La nuova struttura flessibile delle lastre ceramiche

Vista di una recinzione realizzata con il sistema Flexibrick (foto di Flexbrick)
Vista di una recinzione realizzata con il sistema Flexibrick (foto di Flexbrick)

Materializzazione di un’idea di Vicente Sarrablo, Flexbrick è una tecnologia realizzata grazie a progetti di ricerca durati più di 5 anni: attraverso di essi è stato possibile dare forma ad un sistema industrializzato e flessibile di lastre ceramiche per la composizione di rivestimenti e strutture laminate.

Il progetto è stato inoltre sostenuto ed ha avuto quali referenti principali, due società caratterizzate dalla grande esperienza nel settore spagnolo delle costruzioni – Piera Ecocerámica e Malpensa – che hanno collaborato alla realizzazione e commercializzazione di molti sistemi costruttivi basati sui tessuti in ceramica.

Flexibrick compone strutture laminari flessibili per facciate architettoniche (foto di Flexbrick)
Flexibrick compone strutture laminari flessibili per facciate architettoniche (foto di Flexbrick)

L’innovazione di Flexibrick continua inoltre a definirsi nei materiali, nelle varie finiture e possibilità di design.

La rivoluzione di Flexibrick rimane comunque la possibilità di coprire superfici estese attraverso piccoli elementi la cui lavorazione e messa in opera, normalmente, avviene in costruzione e un pezzo alla volta.

Realizzando una maglia di acciaio flessibile, in cui sono inseriti gli elementi di ceramica, Flexibrick è lavorato in cantiere per poter essere posto in opera in modo veloce e semplice.

La tecnologia di Flexibrick è applicabile anche alle superfici pavimentate (foto di Flexbrick)
La tecnologia di Flexibrick è applicabile anche alle superfici pavimentate (foto di Flexbrick)

Versatile nelle applicazioni costruttive, la stessa maglia di Flexbrick, con finiture identiche, può essere utilizzato in facciate, pannelli in calcestruzzo, marciapiedi o strutture.

Gli elementi possono essere inoltre personalizzati per soddisfare le esigenze di ogni progetto, consentendo di scegliere, per ogni singolo progetto, la densità dei pezzi nell’intreccio, il differente disegno geometrico, i materiali, i formati e le finiture.

I moduli ceramici di Flexibrick possono essere anche integrati in strutture tradizionali (foto di Flexbrick)
I moduli ceramici di Flexibrick possono essere anche integrati in strutture tradizionali (foto di Flexbrick)

La ceramica di Flexbrick è, inoltre, cotta in forni funzionanti a biogas; facilmente riciclabile o riutilizzabile, e componendo un sistema assolutamente reversibile, essendo un tessuto composto a secco.

Flexibrick permette così d’estendere l’uso tradizionale di prodotti ceramici non solo nell’architettura ma anche nelle opere civili, garantendo facilità di manutenzione, riparazione e riciclo.

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