La Floating Garden City: un post-territorio urbano

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Fondato sulla convinzione che le sfide della città contemporanea siano troppo complesse per essere gestite da qualsiasi singola disciplina, il programma Geofutures, della Rensselaer School of Architecture, riunisce urbanisti, architetti del paesaggio e tecnici, per affrontare una vasta gamma di problemi interdisciplinari.
Nel contesto di Geofutures, Sisi Quian insieme a Huanyu Guo e Bhawya Joshi hanno realizzato la proposta progettuale “Floating Garden City”.
Il progetto fa riferimento a due importanti precedenti del futurismo urbano, la Garden City di Ebenezer Howard (1898) e la Broadacre City di Frank Lloyd Wright (1932), che affrontano entrambi il rapporto tra il tessuto edificato e il paesaggio.

Visualizzazione del Sea Garden (foto di Sisi Quian, Huanyu Guo, Bhawya Joshi)
Visualizzazione del Sea Garden (foto di Sisi Quian, Huanyu Guo, Bhawya Joshi)

Il Sea Garden “giardino marino” mescola, quindi, gli elementi del costruito con una varietà di ambiti paesaggistici, comprese le aree agricole di cintura e gli stagni per la filtrazione dell’acqua salata, dando luogo a una città autonoma, situata sul mare.

Studio formale e modello di progetto (foto di Sisi Quian, Huanyu Guo, Bhawya Joshi)
Studio formale e modello di progetto (foto di Sisi Quian, Huanyu Guo, Bhawya Joshi)

La proposta non è connessa a un determinato sito, ma offre una forma urbanistica che può migrare attraverso gli oceani, essendo composta da strutture ad anello porose, e definite a larga scala, ciascuna delle quali è intesa per supportare una parte della popolazione umana, animale e vegetale.
Nella forma di un arcipelago di isole artificiali galleggianti e zone umide, il Sea Garden compone una nuova forma di post-territorio, un’urbanistica post-nazionale pensata per il ventunesimo secolo.

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