La guerra che verrà non è la prima

G. Severini, Cannoni in azione, 1915 (foto di Mart)
G. Severini, Cannoni in azione, 1915 (foto di Mart)

«La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente». [Bertolt Brecht].

Tappeto celebrativo con la mappa dell'Afghanistan (foto di Mart)
Tappeto celebrativo con la mappa dell’Afghanistan (foto di Mart)

Questa la citazione scelta dal Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Rovereto, che, nel centenario della Grande Guerra, dedica a questa tematica un importante progetto sviluppato nelle tre sedi del museo.

M. Cantor, Protection, 2010 (foto di Mart)
M. Cantor, Protection, 2010 (foto di Mart)

La mostra Grande Guerra 1914-2014 sarà aperta dal 4 ottobre 2014 e proseguirà fino a settembre 2015, per raccontare, con contributi complementari fra loro, non solo una semplice riflessione sulla storia ma uno sguardo più complesso sull’attualità del conflitto. Materiali eterogenei, che comprendono contemporaneità e passato, sono affiancati in una grande esposizione che racconta della consapevolezza con cui ogni conflitto si svolge, rappresentando una terrena disumanità, ma pure la possibilità e speranza del cambiamento.

M. Cantor, Protection, 2010 (foto di Mart)
M. Cantor, Protection, 2010 (foto di Mart)

Il progetto è composto da tre esposizioni: La guerra che verrà non è la prima. Grande guerra 1914-2014 allestita nella sede centrale del Mart; Calpestare la guerra ospitata alla Casa d’arte futurista Fortunato Depero espone 50 tappeti di guerra dell’Afghanistan realizzati dal 1979 a seguito dell’invasione sovietica e, infine, Afterimage. Rappresentazioni del Conflitto, presso la Galleria Civica di Trento, misura la relazione esistente tra immagini e conflitto nell’epoca contemporanea.

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