La Musiikkitalo di Helsinki

Una sobria architettura si aggiunge al percorso culturale di Helsinki con il proposito di utilizzare il nuovo edificio sia per rafforzare la struttura urbana complessiva che per generare uno spazio in armonia con l’ambiente circostante e il proprio plurimo uso musicale.

Si è appena inaugurata, nella capitale finlandese, la nuova ”Casa della musica” con una sala per concerti da circa 1700 posti e altri cinque ambienti per esecuzioni musicali con capacità da 140 a 300 uditori e specifiche proprietà acustiche. L’edificio sorge nella baia Töölö, un’area culturalmente strategica per la città, ove trovano posto importanti architetture come la Finlandia Hall, opera di Alvar Aalto, e il museo Kiasma di Steven Holl; lo studio LPR-Architects di Turku ha vinto il concorso bandito nel 1999 con una proposta denominata: “a mezza voce” che sta per: progettare ”senza strepiti”, senza imporre la propria presenza, piuttosto tenendo conto delle realtà circostanti con le quali interagire sotto il profilo visivo, concettuale e urbanistico.

Un “interlocutore” tra i principali del progetto è stata la sede del Parlamento finnico il cui ingresso si trova proprio in opposizione a quello del Musiikkitalo, riflettendosi simbolicamente nelle vetrate del foyer che, al contempo, lasciano intravedere gli interni della ”casa”, conferendo all’edificio un senso di trasparenza e accoglienza. Il rivestimento delle facciate opache è invece realizzato in rame patinato verde, integrandosi coloristicamente con il parco Karamzin, al confine nord. La parte più elevata della costruzione è infatti situata a ridosso dell’area verde per suscitare l’impressione di un edificio pubblico sorto nel parco, mentre la piazza antistante  è vista come luogo per concerti all’aperto. La sezione vitrea e trasparente del centro musicale lo connette all’area urbana orientale e il foyer, con le lobby, sono stati concepiti per poter fungere continuativamente da spazio espositivo e di ristoro.

Il cuore dell’edificio è la sala da concerto ”a vigneto” collegata all’atrio per via di doppie pareti vetrate insonorizzanti; il piano terra ospita le stanze per gli orchestrali (sovrastanti la biblioteca musicale pubblica e le sale per l’università) e i livelli superiori gli uffici amministrativi. Al settimo piano, attorno a una corte che si apre verso il parco, si trovano le classi e la direzione dell’Accademia Sibelius.

«Per me è stato molto importante armonizzare il progetto all’area, essere neutrali, dare spazio e visibilità anche agli altri edifici, non puntare quindi a un’architettura spettacolare, ma concentrarsi sulla progettazione degli interni e la funzionalità acustica delle sale. Ho progettato un ambiente dove si può sperimentare e vivere quotidianamente; è la gente a creare l’architettura, l’edificio prende vita con le persone, l’arte, la musica.  Marko Kivistö_Lpr-Architects

 

Nel complesso si tratta d’un edificio di estrema sobrietà, propria del razionalismo nordico, composto da un’intersezione di volumi semplici enfatizzati dall’acutezza degli angoli; l’interno costituisce un felice adattamento del modello della concert-hall centralizzata, nella quale scompaiono le pareti laterali e il pubblico circonda letteralmente gli orchestrali, servita da un foyer multilivello drammatizzato da rampe e passaggi aerei.

di Arianna Callocchia

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