Le differenze in “architettura”

«Il progetto dello spazio architettonico, oggi, deve illuminare le elementari e semplici differenze tra le esperienze umane (curare, partire, abitare, produrre, organizzare, riunire, incontrare, ascoltare, guardare, acquistare ecc). L’architettura è l’arte di costruire uno spazio che si assume la cura, il rispetto e la responsabilità di queste differenze». Così spiega il contenuto del suo ultimo libro “L’architettura delle differenze” Davide Ruzzon, da poco pubblicato.

Il libro è diviso in tre parti: la prima è dedicata a una riflessione sull’architettura delle carceri e alle invarianti  architettoniche che segnano il dominio della visione, dentro e fuori gli istituti di pena. La seconda riassume il tentativo di capire come l’architettura del presente ha assorbito e reagito a queste invarianti, mentre la terza descrive una proposta operativa, che si fonda sull’esperienza degli spazi architettonici.

Il testo contiene immagini di Peter Eisenman, Rem Koolhaas, Giorgio Grassi e Aldo Rossi, Paolo Portoghesi, Gianugo Polesello, CoopHimmelblau e Greg Lynn

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