Le nuove regole dell’antico

 

vista planimetrica

Alla luce delle attuali esigenze votate all’ecosostenibilità, il progetto per il nuovo porto turistico di Manfredonia si propone di rielaborare l’antica intuizione di Re Manfredi senza tradirne le regole essenziali (disposizione longitudinale dei moli per le barche  paralleli alla linea di costa, banchine in assetto trasversale, propaggine della città sull’acqua).

Il progetto del sovrano per la ricostruzione della città, nel 1256,  prevedeva per il porto un rettangolo allungato su un falso piano prospiciente il mare a sud-est e, in posizione mediana, il castello proteso sull’acqua,« Un’idea insediativa semplice, con poche regole chiare per il tracciato: una maglia di isolati rettangolari a doppio quadrato, strade longitudinali parallele alla linea di costa che assecondano la giacitura del falsopiano e strade secondarie trasversali atte a connettere dal punto di vista visivo l’orizzonte marino con la linea della montagna. Si tratta dunque di una sorta di tradizione stabilita e, almeno in parte, immutabile con cui ogni nuova architettura è costretta a confrontarsi» spiega Sergio Delli Carri dello studio Planprogetti, responsabile del progetto.

L’obiettivo di Gespo, società concessionaria costituita appositamente per la realizzazione del porto, è realizzare un hub per il sud Europa, in grado di ospitare yatch anche di 60 metri, entro il 2015. Il porto conterrà 747 posti barca, servizi commerciali, aree verdi attrezzate, eliporto, passeggiata panoramica sopraelevata, yatch club e base nautica. La sfida consiste nel realizzare un’opera all’avanguardia nel rispetto dell’ambiente circostante: per questo è stato utilizzato un sistema di coibentazione degli involucri esterni, realizzato mediante pannelli di Ecap, prodotti da Edilteco e un impianto fotovoltaico realizzato con moduli di silicio amorfo a tripla giunzione.

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La particolare attenzione all’ecosistema è dovuta anche al travagliato passato di Manfredonia, sede storica di alcune industrie petrolchimiche, proprio per questo il progetto prevede un polmone verde di oltre un ettaro a disposizione della cittadinanza, un sistema di stoccaggio di fluidi neri e di sentina per le imbarcazioni da diporto, il recupero e la disoleatura delle acque meteoriche, un impianto antincendio alimentato con acqua di mare.

Gestito da MDL Marinas, società inglese leader europea nella conduzione dei porti turistici, realizzato da Coop Mucafer che si è aggiudicata l’appalto dei lavori, l’ecoporto Marina del Gargano vanta la collaborazione della Presidenza della XIII Commissione Permanente Territorio Ambiente e Beni Ambientali.

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