L’architettura simbiotica delle Urban Alloy Towers

La struttura delle Urban Alloy Towers (foto di Amlgm)

La proposta progettuale di Chad Kellogg e Matt Bowles dello studio Amlgm per le “Urban Alloy Towers” nel Queens, New York, costituisce un’inusuale struttura reticolare che dà forma a torri multifunzionali, poste al di sopra del nodo di trasporto tra la ferrovia di Long Island e la linea metropolitana 7.

Inquadramento urbanistico del progetto (foto di Amlgm)

L’hub di trasporto esistente è utilizzato come contesto di prova per l’ideazione di torri la cui configurazione è volta a fornire nuovi spazi abitativi: questi intendono garantire le condizioni di densità e soleggiamento ottimali, oltre alla connessione diretta con le aree urbane più densamente costruite di Manhattan.

Visualizzazione aerea del nodo ferroviario nel Qeens, e della struttura proposta (foto di Amlgm)

Il nuovo immaginario di un’architettura in simbiosi ad hub di trasporto è originata dall’assunto, spesso suggerito nella pratica urbanistica, della necessità di costruire gli ambiti residenziali e abitativi in connessione e nelle vicinanze di nodi infrastrutturali.

Schema funzionale (foto di Amlgm)

Le torri sviluppano, dunque, spazi dedicati a negozi, uffici, ambiti culturali e residenziali, racchiusi in un involucro metallico che assume forme organiche, tecnologicamente stabilite, per la massimizzazione di soleggiamento e circolazione dell’aria.

Visualizzazione dell’interno di un’unità residenziale (foto di Amlgm)

L’atrio della costruzione si dispone al di sopra della stazione ferroviaria realizzandone una copertura abitata, occupando lo spazio in altezza che normalmente costituisce un vuoto urbano nelle grandi città.

L’atrio centrale della costruzione, al di spora delle infrastrutture di trasporto (foto di Amlgm)

La struttura metallica è avvolta e integrata con un involucro flessibile di “pinne metalliche” che si dispongono ciascuna secondo uno specifico orientamento solare e sono dimensionate con profondità variabili.

 

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