La sede parigina della Fondation Seydoux-Pathé di Rpbw

Vista notturna dell’edificio (foto di Michel Denancé)
Vista notturna dell’edificio (foto di Michel Denancé)

Discreta nella sua apparizione lungo Avenue des Gobelins, la nuova Fondation Seydoux-Pathé è caratterizzata da un volume curvilineo, leggero e metallico che si snoda verso la corte interna dell’isolato lasciando spazio a un giardino di betulle: un’oasi di verde all’interno del denso tessuto urbano parigino.

L’edificio da Avenue des Gobelins (foto di Michel Denancé)
L’edificio da Avenue des Gobelins (foto di Michel Denancé)

Completata nell’autunno del 2014, la Fondazione è firmata da Rpbw (Renzo Piano Building Workshop) e nasce sulle orme di un preesistente edificio teatrale ottocentesco, trasformato in una delle prime sale cinematografiche della capitale, all’inizio del novecento, e poi radicalmente riadattato negli anni sessanta. Realizzata per accogliere gli archivi Pathé, gli uffici della Fondazione privata, una sala di proiezione e spazi espositivi temporanei e permanenti, si materializza in una “creatura organica”.

Vista di interni al quinto piano (foto di Michel Denancé)
Vista di interni al quinto piano (foto di Michel Denancé)

«Una nuova architettura – sottolineano gli architetti di Rpbw – che reagisce positivamente alle condizioni del contesto. L’idea è quella di rispondere al programma funzionale e rappresentativo della Fondazione, aumentando contemporaneamente la qualità dello spazio circostante alla nuova architettura».

In vetro isolante a doppia curvatura gli elementi che compongono l'involucro vetrato (foto di Michel Denancé)
In vetro isolante a doppia curvatura gli elementi che compongono l’involucro vetrato (foto di Michel Denancé)

Sequenze di spazi nuovi ,espressi con il linguaggio architettonico dei nostri giorni, che si susseguono oltre la facciata di Avenue des Gobelins, forte punto di riconoscimento del quartiere e importante preesistenza storica e artistica del sito anche in merito alla presenza di due statue dello scultore Auguste Rodin.

Vista d’interni del quinto piano (foto di Michel Denancé)
Vista d’interni del quinto piano (foto di Michel Denancé)

Al di là del restauro conservativo del prospetto esistente, i nuovi spazi in vetro e metallo dei nostri giorni, si snodano nel nuovo ingresso vetrato alla Fondazione, nel volume ovale del blocco principale e nel giardino interno.

Vista della scala elicoidale ai livelli superiori della Fondazione. Legno, vetro e metallo i materiali protagonisti (foto di Michel Denancé)
Vista della scala elicoidale ai livelli superiori della Fondazione. Legno, vetro e metallo i materiali protagonisti (foto di Michel Denancé)

Sviluppi nuovi, non solo per il loro linguaggio compositivo e per le avanzate tecniche costruttive, ma anche per il loro rapporto con l’intorno immediato da cui si staccano rispettosamente per migliorarne le condizioni di ventilazione e illuminazione.

Vista di dettaglio dello sviluppo del complesso (foto di Michel Denancé)
Vista di dettaglio dello sviluppo del complesso (foto di Michel Denancé)

«Costruire sul costruito – spiegano gli architetti – puó essere un’occasione di riqualificazione diffusa, di riconquista dello spazio. La nuova sede della Fondation Seydoux-Pathé è una presenza inattesa, un volume curvo che si intravede galleggiare al centro della corte in cui è appoggiato, ancorandosi in pochi punti». Una presenza inattesa anche tra le consolidate tipologie delle coperture dell’intorno, destinata a divenire un forte elemento d’identità per il XIII arrondissement come per la stessa istituzione privata.

Dettaglio della copertura (foto di Paul Raftery)
Dettaglio della copertura (foto di Paul Raftery)

Nato dalle costrizioni del sito d’intervento e dalla scelta di voler dar vita ad un giardino interno, il corpo principale si eleva per un’altezza di circa 25 metri, organizzandosi su cinque piani ed estendendosi su una superficie complessiva di circa 1700 metri quadrati. Acciaio e cemento i materiali della struttura portante principale, assemblati secondo tecniche costruttive diverse che includono una struttura prevalentemente metallica ai livelli superiori e un guscio in calcestruzzo a quelli inferiori, dove non vi è necessità di luce naturale.

