La pubblica amministrazione saldi i propri debiti con i professionisti

Leopoldo Freyrie, presidente Cnappc

Il Consiglio Nazionale degli Architetti si dice certo che il Decreto per sbloccare i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione, annunciato da Vittorio Grilli includa anche i professionisti italiani e non sia limitato alle sole imprese.

«Gli architetti italiani – si legge nel comunicato stampa – vantano crediti dalla pubblica amministrazione per circa 500 milioni di euro sul totale di circa 2 miliardi che lo Stato deve al comparto della progettazione delle opere pubbliche. Si tratta di una situazione che non può essere ulteriormente sopportata da un comparto, come appunto quello della progettazione, che registra eccezionali ed insopportabili dinamiche di flessione anche per il blocco delle opere pubbliche.

Più di altre professioni stiamo pagando un pesante tributo alla crisi poiché sulla nostra attività si riflette inevitabilmente il trend negativo del settore dell’edilizia che sta provocando una conseguente significativa riduzione dei fatturati e, in molti casi, la chiusura di numerosissimi studi professionali di medie e piccole dimensioni con gravissime conseguenze negative soprattutto per i giovani architetti.

Consapevoli della complessa situazione economica e sociale che il Paese sta vivendo e per far ripartire la nostra economia – continua  – da tempo abbiamo messo in campo una proposta concreta ed individuato gli strumenti per realizzarla: puntare su un piano di rigenerazione urbana sostenibile, spostando risorse dalle grandi infrastrutture alle città, vero cuore della nazione, perché solo una politica seria di “riuso” può portare a risparmi veri e alla crescita economica, culturale e sociale indispensabile all’Italia».

Il Consiglio Nazionale, pertanto, attende il pagamento come primo, seppur tardivo, segnale del superamento dell’eccessiva burocrazia e del taglio dei costi interni della pubblica amministrazione, elementi fondamentale per la ripresa economica italiana.

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