La scuola intelligente

 Soluzioni architettoniche e impiantistiche all’avanguardia, insolite per un edificio scolastico italiano, sono la caratteristica principale di questa realizzazione che deve dialogare con    una preesistenza storica molto significativa. 

Il prospetto ovest del complesso scolastico evidenzia che le due parti si configurano come elementi con peso e importanza equivalenti (foto di Giulia Amati)

Intervenire sull’esistente riuscendo a dialogare col passato e, nello stesso tempo, essere ben radicati sul presente, regalando addirittura un anticipo di futuro non è un’operazione che riesce sempre e comunque ai progettisti. Il dibattito su questo argomento è sempre aperto, in Italia soprattutto, dove la storia si manifesta ovunque, anche negli edifici manifatturieri che raccontano la tradizione industriale di alcune zone del nostro paese. Come a Gallarate, dove l’ex cotonificio Cantoni, protagonista dal 1800 della storia produttiva della provincia varesina, diventa un esempio di come si possa tenere viva la “memoria” storico-economica di una città e fare dell’architettura del passato, ormai inutilizzata, un luogo attivo di educazione e formazione.

 

La facciata del nuovo edificio è realizzata in armonia con l’architettura industriale locale, in modo che il rapporto con l’esistente sia sempre percepibile e mai banale (foto di Giulia Amati)

La nuova sede dell’Istituto Professionale di Stato per i servizi commerciali, turistici, grafici e alberghieri sorge, infatti, in quest’area industriale dismessa, nel centro di Gallarate, a poca distanza dalla stazione ferroviaria e dalle principali vie d’accesso alla città, restaurando parte del fabbricato esistente e realizzando un nuovo edificio che dialoga con la preesistenza, dando vita a un elemento fortemente riconoscibile nel tessuto cittadino. Il nuovo complesso, progettato da Studio Amati Architetti, si sviluppa su oltre 13.000 metri quadrati di superficie in due edifici distinti e collegati tra di loro. Ospita su tre piani 54 aule e 8 laboratori, una palestra con annessi spogliatoi e infermeria, una cucina/ristorante didattico e gli spazi per servizi e connettivo.

L’edificio ottocentesco dell’ex cotonificio Cantoni recuperato, nel quale sono ospitate le funzioni didattiche (foto di Lorenzo De Simone per Fondazione Promozione Acciaio)

Due interventi hanno caratterizzato il lavoro progettuale: il primo ha riguardato il recupero del vecchio edificio industriale in cui sono ospitate le funzioni didattiche; il secondo, la nuova costruzione in cui sono stati insediati spazi per la didattica e altre funzioni di supporto alla scuola. Particolare attenzione è stata posta all’analisi del contesto, l’edificio preesistente è stato considerato un elemento significativo che è stato valorizzato e integrato al nuovo. Le due parti si configurano volumetricamente come elementi con peso e importanza equivalenti. L’edificio nel suo complesso è riconoscibile da chi passa in lontananza e possiede un carattere complessivamente unitario e identitario. La progettazione ex-novo è stata pensata per essere in armonia con l’architettura industriale locale: il volume delle aule ai piani superiori si configura come una grande struttura metallica appoggiata ai corpi basamentali che ospitano le attività di supporto (la palestra e il ristorante).

 

L’ingresso principale dell’edificio snodo tra il vecchio edificio recuperato e l’edificio di nuova costruzione (foto di Lorenzo De Simone per Fondazione Promozione acciaio)

 

Il punto di ingresso baricentrico e il luogo da cui si accede a tutte le attività della scuola è l’atrio che costituisce, sia funzionalmente che formalmente, l’elemento di connessione dell’intero complesso. La struttura si caratterizza per la presenza di elementi innovativi che fanno dell’edificio una case history nella progettazione della nuova edilizia scolastica. L’Istituto costituisce, infatti, il primo esempio di edificio rispondente al meta progetto della “Scuola intelligente” del Cisem – Centro per l’innovazione e la sperimentazione educativa, Istituto di ricerca della Provincia di Milano e dell’Unione Province d’Italia, i cui requisiti sono, tra gli altri, quelli della sostenibilità e della sicurezza, tanto che l’Amministrazione ha eletto l’istituto a “Disaster management location” ovvero un luogo sicuro in caso di calamità naturali. Sotto l’aspetto tecnologico, l’edificio è stato interamente progettato con elementi di bioarchitettura, gli impianti rispondono ai criteri di “Energy saving”, in previsione dell’attuazione del protocollo post Kyoto e prevedono un’elevata efficienza energetica. È stato anche previsto l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili quali l’energia solare fotovoltaica e l’energia solare termica e sono stati impiegati prodotti e materiali a ridotto impatto ambientale. Altra peculiarità del progetto è l’introduzione in un complesso scolastico italiano delle strutture portanti in acciaio, soluzione innovativa e ambiziosa soprattutto per le difficoltà nel conciliarla con le prescrizioni di prevenzione incendi e di progettazione sismica.

Nuova costruzione e recupero dell’esistente grazie all’acciaio

Nella porzione di nuova costruzione si elevano due blocchi in c.a., sui quali si posiziona “a ponte” tutto il resto dell’edificio interamente in struttura metallica. Sui perimetri, “travi parete” di tipo reticolare vengono unite trasversalmente a delle travi anch’esse reticolari di 16 metri  di luce, che servono di appoggio a un seconda orditura di arcarecci a sostegno del solaio in lamiera grecata tipo HI-Bond. Le controventature sono ottenute mediante setti in c.a. e travi reticolari in facciata e interne. Il collegamento con il preesistente edificio è stato realizzato grazie a una passerella inclinata, completamente in carpenteria metallica, montata in cantiere mediante bullonatura. La struttura dell’edificio esistente, giudicata inadeguata, è stata rifatta mediante “fasciatura” dei pilastri con lamiere in acciaio idonee a reggere da sole i carichi di progetto. Sono stati realizzati i capitelli di collegamento con le travi all’altezza dei piani costruiti con un reticolo di travi in acciaio, vincolate a dei nuovi setti in c.a., con solai in lamiera grecata e soletta collaborante.

 

La nuova scala realizzata nel cuore dell’edificio esistente utilizzando esclusivamente l’acciaio (foto di Lorenzo De Simone per Fondazione Promozione Acciaio)

   

SCHEDA
Istituto professionale “Giovanni Falcone”
Gallarate (Va), Italia
Committente
Comune di Gallarate
Coordinamento generale e direzione lavori
Studio Amati Architetti
Progettazione architettonica
Studio Amati Architetti (Alfredo Amati, Federica Finanziari, Mauro Ala, Valentina Lutrario), Giorgio Ponti, Carlo Guenzi, Ettore Zambelli
Ingegneria strutturale e impianti
Consorzio Leonardo, Ingegneri Riuniti, Progettisti Associati Tecnarc
Area di intervento
6.570 metri quadrati
Importo dell’opera
26.545.000 euro

 

 Anna Gioia

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