Pianta del livelllo di ingresso (foto di Rpbw)
Pianta del livelllo di ingresso (foto di Rpbw)

Vetro e alluminio le componenti dell’involucro argenteo che lungo le superfici metalliche include ben 7mila elementi frangisole curvati in alluminio perforato, con tipi di forature differenti comprese tra il 30 e il 60 per cento in base all’apporto di luce naturale richiesto.

Pianta del quarto piano (foto Rpbw)
Pianta del quarto piano (foto Rpbw)

Vetro, legno e metallo i protagonisti del grande lucernario dei livelli più alti, avvolti da un innovativo rivestimento esterno con vetrazioni a doppia curvatura, applicate su una struttura portante primaria in legno con travi lamellari e da una orditura secondaria in acciaio.

Pianta del primo piano (foto Rpbw)
Pianta del primo piano (foto Rpbw)

Qui, spiegano gli esperti di Frener & Reifer si sono inseriti 174 elementi in vetro isolante a doppia curvatura, caratterizzati da dimensioni e forme diverse, per la cui realizzazione si sono costruite forme in acciaio (processo Atex).

Vista di dettaglio dello sviluppo del complesso (foto di Michel Denancé)
Vista di dettaglio dello sviluppo del complesso (foto di Michel Denancé)

Sviluppandosi su un’area di circa 300 metri quadrati, la cupola vetrata si pone in continuità con i pannelli metallici perforati dell’intorno, ma è evidenziata, alla sera, dalla luce che rivela gli usi importanti degli ultimi livelli che accolgono la presenza degli uffici e degli spazi privilegiati per ricerca e documentazione dedicati alla storia del cinema.

Dettaglio della copertura (foto di Paul Raftery)
Dettaglio della copertura (foto di Paul Raftery)

«La sfida e l’innovazione – spiegano gli esperti di Frener & Reifer – è stata qui la geometria a forma libera dell’edificio che ha richiesto un’elevata precisione artigianale a causa degli elementi incurvati. Allo stesso modo lo sono stato la realizzazione, fornitura e montaggio del rivestimento esterno in alluminio incurvato, da inserire in un edificio del centro cittadino difficilmente accessibile».

Renzo Piano (foto di Stefano Goldberg/Publifoto)
Renzo Piano (foto di Stefano Goldberg/Publifoto)

RPBW
Con uffici a Genova, Parigi e New York, Renzo Piano Building Workshop fu fondata nel 1981 da Renzo Piano ed ha attualmente piú di 150 persone al suo interno. Estesi i settori d’intervento del celebre ufficio che includono molteplici importanti realizzazioni internazionali tra cui la Menil Collection di Houston, il terminal di Kansai International Airport ad Osaka, l’ampliamento della Morgan Library di New York, la Maison Hermès a Tokyo, la sede del New York Times, la Modern Wing di Art Institute di Chicago, lo Shard di Londra ed il Kimbell Art Museum di Fort Worth in Texas. Innumerevoli i premi e riconoscimenti allo studio che includono la Royal Gold Medal del Riba nel 1989; l’ambizioso Pritzker Architecture Prize nel 1998 e la più recente Gold Medal Aia nel 2008. Degli ultimi anni, il riconoscimento di Renzo Piano a Senatore a vita da parte del Presidente Giorgio Napolitano nel 2013 e il Columbia University Honorary Degree nel Maggio 2014.

 

Scheda
Fondation Seydoux-Pathé
Parigi, Francia
Committente
Fondation Jérôme Seydoux – Pathé
Progetto
Renzo Piano Building Workshop
Project Team
Bernard Plattner (Partner in Charge)/ Thorsten Sahlmann (Associate in Charge) /Alexandre Pachiaudi
Strutture
Vp Green
Modelli 3D
Arnold Walz
Consulenti Costi
Sletec
Ingegneri meccanici e impianti
Inex
Sostenibilità
Tribu
Acustica
Peutz
Illuminazione
Cosil
Interni
Leo Berellini Architecte

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