La Villa Alem di Valerio Olgiati

Vista della Villa Alem nel paesaggio portoghese (foto di Archivio Olgiati)
Vista della Villa Alem nel paesaggio portoghese (foto di Archivio Olgiati)

Nella regione dell’Alentejo, Portogallo, a 10 km dalla costa atlantica e immersa in un vasto bosco di sughere, la Villa Alem è stata progettata dall’architetto svizzero Valerio Olgiati come elemento unico nel paesaggio naturale del contesto.

Il cortile della villa con la piscina (foto di Archivio Olgiati)
Il cortile della villa con la piscina (foto di Archivio Olgiati)

L’architettura è assolutamente semplice ma raffinata, distinta principalmente dalle pareti in cemento armato che la definiscono in contrasto al terreno brunito.

Muri in cemento, dal profilo asimmetrico, racchiudono la villa (foto di Archivio Olgiati)
Muri in cemento, dal profilo asimmetrico, racchiudono la villa (foto di Archivio Olgiati)

I setti in cemento racchiudono anche l’ampio cortile della casa: uno spazio aperto verso la campagna circostante, ma del tutto privato.

Vista della terrazza verso il soggiorno (foto di Archivio Olgiati)
Vista della terrazza verso il soggiorno (foto di Archivio Olgiati)

Qui, nel cortile, i profili delle pareti – che, raggiunta una certa altezza, piegano inclinandosi, simili a coperture – accennano a un luogo abitato e compongono le viste, ombreggiate e mutevoli, verso l’esterno.

La sala da pranzo (foto di Archivio Olgiati)
La sala da pranzo (foto di Archivio Olgiati)

La casa, disposta interamente su un unico piano, rimane invisibile all’interno delle mura, affacciandosi solo sul cortile da cui riceve molta luce.

Vista del soggiorno (foto di Archivio Olgiati)
Vista del soggiorno (foto di Archivio Olgiati)

Gli spazi di soggiorno si aprono direttamente sul cortile, con un terrazzo esterno che si connette, circondandola, alla piscina centrale.

Il corridoio che conduce alle camere (foto di Archivio Olgiati)
Il corridoio che conduce alle camere (foto di Archivio Olgiati)

Separata dal soggiorno, la sala da pranzo è direttamente adiacente e rivolta verso l’esterno con una apertura completamente vetrata. All’altro lato della sala, in direzione opposta al cortile, si trova la cucina, circondata da una parete semi-circolare.

Una stanza illuminata dalla corte interna (foto di Archivio Olgiati)
Una stanza illuminata dalla corte interna (foto di Archivio Olgiati)

Quest’ultima prosegue delineando un percorso concentrico che poi si estende in un ombroso corridoio: lungo di esso si aprono le camere disposte in modo lineare e illuminate ciascuna da un proprio cortile privato.

Vista della casa verso il paesaggio esterno (foto di Archivio Olgiati)
Vista della casa verso il paesaggio esterno (foto di Archivio Olgiati)

La casa diviene così un piccolo labirinto domestico in cui la ripetizione scalare del modulo composto da cortile e stanza si sussegue portando, dal centro, verso l’uscita, verso la natura reale.

Planimetria e sezione (foto di Archivio Olgiati)
Planimetria e sezione (foto di Archivio Olgiati)

O forse suggerisce che, anche questa, sia parte di un’architettura più estesa, una nuova stanza da cui potremo, mai, uscire?

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