La londinese Season House di Zuber

La Season House da Kingsley Place (foto di Mel Yates)

Dettagli d’autore per la ristrutturazione di 13 Kingsley Place a  Londra, una residenza monofamiliare  lungo i pendii scoscesi di Highgate nel nord della capitale, riorganizzata intorno allo spazio focale della corte interna.

Vista dall’alto di Seasons House (foto di Mel Yates)

Un ambito ameno polivalente, aperto verso viste estese e privilegiate sul contesto urbano londinese   dove si accostano materiali naturali e sostenibili. Opera di Zuber Architecture, si presenta come un intervento importante sull’edificio preesistente, sensibile alle caratteristiche del sito per cui mantiene la facciata su strada  esistente e le laterali, ma radicale nella ricerca di materiali e di sistemi costruttivi all’avanguardia.

La zona soggiorno vista dalla corte interna (foto di Mel Yates)

«Il Contrasto – ci spiega l’architetto Luke Zuber – è qui motivo conduttore del progetto che si libera per tutta la casa sia attraverso la selezione dei materiali sia per il disegno degli spazi. Sensazioni che nascono dalla differenza tra  superfici solide e trasparenti, come tra finiture tattili o levigate».

Vista della corte interna con le ante vetrate scorrevoli aperte (foto di Mel Yates)

Nata all’interno del perimetro di una residenza degli anni sessanta,  a cui lega la tipologia a “ bungalow” organizzata intorno a una corte interna, Seasons House rispetta le caratteristiche dell’unità preesistente e propone un nuovo livello inferiore, scavato lungo il terreno in pendio, insieme ad un nuovo prospetto interno interamente ridisegnato.

Prospetto Interno

«Una facciata contemporanea – sottolinea l’autore – pensata per fluttuare sullo spazio del giardino, con un rivestimento privo di interruzioni che si estende dal parapetto di copertura, si piega e scende giu fino al nuovo livello semi interrato attraverso la scala , dove si trovano le sedute esterne».

Dettaglio corte interna con pavimenti in ardesia brasiliana (foto di Mel Yates)

Ma il vero impatto del progetto, si materializza nella corte centrale, dove gli impalpabili rivestimenti vetrati scorrevoli riducono le barriere tra spazi interni ed esterni. «Quando le vetrate sono completamente aperte, la copertura sospesa sopra la cucina e la zona pranzo è la sola forma di chiusura tra i due spazi. In questa condizione la casa stessa sembra essere un ambiente esterno».

Piante del piano terra e del seminterrato

Un sito dove svaniscono i limiti tra esterno ed interno e dove gli occupanti hanno un rapporto più diretto con i cambiamenti atmosferici stagionali, da cui il nome Seasons House. Per raggiungere la semplicità progettuale che si legge lungo le facciate della corte, si sono ricercate innovative soluzioni progettuali e molte delle orditure strutturali si celano nei muri perimetrali e nel soffitto. Un esempio sono i binari delle vetrate scorrevoli che, nascosti all’interno del pavimento o del soffitto, lasciano in mostra solo i montanti nella dimensione di 20 millimetri.

Sezione longitudinale

«Un altro aspetto che ho sempre trovato significativo –  prosegue Luke Zuber – è l’estrema modesta apparenza e scala della casa, percepibile lungo la strada. Chi entra,  giunge in una normale anticamera tra i muri, ma poi tutti rimangono sorpresi quando arrivano nella casa, inondata e riempita dalla luce del cielo».

Dettaglio della zona pranzo di Seasons House (foto di Mel Yates)

Costruita sulle fondamenta della dimora preesistente in cemento, l’orditura di Seasons House si basa su un sistema di costruzione in legno. La scelta dei materiali per esterni e interni si è indirizzata verso finiture durevoli e naturali, accomunate da una limitata palette di colori.  Ardesia brasiliana per i rivestimenti della corte interna e dei bagni accanto ai toni scuri del Panga Panga per i pavimenti in legno, e al calore dei pannelli in noce americana per i rivestimenti delle pareti. Listoni  verticali in legno Sapele sono i protagonisti della facciata interna, finiti con uno strato scuro in grado di riflettere le dimore attigue.

di Renata Gatti

 

Scheda
Cliente
Rob & Jemima Sanders
Architetti
Zuber Architecture
Ingegneri strutturisti
Malishev Wilson Engineers
Consulenti costi
KP Jelly
Impresa
Sunrise Construction
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