L’Auditorium di Renzo Piano a L’Aquila

L’Auditorium provvisorio de L’Aquila ha una storia controversa: non tutti infatti condividono la volontà della Provincia Autonoma di Trento di investire quasi 7 milioni di euro in una struttura effimera. E non perché sia frutto del genio di un archistar del calibro di Renzo Piano. E neppure perché vanta come padrino di battesimo il Presidente della Repubblica. Indipendente dalla lusinga istituzionale, l’Auditorium, provvisorio ma non improvvisato, è di per sé emblema di rinascita.

L’auditorium è formato da tre cubi di dimensioni diverse (che ospitano rispettivamente foyer, sala musica e camerini). Il materiale utilizzato è il celebre “abete rosso di risonanza” della Val di Fiemme. Di ottima qualità acustica, l’abete trentino non teme il terremoto ed è ideale per realizzare in tempi rapidi strutture sicure ed ecosostenibili.

Assolutamente necessario l’isolamento acustico, realizzato con i prodotti forniti da Edilteco, azienda di San Felice sul Panaro che da anni opera nel settore dei materiali isolanti. Il prodotto Regupol BA è stato utilizzato per garantire l’isolamento acustico fra il primo e il secondo piano del cubo 2, sede degli impianti tecnologici.

La posa del prodotto è stata semplice e agevole. Intervenire con sistemi antivibranti su macchinari e impianti connessi alle strutture di un edificio equivale a impedire la propagazione per via solida di fastidiose vibrazioni responsabili di rumori molesti, condizione assolutamente indispensabile in una struttura come l’auditorium.

 

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