Il Serpentine Pavilion 2015 di SelgasCano

Visualizzazione notturna del progetto di SelgasCano per il Serpentine Pavilion 2015 (foto di Serpentine Gallery)
Visualizzazione notturna del progetto di SelgasCano per il Serpentine Pavilion 2015 (foto di Serpentine Gallery)

Sono state svelate le prime immagini dello studio SelgasCano per il Serpentine Pavilion 2015 di Londra: il duo di progettisti con sede a Madrid è stato annunciato, lo scorso dicembre, come vincitore del concorso di progetto unendosi ai numerosi e importanti architetti che hanno dato forma al padiglione in passato. Tra questi Smiljan Radic ha ideato il Serpentine Pavilion proprio l’anno scorso, e poi Sanaa nel 2009, Jean Nouvel per l’edizione 2010, Peter Zumthor per il padiglione del 2011, Herzog & de Meuron e Ai Weiwei nel 2012, Sou Fujimoto nel 2013.

La struttura proposta quest’anno compone un’ iridescente padiglione poligonale, simile ad una crisalide, costituito da una doppia pelle di membrane in Etfe, ed avvolto in un particolare tessuto.

«In linea con la loro reputazione dovuta a progetti giocosi e l’uso audace del colore, la struttura di SelgasCano sarà come una straordinaria crisalide, similare alla biologia dei giardini circostanti. Non vediamo l’ora di entrare nel padiglione per sperimentare la luce diffusa attraverso i pannelli colorati come vetrate – spiegano Julia Peyton-Jones e Hans Ulrich Obrist dall’amministrazione della Serpentine Gallery».

Ogni anno, la Serpentine Gallery offre l’incarico della progettazione per il padiglione a uno studio che ancora non abbia completato alcun lavoro nel Regno Unito. In questo modo l’organizzazione, dall’avvio del programma nel 2000, ha dato slancio al lavoro di numerosi architetti come Zaha Hadid, Rem Koolhaas e Oscar Niemeyer.

Il padiglione iridescente nel paesaggio del parco (foto di Serpentine Gallery)
Il padiglione iridescente nel paesaggio del parco (foto di Serpentine Gallery)

Lo studio SelgasCano ha motivato così la propria proposta: «Quando la Serpentine ci ha invitato a progettare il padiglione, abbiamo pensato a ciò che era necessario per la struttura e a quali materiali avremmo dovuto utilizzare in un ‘Park Royal’ a Londra. Queste domande, mescolate ai nostri interessi architettonici e alla consapevolezza che il progetto aveva bisogno di connettersi con la natura come parte del paesaggio, ci hanno fornito un’idea completamente basata sull’esperienza del visitatore. Abbiamo cercato un modo per permettere al pubblico di sperimentare l’architettura attraverso semplici elementi: la struttura leggera, la trasparenza, le ombre, la forma, la sensibilità, il cambiamento, la sorpresa, il colore e materiali. Abbiamo quindi progettato un padiglione che incorporasse tutti questi elementi. Le qualità spaziali del padiglione si dispiegano solo quando si accede alla struttura e si è immersi in essa. Ogni ingresso consente un percorso specifico nello spazio, caratterizzato dal colore, dalla luce e dalle forme irregolari e sorprendenti. Tutto ciò è ottenuto attraverso un involucro a doppio strato, in plastica opaca e traslucida base di fluoro, Etfe, realizzata in una varietà di colori. Al centro del padiglione, infine, sarà posto uno spazio aperto per l’incontro e una caffetteria».

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