La lanterna rossa del “The Han Show Theatre”

The Han Show Theatre sul Donghu Lake nella città di Wuhan, Cina (foto di Stufish Entertainment Architects)
The Han Show Theatre sul Donghu Lake nella città di Wuhan, Cina (foto di Stufish Entertainment Architects)

Lo studio Stufish Entertainment Architects  ha completato il teatro da 2000 posti a sedere The Han Show Theatre, costruito a Wuhan, Cina. Il teatro è stato realizzato appositamente per ospitare il nuovo ‘The Han Show’ che presenta spettacoli d’acqua e acrobatici, con la direzione teatrale di Franco Dragone.

La 'lanterna' del The Han Show Theatre illuminata durante la sera (foto di Stufish Entertainment Architects)
La ‘lanterna’ del The Han Show Theatre illuminata durante la sera (foto di Stufish Entertainment Architects)

Situato sul Donghu Lake, The Han Show Theatre è parte del piano ‘Wuhan Central Cultural’, un programma, per tutta la città, che intende fornire connessioni navigabili tra i sei laghi di Wuhan. Il Distretto Culturale comprende uffici, ambiti residenziali, edifici culturali e grandi centri commerciali, in un sito che si estende per due chilometri a lato di un canale, ospitando anche il Movie Park Wanda affacciato sul Shahu Lake.

Vista dell'accesso (foto di Stufish Entertainment Architects)
Vista dell’accesso (foto di Stufish Entertainment Architects)

Il progetto per l’Han Show Theatre è fondato sulle forme della tradizionale lanterna di carta cinese, da cui deriva anche il suo soprannome ‘The Lantern Red’. Ricomporre visivamente un simbolo cinese immediatamente riconoscibile e iconico, anche attraverso il rivestimento esterno che copre il teatro e la sua torre scenica, è stato l’intento dell’intero progetto. Questo reinterpreta, però, la lanterna come composta da anelli strutturali in acciaio tubolare, intersecanti tra loro attorno alla torre scenica del teatro.

Gli interni dello spazio d'ingresso (foto di Stufish Entertainment Architects)
Gli interni dello spazio d’ingresso (foto di Stufish Entertainment Architects)

Dischi di alluminio rosso, ben 18000 elementi che rimandano al disco bi della dinastia Han, manufatto in giada della tradizione cinese, sono sospesi a una rete di cavi tesi e compongono il rivestimento esterno della lanterna. L’illuminazione della struttura di rivestimento viene creata con Led rossi posti al centro di ogni disco, la cui superficie concava può, inoltre, ospitare una immagine video.

La copertura dell'ingresso composta da vetrate (foto di Stufish Entertainment Architects)
La copertura dell’ingresso composta da vetrate (foto di Stufish Entertainment Architects)

Il progetto presente tre caratteristiche peculiari dalle prestazioni uniche: sedili mobili dell’auditorium, una piscina da 10 milioni di litri, e tre schermi Led mobili che sono stati progettati per essere i più grandi al mondo.

Prospetto (foto di Stufish Entertainment Architects)
Prospetto (foto di Stufish Entertainment Architects)

I sedili mobili consentono al teatro di cambiare forma e configurazione durante lo spettacolo, anche se il pubblico inizia la sua esperienza di visione nella configurazione tradizionale. Il movimento rivela la superficie della piscina che nasconde nel suo bacino, una serie di ascensori wet/dry per consentire lo svolgimento in acqua dello spettacolo.

Sezione (foto di Stufish Entertainment Architects)
Sezione (foto di Stufish Entertainment Architects)

Stufish Architects, che aveva scelto sin dalle prime fasi di progettazione di realizzare grandi schermi Led mobili per aggiungere ulteriori stimoli visivi e opportunità acrobatiche, ha ricevuto in carico il progetto nel 2010, quando il fondatore dello studio e famoso architetto teatrale Mark Fisher era ancora vivo. Fisher e il suo team hanno lavorato a stretto contatto con il cliente, che ha confermato la progettazione di un edificio dalla tecnologia innovativa e destinato a uno spettacolo esilarante. La scomparsa di Fisher nel 2013 – un anno e mezzo prima del completamento del progetto – rende la realizzazione e completamento del The Han Show Theatre un risultato particolarmente significativo e sentimentale per lo studio di design.

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