzato formati da geometrie adattabili, le quali includono in modo efficiente impianti e strutture.

Ambiti di connessione e aperture si alternano alle aree mediche (foto di Nelson Garrido)
Ambiti di connessione e aperture si alternano alle aree mediche (foto di Nelson Garrido)

È stata definita, quindi, una facciata moderna ma rappresentativa dell’identità culturale degli utenti: le superfici perforate secondo disegni tradizionali permettono, in sintesi, di comporre ampie aree filtranti – soglie non sempre oltrepassabili – per gli interni dell’edificio.

Programma funzionale e articolazione degli spazi aperti  (foto di AGi architects)
Programma funzionale e articolazione degli spazi aperti (foto di AGi architects)

Nella clinica, un mosaico di ceramica colorata accoglie pazienti: sono sempre i colori ad accompagnare gli utenti nell’architettura, direzionandoli tra le differenti aree mediche.

Schema della struttura per i pannelli forati (foto di AGi architects)
Schema della struttura per i pannelli forati (foto di AGi architects)

Questa aspetto è particolarmente importante se si considerano le culture molto diverse degli utenti, che non solo non conoscono la medesima lingua, ma utilizzano persino alfabeti diversi (devanagari, arabo e romano).

Planimetria del piano terra (foto di AGi architects)
Planimetria del piano terra (foto di AGi architects)

A causa della densità e varietà del programma, la clinica è suddivisa in più dipartimenti autosufficienti, che possono funzionare indipendentemente l’uno dall’altro.

Planimetria del primo piano (foto di AGi architects)
Planimetria del primo piano (foto di AGi architects)

La circolazione interna è, infine, organizzata in modo fluido per articolare lo spazio come un’alternarsi di camere collegate e di aree pubbliche, evitando – per quanto possibile – i corridoi tipici degli ambiti ospedalieri.

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