La nuova Fondazione Prada di Oma

A Milano, la nuova Fondazione Prada (foto di Bas Princen per Fondazione Prada)
A Milano, la nuova Fondazione Prada (foto di Bas Princen per Fondazione Prada)

Progettata dallo studio di architettura Oma, la nuova sede di Milano della Fondazione Prada, è il risultato della riconfigurazione e rinnovamento di un complesso architettonico situato in Largo Isarco. Nella zona sud di Milano, gli edifici della Fondazione, infatti, si articolano in un novo insieme architettonico composto da tre nuove costruzioni – un padiglione espositivo, una torre ed il cinema – e le strutture preesistenti di una distilleria risalente al 1910.  La nuova Fondazione Prada si costituisce, quindi, di un’originale ambito spaziale destinato all’esposizione ed alla condivisione con il pubblico, di opere artistiche e installazioni.

La riqualificazione e ampliamento delle strutture della xe-distilleria sono progettate dallo studio Oma (foto di Bas Princen per Fondazione Prada)
La riqualificazione e ampliamento delle strutture della xe-distilleria sono progettate dallo studio Oma (foto di Bas Princen per Fondazione Prada)

Aperta lo scorso 9 maggio, la sede si sviluppa su una superficie totale di 19mila metri quadrati, di cui 11mila destinati alle attività espositive. L’edificio all’entrata del nuovo complesso accoglierà il pubblico con due ambiti realizzati grazie ad originali collaborazioni: un’area didattica dedicata ai bambini, e ideata con gli studenti dell’École nationale supérieure d’architecture de Versailles; e un bar che ricrea l’atmosfera dei tipici caffè di Milano, concezione dal regista Wes Anderson.

L'ex spazio industriale accoglie esposizioni artistiche (foto di Bas Princen per Fondazione Prada)
L’ex spazio industriale accoglie esposizioni artistiche (foto di Bas Princen per Fondazione Prada)

 

Lo studio Oma, riguardo al progetto, spiega che “Nuovo, vecchio; orizzontale, verticale; largo, stretto; bianco, nero; aperto, chiuso – tutti questi contrasti compongono la gamma delle opposizioni che definiscono la nuova Fondazione. Con l’introduzione di così tante variabili spaziali, la complessità dell’architettura promuove una programmazione instabile, aperta, dove arte e architettura potranno beneficiare di una reciproca competizione”.

Il complesso, tra nuovo e preesistente, è composto di frammenti architettonici (foto di Bas Princen per Fondazione Prada)
Il complesso, tra nuovo e preesistente, è composto di frammenti architettonici (foto di Bas Princen per Fondazione Prada)

 

In occasione dell’apertura, la Fondazione Prada ha presentato, inoltre, molteplici attività e mostre che vantano numerose ulteriori collaborazioni con personaggi di assoluto rilievo. Robert Gober e Thomas Demand hanno realizzato installazioni site-specific in dialogo con le architetture industriali e con i nuovi spazi; Roman Polanski esplora le suggestioni cinematografiche che hanno ispirato i suoi film in un progetto che si tradurrà in un documentario inedito ed in una rassegna cinematografica.

Un'immagine dell'esposizione “Serial Classic” (foto di Attilio Maranzano per Fondazione Prada)
Un’immagine dell’esposizione “Serial Classic” (foto di Attilio Maranzano per Fondazione Prada)

Le opere dalla Collezione Prada sono presentate, inoltre, in esposizioni tematiche: la prima mostra presso la Fondazione è intitolata “Serial Classic”, e curata da Salvatore Settis in collaborazione con Anna Anguissola. Il progetto espositivo, il cui allestimento è ideato, anch’esso, dallo studio Oma, è dedicato alla scultura classica: di questa, la mostra esplora il rapporto ambivalente tra originalità e imitazione, e l’insistere della cultura romana nella diffusione di multipli come omaggi all’arte greca.

 

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